Noam Chomsky dalla psicolinguistica alle 10 strategie della manipolazione

psicologia,psicotecnologie,società,culturaDurante i miei studi in campo psicologico ho avuto modo di apprezzare l’opera del grande linguista americano Noam Chomsky creatore della psicolinguistica.
I suoi studi e le sue ricerche in questo campo portarono ad una radicale rottura verso il comportamentismo, infatti secondo Chomsky nell’uomo il linguaggio ha una base innata,  la sua “teoria generativo-trasformazionale” si basa su due punti cardine:

1. Il linguaggio verbale è un comportamento specie-specifico dell’uomo basato su strutture biologiche innate tipiche della specie umana postulando l’esistenza di un “dispositivo per l’acquisizione del linguaggio” appartenente alla sola specie umana
2. Il comportamento linguistico è legato a due aspetti distinti: quello della competenza e quello dell’esecuzione. Ogni essere umano ha nella propria mente le regole per creare frasi “ben formate” e quelle per trasformarle nelle varie forme (interrogativa, negativa, affermativa etc.)

I suo studi in questo ambito si svilupparono ulteriormente

http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky

http://www.chomsky.info/

rilevante fu inoltre il suo impegno politico.
Partendo proprio dalla psicolingusitica i suoi studi lo portarono ad indagare su come i sistemi di potere utilizzano il linguaggio e l’informazione di massa per manipolare l’opinione pubblica.

Tra le sue opere più interessanti segnalo “La fabbrica del consenso”


Noam Chomsky ha elaborato quelle che definisce le dieci strategie della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i mass media, eccole:

1-La strategia della distrazione 
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere a l’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Segnalo anche il film-documentario sempre relativo a “La fabbrica del consenso”

 

http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

http://eccocosavedo.blogspot.it/2010/10/le-10-strategie-della-manipolazione.html

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Lectio Magistralis di Gianroberto Casaleggio sulle piscotecnologie applicate alla politica e alla democrazia diretta

psicotecnologie, cambiamento, culturaNei mesi scorsi avevo iniziato a postare alcuni articoli inerenti alle psicotecnologie che, con l’estate di mezzo e a causa di molti altri impegni, non ho ancora sviluppato negli ulteriori punti che mi ero ripromesso.

Sull’onda della pubblicazione dell’intervento di Gianroberto Casaleggio al forum Ambrosetti dell’8 settembre a Cernobbio, a mio parere una lectio magistralis su questo tema, mi impegno di riprendere al più presto il filo del discorso interrotto.

A questo tag i precedenti articoli sul tema 

http://biodanzando.myblog.it/psicotecnologie/#.UjNeudK-1CQ

 

 

 

Psicotecnologie, De Kerckhove e Grillo

De Kerckhove.jpg


Seguendo il filo sui post relativi alle psicotecnologie e al pensiero di Mc Luhan e De Kerchove appare decisamente molto interessante un articolo di Repubblica dal titolo”


De Kerckhove: “L’Italia laboratorio d’Europa nel rapporto politica-web”

il massmediologo e docente di sociologia dei media digitali si stuipisce di come solo Grillo si sia accorto della straordinaria occasione offerta dalla rete aggiudicandosi il monopolio della stessa e creando un gap non colmabile sicuramente in tempi brevi.

Anche se non vota in Italia il suo cuore batte a sinistra, e non riesce a darsi pace: «Ma come hanno fatto in tutti questi anni a non accorgersene? Eppure Internet è uno strumento giovane e democratico per eccellenza, richiama la partecipazione popolare, stimola la cittadinanza attiva, rivoluziona la gerarchizzazione delle notizie “di sistema”, come si sarebbe detto una volta.

Come le psicotecnologie cambiano le nostre menti…e anche la politica?

pc_web_politica.jpgNell’attuale momento storico, dove le recenti elezioni politiche hanno messo in evidenza come nel tempo i differenti medium abbiano influito sul consenso popolare, è interessante approfondire il tema delle psicotecnologie.


Stampa, televisione e internet, come cambia la percezione dell’individuo?

Se fino a qualche anno fa si parlava di intelligenza collettiva ora siamo entrati nell’era dell’intelligenza connettiva.

Ma andiamo con ordine:

 

Le dieci predizioni di Marshal Mc Luhan sottolineano, con grandissimo anticipo sui tempi, come i media abbiano uno straordinario potere trasformativo sociale, culturale e antropologico.

Le psicotecnologie per Mc Luhan hanno a che fare con le relazioni che intercorrono tra le tecnologie e la psicologia, pertanto su come queste possano influenzare la percezione ed il pensiero.
Se le tecnologie possono considerarsi un’estensione del corpo in quanto strumenti o tecniche che permettono un miglior controllo sull’ambiente, le psicotecnologie (ad esempio tv o pc) possono considerarsi un’estensione della mente in quanto sono strumenti che intervengono a livello profondo nella psiche degli individui. Tale influenza sulla mente è dovuta al fatto che le psicotecnologie hanno a che fare con il linguaggio, lo strumento principale per pensare e comunicare, che subisce modificazioni differenti in base alla tecnologia di riferimento e di conseguenza questa influenza sul linguaggio comporta notevoli trasformazioni nella cultura.

Era tribale
L’uso del linguaggio parlato appartiene alla cosiddetta era tribale contraddistinta dall’oralità, la prima forma cosciente di comunicazione con gli altri.

Era della scrittura
Successivamente l’avvento della scrittura provoca una forte accelerazione della cultura liberando la mente dal compito di tramandarla oralmente. La mente potrà essere notevolmente alleggerita dal  dover ricordare e potrà finalmente dedicarsi esclusivamente a pensare.
La scrittura ferma il linguaggio e permette di trasmetterlo nel tempo e nello spazio aumentando la comunicazione con se stessi.

Era della stampa
Comporta un ulteriore cambiamento in quanto il testo può essere distribuito diventando di fatto una protesi delle psiche umana, ciò permette di tramandare le informazioni ed averne un maggiore accesso.
L’aspetto forse più importante dal punto di vista cognitivo sta però nel fatto che inziare a leggere in silenzio (con la scrittrua a mano si leggeva ancora a voce alta) ha permesso una trasfromazione del senso del sè che influisce sull’identità dell’individuo. Si inizia a pensare da soli nella propia stanza davanti ad un testo, avviene la privatizzazione del sè.

A questo punto possiamo individuare diverse tecnologie di comunicazione

Nella società orale il medium è il discorso
Nella società letterata il medium è la scrittura
Nella società digitale il medium è l‘elettricità

pertanto anche i significati vengono traferiti in ambienti diversi

la comunicazione orale avviente nel CONTESTO

la comunicazione scritta avviene nel TESTO

la comunicazione elettrica-digitale nel IPERTESTO attraverso la navigazione in un testo espandibile all’infinito attraverso collegamenti di parole chiave.
 

E’ evidente come queste trasformazioni influiscano sulle nostre menti. Di altri argomenti conseguenti mi riservo di scrivere nei prossimi post. 


Le 10 predizioni di Marshall Mc Luhan

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Seguendo le lezioni di Derrick de Kerckhove per un corso di “psicotecnologie e processi formativi” sono rimasto colpito e affascinato dalla figura di Marshall Mc Luhan, sociologo candese scomparso nel 1980 e oggi noto soprattuto per l’affermazione “il medium è il messaggio”, l’aver proposto per primo il termine “villaggio globale”, e aver distinto i media tra “caldi” e “freddi”.

Meglio sarebbe definirlo “sociologo incompreso”, come in effetti viene ricordato in un articolo de Il Giornale nel centenario dalla sua nascita
http://www.ilgiornale.it/news/marshall-mcluhan-sociologo-incompreso.html

De Kerckhove nelle sue lezioni parte da una affermazione di Mc Luhan, che riporto in lingua originale, che ha qualcosa di stupefacente:

The next medium, whatever it is, it may be the extension of consciousness, will include television as its content, not as its environment, and will transform television into an art form.
A computer as a research and communication instrument could enhance retrieval, obsolesce mass library organization, retrieve the individual’s encyclopedic function and flip into a private line to speedily tailored data of a saleable kind.

 Understanding Media 1962

La cosa sorprendente di questa affermazione del 1962 sta nel fatto che Mc Luhan morì nel 1980 senza aver visto nascere internet!
Si tratta di una previsione di come avrebbe potuto cambiare la comunicazione attraverso le nuove tecnologie che, appunto, erano ancora da realizzare ai suoi tempi.  

De Kerckhove scompone questa affermazione in quelle che definisce le 10 predizioni di Marshall Mc Luhan, vediamole tradotte in italiano:

1- Il prossimo medium, qualunque esso sia, potrà essere un’estensione della coscienza per mezzo dell’elettronica.

2- Questo medium includerà la tv come suo contenuto e non come ambiente.

Infatti oggi la tv è sul computer tramite internet.

3- Trasformerà la tv in un’arte.

Secondo questa affermazione Mcluhan riteneva che quando sorge una nuova tecnologia in uno stesso campo questa trasforma quella precedente in una forma d’arte, così quando nacque il cinema il contenuto era il teatro la stessa cosa accade oggi con Youtube che trasforma la tv in una forma d’arte che ognuno può creare e caricare nel web.

4- Il prossimo medium sarà uno strumento di ricerca e di comunicazione.

Esattamente quello che è oggi internet.

5- Questo medium ci faciliterà nel  recupero delle informazioni.

Attraverso internet ed i motori di ricerca possiamo accedere alla memoria del mondo.  

6- Tale nuovo medium renderà obsoleta l’organizzazione della biblioteca di massa.

Non avendo visto nascere internet questa risulta essere la predizione più stupefacente.

7- Recupererà la funzione enciclopedica degli individui.

Quello che fa oggi wikipedia, l’enciclopedia open source gestita da editori volontari.

8- Sarà una linea privata (accesso a internet e a tutti i servizi di rete con informazioni rapide e personalizzate)

9- Velocità dei dati, le informazioni saranno disponibili molto rapidamente e personalizzate.

10- Sarà qualcosa di vendibile.

Come sta avvenendo con l’economia digitale.

 

Per chi desidera approfondire segnalo un paio di interventi di Mc Luhan in tv, la sua apparizione nel celebre film “io e Annie” di Woody Allen e altri link interessanti.

 

http://it.wikiquote.org/wiki/Marshall_McLuhan

http://mediamondo.wordpress.com/2011/07/21/urlando-da-una-terra-sconfinata-leredita-di-marshal-mcluhan/

http://semioblog.blogspot.it/2011/08/lab2011-100-anni-di-mcluhan.html


  

 

 

 

Psicotecnologie

cervello.jpgAggiungo oggi al blog una nuova categoria: “Psicotecnologie”.

Si tratta di quelle tecnologie definibili come un’estensione della mente e della coscienza a differenza delle tecnologie tradizionali definibili invece come un’estensione del corpo.

Le psicotecnologie sono in grado di modificare la mente così come è successo con il linguaggio e poi con il passaggio dalla cultura orale a quella scritta, e poi ancora alla stampa, alla televione ed infine ad internet. Un esempio emblematico di questa trasformazione delle capacità cognitive sono i cosiddetti nativi digitali, la generazione che fin dalla nascita è esposta ed utilizza le nuove tecnologie digitali.

In seguito posterò molte informazioni interessanti riferite alle psicotecnologie, oggi mi limito a linkare l’articolo uscito qualche giorno fa su Repubblica sui quarant’anni dalla prima telefonata fatta con un telefono cellulare.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/01/02/news/i_40_anni_della_prima_telefonata_da_cellulare_levoluzione_infinita_della_specie-49791306/

Per rimanere in tema di psicotecnologie e di processi di trasformazione sociali e cognitivi tre sono i passaggi emblematici dell’articolo:

oggi un ragazzino in Africa con uno smartphone ha accesso a più informazioni di quelle che aveva il presidente degli Stati Uniti soltanto 15 anni fa”. 

“È questa la novità: con gli smartphone, decine di Paesi stanno scoprendo Internet senza passare per i computer”.

Ma il meglio deve ancora venire  […] La rivoluzione si vedrà non appena tutti ci renderemo conto che in fondo il telefonino ormai serve soprattutto a scambiarsi dati, informazioni, servizi. Paradossalmente, la cosa meno utile che fa oggi un telefonino è farci parlare e farci ascoltare”.