18 agosto 2011

Consigli al poeta - Philippe Soupalt

 

Sii come l'acqua

quella della sorgente e delle nuvole

puoi essere iridato o incolore

ma che nulla ti fermi

neanche il tempo

Non ci sono strade troppo lunghe

nè mari troppo lontani

Non temere nè il vento

nè ancor meno il caldo o il freddo

Impara a cantare

senza stancarti mai

mormora e insìnuati

o strappa e travolgi

Balza o zampilla

 

Sii l'acqua che dorme

che corre che gioca

l'acqua che purifica

l'acqua dolce e pura

perchè essa è la purificazione

perchè essa è la vita per i vivi

e la morte per i naufraghi

 


22 settembre 2010

Il mondo

Non è necessario che tu esca dalla tua stanza.

Resta seduto alla scrivania e ascolta.

Puoi anche non ascoltare, aspetta semplicemente.

Puoi anche non aspettare.

Impara soltanto ad essere calmo, tranquillo e solitario.

Il mondo ti si offrirà spontaneamente, per farsi scoprire.

Non ha scelta: rotolerà in estasi ai tuoi piedi.

                                                     Franz Kafka

 

 

mondo.jpg

 

 

 

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11 settembre 2010

Notte Bianca 2010 a Genova: Il programma completo

 

notte_bianca2010.jpg

08 settembre 2010

Settembre

 

La parte più calda dell'estate è terminata e anche il blog, che non era mai stato muto per così tanto tempo, riprende a vivere.

Settembre, sapore di nuovi inizi, aria frizzante e un ritrovato piacere per la vita cittadina.... questo potrebbe essere l'adeguato sottofondo musicale


podcast


Stai, solo per un po’
Stai, e lascia ch’io ti guardi
E’ passato così tanto, ti conoscevo appena
In piedi sulla porta
Stai un po’ con me
Voglio solo parlarti
Abbiamo viaggiato mezzo mondo
Per ritrovarci ancora
Mattino di Settembre
Abbiamo danzato finché la notte è diventata un giorno nuovo di zecca
Due amanti a recitare scene di opere romantiche
Il mattino di Settembre mi fa ancora sentire in quel modo
Guarda ciò che hai fatto
Perché sei diventata una ragazza grande?
Sento ancora te che piangevi
Nell’angolo della tua stanza
E guarda quanto siamo arrivati lontani
Quanto lontani da dove eravamo
Ma non così d’aver dimenticato
Com’era prima
Mattino di Settembre
Ti ricordi come abbiamo mandato via la notte ballando?
Due amanti a recitare scene di opere romantiche
Il mattino di Settembre mi fa ancora sentire in quel modo

 

 

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23 giugno 2010

Il cacciatore di immagini - Carla'space

 
capodanno biodanzante 012(2).jpgSalta dal letto di buon mattino, e parte soltanto se il suo spirito è chiaro, il suo cuore è puro, il suo corpo leggero come un vestito d'estate. Non porta con sé alcuna provvista. Berrà l'aria fresca per la via, e respirerà gli odori salubri. Lascia a casa le armi e s'accontenta di aprire gli occhi. Gli occhi servono da reti, dove le immagini s'imprigionano da sé.
La prima ch'egli fa prigioniera è quella della strada che mostra le ossa, i ciottoli levigati, e le carreggiate, vene spaccate, tra due ricche siepi di prugnole e di more.
Poi prende l'immagine del fiume. Il fiume s'imbianca ai gomiti, e dorme sotto la carezza dei salici. Manda bagliori, quando un pesce si volta a pancia in su, come se vi si gettasse una moneta d'argento; appena cade una pioggia leggera, il fiume ha la pelle d'oca.
Coglie l'immagine dei grani ondeggianti, delle erbe mediche appetitose e dei prati orlati di ruscelli.
Coglie al passaggio il volo d'un'allodola o d'un cardellino.
Poi entra nel bosco: Non sapeva di avere sensi tanto delicati. Impregnato rapidamente di profumi, non perde il più sordo rumore; perch'egli possa comunicare con gli alberi, i suoi nervi si legano alle nervature delle foglie.
In breve, vibrando fino a starne male, sente troppo, si agita, ha paura, lascia il bosco e segue di lontano i lavoratori che tornano al villaggio.
Fuori, fissa un momento, fin che l'occhio è abbacinato, il sole che tramonta e si spoglia all'orizzonte delle vesti luminose, le sue nuvole sparse alla rinfusa.
Finalmente, rincasato, con la testa piena, spenge il lume, e a lungo, prima di addormentarsi, si compiace di contare le sue immagini.
Docili, esse rinascono, come vuole il ricordo. Ciascuna ne sveglia un'altra, e senza tregua la schiera fosforescente si accresce di nuove venute, come pernici inseguite e sbandate tutt'il giorno, la sera, al sicuro dal pericolo, cantano e si chiamano dalle fenditure dei solchi.
 
(da Storie naturali di Jules Renard)

17 giugno 2010

Solo per oggi

 

SOLO PER OGGI

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta...

 

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stessa...


Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stata creata per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo...


Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri...


Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo ad ascoltare in silenzio ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima....


Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno....

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione....


Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori...

In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Per 12 ore posso fare bene ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita...

 

 Papa Giovanni XXIII

 

11 giugno 2010

UOMINI - Carla'space

 
Sguardi su antico territorio
divengono linee parallele di
binari inconsci
 
T r a s m i  g r a z i o n e
di impulsi inanellati
come dischi di fumo
nel dossier dei messaggi
 
Implorano parole nell'effluvio
visioni antiche ancor vive
la mente mente
                       ora sappiamo
aggrapparci all'elica e
depistare la rotta
 
Ove poseremo succose lacrime?
Cosa sfiorerà frammenti di sogno?
 
Abbandonate tra gli scogli
le nostre voluttà
si vedrà partire sull'aere
al crespo dell'onda
il nostro intento  
 
E s'udrà,   lontano
un canto di balene.
 
                                                        Carla Cavalli

21 maggio 2010

LA MUSICA DEL MAESTRO - Carla'space

Dedicata al mio lontano maestro di canto

Solenne squillo di faraone
calda, vibrante, colorata
posava in collina e
               su incerti suoni
               la tua voce,
insondabile remota grazia
               dell'irreale:

note leggere in passi cadenzati
               su tappeto di viole.
 
Memorie di volti e passioni
               sugli scordati intarsi.
Sapevi sempre i suoni celati
               nel buio dei fiati.
E come in proscenio
               tuono in valle
               novello Faust
               mostravi la tua verità,
fulgido padre
dei nostri irrequieti sogni.
                                                    Carla Cavalli

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06 maggio 2010

POR OSMAR - Alejandro Jodorowsky

 

 

 

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29 aprile 2010

Aprile 2 - Carla'space

Neve lo sguardo alle cime
o su pareti levigate
           
      Conosci il fremito leggero
      lo spirar sull'onde
      odi il vibrar de' pensieri
      quando i visi si sfiorano
 
Nell'incerta primavera
mormorano lievi corolle
 
     così
     muovi dentro me
     isole di tenerezza.
 
                                           Carla Cavalli

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