American Pie

Tanto tanto tempo fa
Ricordo
Come quella musica mi facesse sorridere
E sapevo che se avessi avuto la mia occasione
Avrei fatto ballare quella gente
E forse sarebbero stati felici per un pò

Ma febbraio mi faceva venire i brividi
Ogni volta che consegnavo i giornali
Lasciavo brutte notizie davanti alla porta
Non potevo andare avanti così

Non ricordo se ho pianto
Quando ho letto della sua sposa rimasta vedova
Ma qualcosa mi ha toccato nel profondo
Il giorno che la musica è morta

Ciao-Ciao, Miss American Pie
Spinsi la mia caccia fino all’argine,
Ma l’argine era secco
E vecchi amici
Bevevano wiskey di segale
Cantando che quel giorno sarei morta
Quel giorno sarei morta
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L’uomo con la macchina da presa – Dziga Vertov (1929)

l'uomo con la macchina da presa.jpgQuando si parla di cinema digitale è evidente il riferimento agli effetti digitali e virtuali che vanno oltre agli effetti ottici e agli effetti speciali già presenti da sempre nel cinema analogico.
Il paradigma digitale nel cinema assume il significato della creazione di immagini astratte da modificare al pc a proprio piacimento e con modalità espandibili all’infinito proprio come fa il pittore con il pennello sulla tela.

Il dibattito per gli appassionati di cinema verte intorno al fatto che in fondo già a partire da Leonardo si andarono a sviluppare una serie di apparecchi ottici-spettacolari. Pertanto da questo punto di vista si può riscontrare nella ricerca di effetti nel cinema digitale una continuità con il passato.

Tra i tanti precursori di certo si distingue Dziga Vertov, esponente delle avanguardie degli anni ’20, che già nel periodo del cinema muto, ovviamente in bianco e nero, produceva un capolavoro come  “L’uomo con la macchina da presa” del 1929.

Si tratta di un’opera  che anticipa tutte le anime del digitale trasformando una serie di effetti e di tecniche in un nuovo linguaggio.

 

“Io sono il cine-occhio… io mi libero da oggi per sempre dell’immobilità umana, io sono nel movimento incessante, io mi avvicino e mi allontano dagli oggetti, io decifro anche in modo nuovo un mondo a voi sconosciuto”

 


 

 

Un film da gustarsi in un momenti di relax creativo magari durante una festa con amici o da proiettare in locali altenativi con la possibilità di sperimentare altre musiche di sottofondo in accordo con gli stati d’animo che suscita il film, i gusti personali e l’ambientazione…ad esempio con questa colonna sonora me lo sono guardato con gusto

http://www.youtube.com/watch?v=4Qv5PuPtuRA

Dado Moroni – Concerto di solidarietà a Genova il 19 novembre

AUDITORIUM DI PALAZZO ROSSO 

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clicca sulla locandina per ingrandirla

 

La lettera di Mercedes, compagna di corsi di Biodanza, organizzatrice di questo evento di solidarietà.

Dado Moroni il 19 Novembre nella nostra città  a favore di una mamma Peruviana che è venuta a Genova  con il suo figlioletto di tre anni affetto da leucemia  per curarlo al Gaslini.
Non trovando nessuna fondazione nel suo paese che l’aiutasse a venire in Italia,  sua cognata che lavora come cassiera in un supermercato di Torino si è presa questo onore  e scende ogni quindici giorni a Genova  per lasciarle un minimo di spesa.
Il bambino è quasi alla fine della cura ma la zia non ha più soldi per comperare  loro il  biglietto e farli tornare a casa. Si è rivolta al loro consolato ma non hanno fondi  per questo genere di  cose.
Quando ho saputo di questa storia ne ho parlato con Dado Moroni  e sua moglie, miei amici,  e con altre amiche latinoamericane  e Genovesi e ci siamo buttati in questa impresa per rendere possibile questo  – sogno –   attraverso il concerto.

Il rimanente del ricavato  andrà a una comunità di un’ottantina di famiglie Salvadoregne poverissime alle quali ho preso in affitto un terreno che  lo coltivano e che da questo traggano il loro  profitto.  Ogni anno dobbiamo rinnovare l’affitto della terra e comperare tutto quello che gli occorre per la coltivazione.
La maggior parte di loro vive in capanne di fango con tetti di paglia e plastica, dormono in brandine senza materassi, senza luce e servizi igienici. 
Ti allego alcune foto per renderti conto dello stato d’indegenza in cui vivono.

Chiunque potrà darci una mano con un’offerta , anche privatamente,  sarà  ben  accetto e se verrai al concerto  ti garantisco che sarà un bellissimo spettacolo perché  parteciperà  un coro gospel e canterà Francesca Touré,  la cognata di  Dado Moroni che è una bravissima cantante jazz.  Offriremo prima dello spettacolo anche un buonissimo aperitivo!

Se ti viene  in mente qualche amico che vuole farci da sponsor come ditta  o anche privatamente  gli puoi inoltrare questa comunicazione.

un abbraccio e grazie!

Mercedes
010 87 03 95
cell 347 322 46 44

 

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Giudizi universali

 

Avrei potuto ascoltare vecchi maestri che in nome del messaggio autentico mi invitavano a fare copia e incolla del Verbo…

Quasi quasi lancio un video con didascalie mandando avanti il Guru su base scientifica…

O forse è meglio che mi acquieti lasciando scorrere l’Intuizione Creativa che, sussurrando al cuore e a cospetto della conoscenza, potrà conceder di certo un’occasione in più all’incerto viandante

Il viaggio non finisce mai

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

Josè Saramago