Sessualità femminile e ansia da prestazione

nudo.jpgDa ieri e fino a domenica è in corso a Firenze il Congresso Nazionale di Sessuologia Scientifica questo è il risultato di un sondaggio presentato al congresso dove emerge che l’ansia da prestazione sessuale non è più una questione solo maschile.

Sempre al top in ufficio, in famiglia e sotto le lenzuola: le italiane inseguono la perfezione ma cresce la paura di non essere all’altezza e una su 5 ammette di aver provato l’ansia da prestazione. Il problema è poco noto: se il 95% conosce quella ‘al maschile’, solo il 38% sa che puo’ presentarsi anche nel gentil sesso. E’ invece uno dei nuovi nemici della coppia, con la routine (65%), lo stress (51%) e il timore di deludere il partner (48%).

Segue al link http://www.leggo.it/articolo.php?id=83639

 

 

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Sul pettegolezzo

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Pettegolezzo è un termine che riporta a qualcosa di negativo, da fare di nascosto nei corridoi e del quale sarebbe il caso di vergognarsi, non è infatti un complimento portare la nomea di pettegolo.

La prima definizione che ho trovato su un dizionario in  rete è:

 

sm discorso maligno sui fatti altrui

 

Secondo la psicologia della comunicazione il pettegolezzo è uno strumento presente all’interno dei gruppi di tutte le culture i quali vivono di comunicazione senza la quale non sarebbe possibile portare avanti la storia del gruppo stesso ed il pettegolezzo è una manifestazione di questa forte

necessità di comunicare.

Pertanto quando non c’è nulla di prioritario da comunicare all’interno del gruppo alcuni membri parlano di altri membri del gruppo sia in termini negativi ma anche in termini positivi.

 

Il pettegolezzo ha a che fare con le dicerie che passano di bocca in bocca e vengono alimentate con aggiunte di particolari e interpretazioni personali tipici della comunicazione orale.

Per la maggioranza dei casi i pettegolezzi riguardano la sfera privata e sopratutto quella sessuale e ancor più sono rivolti a personaggi pubblici o di sfere sociali più alte di quelle dei membri del gruppo.

Frequentemente si parla di voyeurismo comunicativo proprio per il fatto che deve soddisfare  la curiosità e la morbosità spesso degli strati sociali più bassi rispetto al bersaglio che in buona parte dei casi non sono in grado di fare ciò che riesce con facilità al soggetto da colpire.

 

Studi sulla modalità della creazione e diffusione del pettegolezzo, attraverso la riproduzione seriale tra un numero stabilito di persone (di solito sette), dimostrano che ben presto il fatto di partenza viene accentuato in certe sue parti e ridotto in altre fino ad essere assimilato come stereotipo da parte del gruppo in maniera decisamente distorta.

Pertanto dopo varie interpretazioni e dicerie entra a far parte della memoria collettiva e spesso è una modalità comunicativa utile a mantenere lo status quo all’interno di un gruppo.

 

A volte si usa  il termine di epidemia per indicare come un pettegolezzo condito da dicerie si propaga tra la comunità, ricordate Boccadirosa di De Andrè ispirata ad una storia realmente accaduta? ….come una freccia dall’arco scocca e vola veloce di bocca in bocca….

Inoltre il pettegolezzo pur non avendo una base razionale ne verificabile viene recepito come una verità dal fondamento quasi scientifico soprattutto se poi le fonti sono i mass media e viene vissuto come un’esperienza veramente provata attraverso i sensi di chi lo ha ascoltato e fatto suo.

Addirittura le smentite del bersaglio non servono a diminuirne l’effetto ma viceversa sono spesso ritenute una prova della veridicità del pettegolezzo.

 

Bene! A questo punto farò un salto dal barbiere per sentire le ultime novità e magari mi leggo anche una bella rivista di gossip.

Buon pettegolezzo a tutti!

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Vale la pena o vale il piacere? – Sesso e piacere nell’educazione degli adolescenti

niente-sesso-loc_138643.jpgUna vecchia e nota commedia teatrale degli anni ’70, andata in scena per ben settemila repliche consecutive, si intitolava ” Niente sesso siamo inglesi”, forse oggi alla luce dei tempi che cambiano il nuovo titolo potrebbe essere “Tanto sesso siamo inglesi”.
Il quotidiano La Stampa di oggi riporta lo slogan che promuove la nuova campagna britannica per l’educazione sessuale degli adolescenti.

Forse finalmente ci stiamo orientando verso una società basata sul principio del piacere e non solo su quello del dovere e della fatica. 
Chissà che prima o poi non sentiremo dire con dinsinvoltura “Vale il piacere di vivere la tal esperienza” piuttosto del solito “Vale la pena” che la dice lunga su come una società bigotta come la nostra in fondo continui a ricercare una pseudosantità ed una coscienza tranquilla attraverso pene e privazioni varie.

 

LONDRA
«Un orgasmo al giorno toglie il medico di torno». È lo slogan di una nuova campagna lanciata dal servizio sanitario britannico per l’educazione sessuale degli adolescenti, che pone l’accento su un aspetto fondamentale del sesso, ovvero il piacere, solitamente trascurato, spiegano gli autori. Un approccio alternativo rispetto ai precedenti concentrati sul sesso sicuro che, dicono, può aiutare i ragazzi ad essere più consapevoli.

Così in questi giorni è stato distribuito nelle scuole di Sheffield un volantino illustrativo in cui si sottolinea che gli adolescenti «hanno diritto ad una piacevole vita sessuale e che rapporti regolari sono salutari, soprattutto a livello cardiovascolare», riporta oggi il Sunday Times in prima pagina.

Steve Slack, direttore del centro per l’Hiv e la salute sessuale di Sheffield, tra gli autori del volantino illustrativo dal titolo “Piacere”, sostiene che i toni nuovi per questo tipo di campagne non spingeranno i ragazzi a fare sesso con leggerezza, ma, al contrario, incoraggeranno a rimandare la prima esperianza «fino a quando non saranno sicuri di poterne apprezzare il piacere».

Friends with benefit

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Negli Stati Uniti si chiamano “friends with benefit”: sono quegli amici con cui si eccede nello scambio di effusioni, compreso il sesso, ma senza che si stabilisca una relazione. Per molti la (chiamiamola) gratuità con cui ci si scambia attenzioni, tempo e endorfine senza avere le implicazioni emotive di una relazione può essere un buon compromesso e, soprattutto, non si hanno ripercussioni in termini di stress da questo tipo di friendship.
Ma i friends with benefit non sono stress-free: una ricerca americana condotta presso la Michigan State University ha dimostrato che, alla fine, anche questo tipo di relazioni non funzionano perché comunque rappresentano un freno all’espressione di una emotività equilibrata. La notizia è apparsa sul New York Times.

La ricerca è stata condotta tra un gruppo di studenti della Michigan State University che hanno dichiarato di avere, o avere avuto, un friend with benefit: rispetto al campione considerato, in un caso su 10 le relazioni cominciate così si sono trasformate in una storia d’amore stabile, un terzo in amicizia pura senza più alcun approccio sessuale, un quarto nella rottura totale, il resto del campione continua ad avere relazioni di questo tipo.
Eccezion fatta per chi si innamora ed è ricambiato (che comunque da quel momento vivrà come se fosse sulle montagne russe), in tutti gli altri casi una relazione di questo tipo è fonte di sofferenza e stress: ci si può innamorare senza essere ricambiati, si può usare questo rapporto per evitare di impegnarsi con una persona, si può diventare dipendenti emotivamente da una persona a cui non si riesce a dare un ruolo definito nelle propria vita. Alla base, pare ci sia la paura di mettersi in gioco veramente. “Forse il risultato è viziato dal campione analizzato: probabilmente tra i giovani è più frequente questo tipo di indecisione e instabilità”, ha dichiarato uno degli autori dello studio. Viziato o no, il risultato più bello di questo studio è di aver sdoganato un termine che, a ben pensarci, è veramente evocativo: friend with benefit.

Fonte: Carey B. Friends with benefits, and stress too. New York Times 2007; 2 ottobre.

 from:  www.baltazar.it

D’amore si vive

Uno spezzone di documentario sull’amore, la tenerezza e il sesso di Silvano Agosti.

Assolutamente da vedere quanta spontaneità e saggezza c’è in un bambino.
Non è un luogo comune affermare che abbiamo solo da scendere dal piedistallo e imparare dai bambini…

“..i grandi con malizia…..COME TE!”