IL SOLE DENTRO – Invito a partecipare

Il 15 novembre uscirà al cinema “Il sole dentro”, un film di Paolo Bianchini con Angela Finocchiaro, Diego Bianchi, Francesco Salvi, Giobbe Covatta e per la prima volta sullo schermo Gaetano Fresa e Fallou Kama.

Il film racconta due straordinari viaggi e due grandi amicizie. Il primo viaggio è quello compiuto realmente da Yaguine e Fodè, due bambini guineani che nel 1999 sono morti per portare al Parlamento Europeo nella sede di Bruxelles una lettera in cui chiedevano diritti e giustizia per tutti i bambini dell’Africa. L’altro viaggio è quello di Rocco e Thabo, due ragazzini, uno africano e l’altro italiano, vittime del mercato dei baby calciatori, che, giocando  con un pallone, attraversano l’Africa a piedi partendo dall’Italia. Il film è stato patrocinato da: Unicef, Comunità di S. Egidio, Save The Children, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, F.I.G.C., Ministero dell’Interno.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.ilsoledentro.it e la pagina facebook Film IL SOLE DENTRO.

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LA LETTERA DI YAGUINE E FODE’ (Traduzione del testo originale)


Alle Loro Eccellenze i signori membri e responsabili dell’Europa.

Abbiamo l’onore e il piacere e la grande fiducia di scrivervi questa

lettera per parlarvi del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini

e giovani dell’Africa. Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più

squisiti rispettosi, a tal fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto,

siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso; ve ne

supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro

sentimento verso i vostri popoli , le vostre famiglie e soprattutto per

l’amore per i vostri figli che voi amate come la vita…

Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e

alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto per l’Africa. Aiutateci,

soffriamo enormemente in Africa aiutateci, abbiamo dei problemi e i

bambini non hanno diritti… noi africani, e soprattutto noi bambini e

giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile

per l’Africa, perché progredisca. Se vedete che ci sacrifichiamo

rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo

bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra

in Africa.

Ciò nonostante noi vogliamo studiare, vi chiediamo di aiutarci a

studiare per essere come voi… Infine vi supplichiamo di scusarci

moltissimo di aver osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete

degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto…

Yaguine e Fodè due bambini guineiani.



Scuola pubblica: corsi e ricorsi storici

In questi giorni di dibattito sulle nuove riforme alla scuola pubblica sta girando in rete un vecchio discorso di Pietro Calamandrei che a quasi sessantanni di distanza sembra essere tornato di estrema attualità.

Piero Calamandrei in un discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma, l’11 febbraio 1950, diceva:
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che
le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare  le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.
E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta.
Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”