Noam Chomsky dalla psicolinguistica alle 10 strategie della manipolazione

psicologia,psicotecnologie,società,culturaDurante i miei studi in campo psicologico ho avuto modo di apprezzare l’opera del grande linguista americano Noam Chomsky creatore della psicolinguistica.
I suoi studi e le sue ricerche in questo campo portarono ad una radicale rottura verso il comportamentismo, infatti secondo Chomsky nell’uomo il linguaggio ha una base innata,  la sua “teoria generativo-trasformazionale” si basa su due punti cardine:

1. Il linguaggio verbale è un comportamento specie-specifico dell’uomo basato su strutture biologiche innate tipiche della specie umana postulando l’esistenza di un “dispositivo per l’acquisizione del linguaggio” appartenente alla sola specie umana
2. Il comportamento linguistico è legato a due aspetti distinti: quello della competenza e quello dell’esecuzione. Ogni essere umano ha nella propria mente le regole per creare frasi “ben formate” e quelle per trasformarle nelle varie forme (interrogativa, negativa, affermativa etc.)

I suo studi in questo ambito si svilupparono ulteriormente

http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky

http://www.chomsky.info/

rilevante fu inoltre il suo impegno politico.
Partendo proprio dalla psicolingusitica i suoi studi lo portarono ad indagare su come i sistemi di potere utilizzano il linguaggio e l’informazione di massa per manipolare l’opinione pubblica.

Tra le sue opere più interessanti segnalo “La fabbrica del consenso”


Noam Chomsky ha elaborato quelle che definisce le dieci strategie della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i mass media, eccole:

1-La strategia della distrazione 
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere a l’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Segnalo anche il film-documentario sempre relativo a “La fabbrica del consenso”

 

http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

http://eccocosavedo.blogspot.it/2010/10/le-10-strategie-della-manipolazione.html

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Decadenza della politica e predominio dell’economia secondo la psicologia di comunità. 2002

psicologia, società, benessereProprio in questi giorni, che seguono il rinnovamento della classe politica post-elezioni e la nascita del nuovo parlamento, il dibattito pubblico e popolare continua ad essere fondato su temi che mettono al centro le più o meno presunte differenze e contrapposizioni tra le aree del centrodestra e del centrosinistra. Persiste inoltre  lo stupore e la diffidenza verso una nuova forza politica fatta da cittadini e guidata da un portavoce sui generis dal forte impatto sociale.

Sto rileggendo un capitolo del testo “Fondamenti di psicologia di comunità” (Francescato, Tomai, Ghirelli – Carocci editore – 2011) e mi stupisce come un testo di natura psicologica e non economico-politco-finanziario esponga con tanta chiarezza ciò che sta avvenendo da anni e che in molti ancora non hanno ben chiaro. Per di più la prima stampa del testo è del 2002 e riporta citazioni degli anni ’90.

Cos’è la psicologia di comunità?
Disciplina che esamina i problemi non solo nella loro dimensione personale e soggettiva, come è tradizione della psicologia, ma anche nella loro dimensione oggettiva e sociale, nella quale si collocano vincoli e risorse che permettono o ostacolano l’empowerment di persone, gruppi, organizzazioni e comunità locali.

Personalmente ringrazio la prof.ssa Donata Francescato per la chiarezza delle sue lezioni sul tema dell’empowerment di comunità che ho avuto la fortuna e l’onore di seguire.

 

Ecco uno stralcio dal testo citato:

[…] i grandi mutamenti in atto nel mondo finanziario dovuti ai processi di globalizzazione renderebbero  ancora più importante  riconoscere un ruolo maggiore della politica nel governo dell’economia. Come nota l’economista Paolo Savona (1997), oggi  sono i mercati a stabilire la politica economica dei governi, e i grandi gruppi finanziari hanno un potere eccessivo. In assenza di regole internazionali, infatti, la creazione monetaria per usi internazionali o moneta offihore continua a procedere sostanzialmente fuori controllo. La grande finanza ha  l’assoluto controllo dei tassi di interesse, cosa che le consente di fissare liberamente il costo del denaro e stabilire i cambi ai livelli che preferisce. Sarebbe compito della classe politica stabilire le nuove regole del gioco monetario ed economico ma,  come nota l’economista neozelandese Tim Hazeldine (1998), dopo il crollo del comunismo nel 1989 in quasi tutti i paesi la classe politica ha perso influenza e prestigio e non ha più l’autorevolezza per farlo.
Questa decadenza della politica è pericolosa per la crescita democratica di una società:

Se si “spoliticizza” la gente attraverso messaggi fittizi ed elusivi della complessità dei problemi, accarezzandone  la pigrizia e la passività, che come tentazione albergano in tutti noi, non si elimina la politica, ma si fa un’operazione di esproprio a favore dei circoli ristretti di potere dove si fa la politica reale. […] la democrazia, come il regime di diffusione massima delle capacità politiche, richiede tutto il contrario: non che i problemi fittiziamente siano portati al livello di chi non ne capisce nulla ma, al contrario, che tutti si impegnino, per quanto loro possibile, a portarsi al livello delle difficoltà dei problemi. L’estensione e la qualità della democrazia dipendono da questo (Zagrebelsky, 1995).

Francescato e Putton (1995) a questo proposito sostengono che nell’età postmoderna contemporanea l’antagonismo tra ideologia capitalista e comunista ha contribuito a enfatizzare e a far prevalere alcune divisioni manichee nelle sfere del  pubblico e del privato. Crescita individuale e benessere sociale, vengono così rappresentati come concetti opposti, negando una realtà complessa e multidimensionale che richiederebbe un  equilibrio tra soddisfacimento dei bisogni individuali e raggiungimento degli obbiettivi generali. Il xx secolo ha visto contrapporsi, nelle sue diverse forme economiche e politiche, gli estremismi del liberismo anarcoide, che privilegia i diritti del singolo a scapito dei doveri verso la comunità, e del totalitarismo, che, come è avvenuto sotto i regimi fascisti e comunisti, sacrifica le istanze individuali.

Oggi siamo alla ricerca di un nuovo modello che rispetti l’equilibrio tra bisogni dell’individuo e scopi della società, che valorizzi la diversità di ciascuno e la protegga dalla tirannia dei molti e al tempo stesso incoraggi ogni singola persona a cooperare con gli altri per fini comuni (Francescato, Putton, 1995, p.21).

Riteniamo che se i futuri adulti continueranno a sottovalutare il legame con la dimensione sociopolitica del contesto ambientale perderanno la possibilità di esprimere e sperimentare un’importante dimensione di potere e di sviluppo: la dimensione sociale dell’empowerment.


Unicef – 8 marzo delle bambine

 

8marzo_landing.jpg

 

In accordo col

 

MANIFESTO SOCIALE DEL NONSOLOBIODANZAFESTIVAL

 

 

il NBF sostiene la causa dell’Unicef denominata

 

Bambine, non spose

L’8 marzo e’ una festa per le donne in tutto il mondo, ma difficilmente lo e’ anche per le decine di milioni di bambine e adolescenti che sono state costrette a rinunciare all’infanzia, alla scuola e a gran parte della propria liberta’ per sposarsi.

L’UNICEF contrasta il fenomeno dei matrimoni precoci favorendo l’accesso all’istruzione primaria per tutte le bambine, assistendo i governi dei Paesi in via di sviluppo nell’elaborazione di norme piu’ rispettose dei diritti delle bambine e delle donne e sensibilizzando le comunita’ locali.

 

http://www.unicef.it/8marzodellebambine

 

 

 

Il nostro impegno morale è quello di sensibilizzare il mondo occidentale su questa pesante situazione favorendo una riflessione sul tema.

Inoltre la somma che raccoglieremo con il contributo dei partecipanti alla prossima edizione del NBF (10€ ad iscrizione) sarà devoluta proprio per questa causa.

 

BUON 8 MARZO!

 

il festival

BIODANZA E IMPEGNO SOCIALE 

    il blog del festival  

Come le psicotecnologie cambiano le nostre menti…e anche la politica?

pc_web_politica.jpgNell’attuale momento storico, dove le recenti elezioni politiche hanno messo in evidenza come nel tempo i differenti medium abbiano influito sul consenso popolare, è interessante approfondire il tema delle psicotecnologie.


Stampa, televisione e internet, come cambia la percezione dell’individuo?

Se fino a qualche anno fa si parlava di intelligenza collettiva ora siamo entrati nell’era dell’intelligenza connettiva.

Ma andiamo con ordine:

 

Le dieci predizioni di Marshal Mc Luhan sottolineano, con grandissimo anticipo sui tempi, come i media abbiano uno straordinario potere trasformativo sociale, culturale e antropologico.

Le psicotecnologie per Mc Luhan hanno a che fare con le relazioni che intercorrono tra le tecnologie e la psicologia, pertanto su come queste possano influenzare la percezione ed il pensiero.
Se le tecnologie possono considerarsi un’estensione del corpo in quanto strumenti o tecniche che permettono un miglior controllo sull’ambiente, le psicotecnologie (ad esempio tv o pc) possono considerarsi un’estensione della mente in quanto sono strumenti che intervengono a livello profondo nella psiche degli individui. Tale influenza sulla mente è dovuta al fatto che le psicotecnologie hanno a che fare con il linguaggio, lo strumento principale per pensare e comunicare, che subisce modificazioni differenti in base alla tecnologia di riferimento e di conseguenza questa influenza sul linguaggio comporta notevoli trasformazioni nella cultura.

Era tribale
L’uso del linguaggio parlato appartiene alla cosiddetta era tribale contraddistinta dall’oralità, la prima forma cosciente di comunicazione con gli altri.

Era della scrittura
Successivamente l’avvento della scrittura provoca una forte accelerazione della cultura liberando la mente dal compito di tramandarla oralmente. La mente potrà essere notevolmente alleggerita dal  dover ricordare e potrà finalmente dedicarsi esclusivamente a pensare.
La scrittura ferma il linguaggio e permette di trasmetterlo nel tempo e nello spazio aumentando la comunicazione con se stessi.

Era della stampa
Comporta un ulteriore cambiamento in quanto il testo può essere distribuito diventando di fatto una protesi delle psiche umana, ciò permette di tramandare le informazioni ed averne un maggiore accesso.
L’aspetto forse più importante dal punto di vista cognitivo sta però nel fatto che inziare a leggere in silenzio (con la scrittrua a mano si leggeva ancora a voce alta) ha permesso una trasfromazione del senso del sè che influisce sull’identità dell’individuo. Si inizia a pensare da soli nella propia stanza davanti ad un testo, avviene la privatizzazione del sè.

A questo punto possiamo individuare diverse tecnologie di comunicazione

Nella società orale il medium è il discorso
Nella società letterata il medium è la scrittura
Nella società digitale il medium è l‘elettricità

pertanto anche i significati vengono traferiti in ambienti diversi

la comunicazione orale avviente nel CONTESTO

la comunicazione scritta avviene nel TESTO

la comunicazione elettrica-digitale nel IPERTESTO attraverso la navigazione in un testo espandibile all’infinito attraverso collegamenti di parole chiave.
 

E’ evidente come queste trasformazioni influiscano sulle nostre menti. Di altri argomenti conseguenti mi riservo di scrivere nei prossimi post. 


La Grecia è crollata definitivamente, è una bufala?

grecia.jpgSi discute in queste ore sui social network circa l’autenticità o meno di alcune notizie che danno la Grecia crollata definitvamente sotto il peso dei debiti contratti con la Bce. L’aspetto inquietante sarebbe che i tanti aiuti sotto forma di milioni di euro ricevuti dall’Unione Europea attraverso il fondo salva stati sarebbero andati quasi tutti nelle tasche delle banche creditrici e quasi nulla nelle tasche del popolo e delle imprese.

Inoltre sembra che nonostante questa situazione drammatica l’informazione pubblica ignori la questione e si parli solo di Papa, Sanremo, Crozza, elezioni, e Champion’s League.

 

Tutto parte dall’articolo della testata tupugliatv.net pubblicato il 12/2/2013 e rimbalzato ben presto in rete.

La Grecia è crollata, definitivamente. Stanno assaltando i supermercati!

preceduto da quello del portale sul no profit vita.it del 8/2/2013 

Atene alla fame, il video shock

Cercando nei siti antibufale si trova l’articolo sul blog valigiablu.it del 13/2/2013 che afferma che si tratta della solita bufala e la discussione in rete si fa più intensa…

Ci dispiace, Internet: la Grecia non è ‘crollata definitivamente’

Sicuramente valigiablu.it sarà un portale esperto in bufale ma per sicurezza vado a fare una ricerca in rete, magari anche su organi di informazione italiani e internazionali anche britannici e americani come amnesty, the guardian, dailymail e altri e vediamo cosa ne esce:

 

Il crollo della Grecia


The Greek food brawl: Hundreds fight each other for free vegetables on the streets of Athens

 

Did Greek police beat up bank robbers then photoshop their mugshots to hide their injuries?

 

Greece is facing a humanitarian crisis

 

Foreigner’s murder shows Greek failure on racist violence

Che cosa succede in Grecia?

 

 

Altre notizie:

14/2/2013 Agenzia Reuters

Grecia, tasso disoccupazione novembre a nuovo record 27%


14/2/2013 La Presse

Grecia, disoccupazione record al 27% a novembre, tasso giovani 61,7%


13/2/2013 Euronews 
Grecia, agricoltori in rivolta. Scontri sull’autostrada 

 

13/2/2013 Il Fatto Quotidiano

Allarme Grecia, il silenzio e le bufale dei media


13/2/2013 Finanzanostop

La Grecia crolla definitivamente sotto la morsa dell’austerity


13/2/2013 Julienews (un ottimo approfondimento)

La Grecia sta collassando per colpa della Bce?


14/2/2013 Finanzanostop

Grecia e disperazione contro l’austerity: lettera all’opinione pubblica internazionale di Mikis Theodorakis


15/2/2013 L’Indipendenza

Grecia al tracollo e alla fame! E non stiamo parlando di balle!

 

15/2/2013 Blizquotidiano

Warning Grecia: c’è ancora. Anche in fondo al voto italiano


 

Zeitgeist Movement, andare avanti.

zeitgeist.jpgUn film assolutamente da vedere per modificare progressivamente il modellamento culturale nel quale siamo immersi e prendere coscienza della realtà in cui viviamo, aldilà del dibattito politico creato ad arte per distrarci dai veri problemi che non porta a nessun cambiamento sostanziale per tutti noi.
Un film Biocentrico…
Prenditi il tempo!


da Wikipedia:

Movimento Zeitgeist – un movimento no profit che promuove il cambiamento sociale verso un’ Economia Basata sulle Risorse (RBEM, Resource Based Economy Model); nasce con il secondo film di Peter Joseph: “Zeitgeist Addendum”.

Inizialmente il movimento muove i primi passi prendendo spunto dal modello (RBE) realizzato dal sociologo e futurista Jacque Fresco attraverso il The Venus project (TVP) per poi intraprendere iniziative indipendenti.

 

 

Cosa troverai nel film:

natura, cultura, ambiente, predisposizione genetica, dipendenze, sviluppo, biologia, stress, memoria, contatto umano, infanzia, relazioni socali, empatia, aspetti psicologici, emozioni, maltrattamenti infantili, cultura, violenza, modellamento, religione, natura umana, individualismo, competizione, bisogni umani, amore, compassione, cooperazione, cervello, salute, progresso umano, evoluzione, benessere, patologia sociale, mercati, antieconomia, sostenibilità, sistema di valori, condizionamento, sistema monetario, derivati, borse, debito, povertà, salute pubblica, violenza, uguaglianza, disuguaglianza, relazioni sociali, stratificazione socio-economica, capitale sociale, equità, stress psicosociale, progetto terra, teoria dei sistemi, preservazione strategica, retroazione negativa, strategia di efficienza, durevolezza, riciclo, distribuzione, proprietà, accesso strategico, condivisione di beni, abbondanza di accesso, economia basata sulle risorse, antipolitica, ricerca, metodo scientifico applicato alla società e alla vita, città, trasporti, agricoltura, città autosostenibili, produzione, disoccupazione tecnologica, vittime della cultura, cambiamento di paradigma, resistenza del vecchio potere,

QUESTO E’ IL TUO MONDO,

LA RIVOLUZIONE E’ ADESSO!


Le 10 predizioni di Marshall Mc Luhan

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Seguendo le lezioni di Derrick de Kerckhove per un corso di “psicotecnologie e processi formativi” sono rimasto colpito e affascinato dalla figura di Marshall Mc Luhan, sociologo candese scomparso nel 1980 e oggi noto soprattuto per l’affermazione “il medium è il messaggio”, l’aver proposto per primo il termine “villaggio globale”, e aver distinto i media tra “caldi” e “freddi”.

Meglio sarebbe definirlo “sociologo incompreso”, come in effetti viene ricordato in un articolo de Il Giornale nel centenario dalla sua nascita
http://www.ilgiornale.it/news/marshall-mcluhan-sociologo-incompreso.html

De Kerckhove nelle sue lezioni parte da una affermazione di Mc Luhan, che riporto in lingua originale, che ha qualcosa di stupefacente:

The next medium, whatever it is, it may be the extension of consciousness, will include television as its content, not as its environment, and will transform television into an art form.
A computer as a research and communication instrument could enhance retrieval, obsolesce mass library organization, retrieve the individual’s encyclopedic function and flip into a private line to speedily tailored data of a saleable kind.

 Understanding Media 1962

La cosa sorprendente di questa affermazione del 1962 sta nel fatto che Mc Luhan morì nel 1980 senza aver visto nascere internet!
Si tratta di una previsione di come avrebbe potuto cambiare la comunicazione attraverso le nuove tecnologie che, appunto, erano ancora da realizzare ai suoi tempi.  

De Kerckhove scompone questa affermazione in quelle che definisce le 10 predizioni di Marshall Mc Luhan, vediamole tradotte in italiano:

1- Il prossimo medium, qualunque esso sia, potrà essere un’estensione della coscienza per mezzo dell’elettronica.

2- Questo medium includerà la tv come suo contenuto e non come ambiente.

Infatti oggi la tv è sul computer tramite internet.

3- Trasformerà la tv in un’arte.

Secondo questa affermazione Mcluhan riteneva che quando sorge una nuova tecnologia in uno stesso campo questa trasforma quella precedente in una forma d’arte, così quando nacque il cinema il contenuto era il teatro la stessa cosa accade oggi con Youtube che trasforma la tv in una forma d’arte che ognuno può creare e caricare nel web.

4- Il prossimo medium sarà uno strumento di ricerca e di comunicazione.

Esattamente quello che è oggi internet.

5- Questo medium ci faciliterà nel  recupero delle informazioni.

Attraverso internet ed i motori di ricerca possiamo accedere alla memoria del mondo.  

6- Tale nuovo medium renderà obsoleta l’organizzazione della biblioteca di massa.

Non avendo visto nascere internet questa risulta essere la predizione più stupefacente.

7- Recupererà la funzione enciclopedica degli individui.

Quello che fa oggi wikipedia, l’enciclopedia open source gestita da editori volontari.

8- Sarà una linea privata (accesso a internet e a tutti i servizi di rete con informazioni rapide e personalizzate)

9- Velocità dei dati, le informazioni saranno disponibili molto rapidamente e personalizzate.

10- Sarà qualcosa di vendibile.

Come sta avvenendo con l’economia digitale.

 

Per chi desidera approfondire segnalo un paio di interventi di Mc Luhan in tv, la sua apparizione nel celebre film “io e Annie” di Woody Allen e altri link interessanti.

 

http://it.wikiquote.org/wiki/Marshall_McLuhan

http://mediamondo.wordpress.com/2011/07/21/urlando-da-una-terra-sconfinata-leredita-di-marshal-mcluhan/

http://semioblog.blogspot.it/2011/08/lab2011-100-anni-di-mcluhan.html


  

 

 

 

Un politico degno di questo nome: Josè “Pepe” Mujica

Ora che è stato tradotto, con sottotitoli in italiano e caricato sulla rete da poche settimane, sta iniziando a diffondersi anche da noi l’intervento di Josè “Pepe” Mujica, presidente dell’Uruguay, al G20 in Brasile del giugno 2012.

Sapere che esistono anche politici così progressisti e ben distanti per coraggio e indipendenza intellettuale dai nostri Monti, Berlusconi, Bersani, Grillo, Vaticano, Merkel etc., lascia un filo di speranza per il futuro.

Contagiare anche l’occidente con questi nuovi paradigni è possibile, basta non scoraggiarsi ed ognuno nel suo piccolo può fare la propria parte.


Nuove realtà urbane

città-multietnica.jpgMeticciamento, glocalizzazione e terzomondizzazione:

”Le nostre narici si riempirono di odore di carbone e di carne arrostita mentre le nostre orecchie erano frastornate da frammenti sonori di reggae, di salsa e di quella monotonia fragorosa che gli haitiani chiamano jazz. Potevo cogliere conversazioni animate in un misto di haitiano, di creolo, di spagnolo e in più di un dialetto inglese dai toni lirici.

La strada presentava un patchwork di negozi: Chicka-Licka, il Bazar Ashanti, un ristorante haitiano, una “farmacia” delle Religioni Africane del Nuovo Mondo che offriva pozioni e polveri che assicuravano immediata fortuna, rapide guarigioni e le candele votive con il marchio delle Sette Potenze Africane.

Mi trovavo a poche miglia dalla mia casa di Manhattan ma mi sembrava di aver imboccato una strada sbagliata, di essere scivolata in un baratro apertosi tra mondi diversi e di essere emersa nella strada principale di una città tropicale”.

(Karen McCarthy Brown)