Danza!

 ballerini-africani

Danza, anima mia ricongiunta,

Danza la Vita nel corpo!

Nell’aurora del giorno

sciogli le costrizioni che ti paralizzano

e le catene, i limiti dell’immagine

che ti feriscono nel corpo

per il dovere dell’apparenza.

non si trova la tua bellezza, anima mia.

L’anima è fatta per cantare,

per piangere d’estasi, di gioia,

di godimento per la vicina liberazione.

Danza, mio Amore,

danza, Maria, la Vita

è bella e limpida

come la sorgente d’origine.

Danza, mia vita, la tua provenienza

danza per risvegliare e nutrire tutti i tuoi sensi,

danza per ritrovare la sacra Essenza

del palazzo di un tempo,

per recuperare il senso della vita e l’unità.

Danza, Maria, la vita del corpo

divenuto terra nell’universo.

Nascita e ritorno dell’Alleanza

unificata, ricongiunta, fuoco e fiamma.

Danza, Maria, la Vita!

Noam Chomsky dalla psicolinguistica alle 10 strategie della manipolazione

psicologia,psicotecnologie,società,culturaDurante i miei studi in campo psicologico ho avuto modo di apprezzare l’opera del grande linguista americano Noam Chomsky creatore della psicolinguistica.
I suoi studi e le sue ricerche in questo campo portarono ad una radicale rottura verso il comportamentismo, infatti secondo Chomsky nell’uomo il linguaggio ha una base innata,  la sua “teoria generativo-trasformazionale” si basa su due punti cardine:

1. Il linguaggio verbale è un comportamento specie-specifico dell’uomo basato su strutture biologiche innate tipiche della specie umana postulando l’esistenza di un “dispositivo per l’acquisizione del linguaggio” appartenente alla sola specie umana
2. Il comportamento linguistico è legato a due aspetti distinti: quello della competenza e quello dell’esecuzione. Ogni essere umano ha nella propria mente le regole per creare frasi “ben formate” e quelle per trasformarle nelle varie forme (interrogativa, negativa, affermativa etc.)

I suo studi in questo ambito si svilupparono ulteriormente

http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky

http://www.chomsky.info/

rilevante fu inoltre il suo impegno politico.
Partendo proprio dalla psicolingusitica i suoi studi lo portarono ad indagare su come i sistemi di potere utilizzano il linguaggio e l’informazione di massa per manipolare l’opinione pubblica.

Tra le sue opere più interessanti segnalo “La fabbrica del consenso”


Noam Chomsky ha elaborato quelle che definisce le dieci strategie della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i mass media, eccole:

1-La strategia della distrazione 
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere a l’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Segnalo anche il film-documentario sempre relativo a “La fabbrica del consenso”

 

http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

http://eccocosavedo.blogspot.it/2010/10/le-10-strategie-della-manipolazione.html

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Lectio Magistralis di Gianroberto Casaleggio sulle piscotecnologie applicate alla politica e alla democrazia diretta

psicotecnologie, cambiamento, culturaNei mesi scorsi avevo iniziato a postare alcuni articoli inerenti alle psicotecnologie che, con l’estate di mezzo e a causa di molti altri impegni, non ho ancora sviluppato negli ulteriori punti che mi ero ripromesso.

Sull’onda della pubblicazione dell’intervento di Gianroberto Casaleggio al forum Ambrosetti dell’8 settembre a Cernobbio, a mio parere una lectio magistralis su questo tema, mi impegno di riprendere al più presto il filo del discorso interrotto.

A questo tag i precedenti articoli sul tema 

http://biodanzando.myblog.it/psicotecnologie/#.UjNeudK-1CQ

 

 

 

Thomas Sankara – Il discorso sul debito 29 Luglio 1987

 

sankara

A distanza di ventisei anni l’intervento di Sankara è ancora attuale non solo dal punto di vista del popolo africano ma persino in riferimento alla natura della crisi che stiamo vivendo di questi tempi.

 

Thomas Sankara fu il 1° Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987 uno dei paesi più poveri al mondo.

Con la rivoluzione del 4 agosto 1983 l’Alto Volta divenne “Burkina Faso” letteralmente “Paese degli uomini integri”.

La sua storia e la sua opera, rappresentano esattamente ciò che dell’Africa non si vuole più far sapere. Thomas Sankara era l’Africa che parlava, denunciava, lottava, costruiva. I suoi discorsi all’ONU rimangono ad oggi i più taglienti, acuti e critici che mai un capo di Stato africano abbia avuto la forza e la coerenza di pronunciare e il suo pensiero e la sua esperienza hanno più che mai significato e valore per l’Africa e per il mondo intero.

Thomas Sankara tenne fede al nome dato al suo paese. Fu il Presidente più povero del mondo, proprietario di una Renault 5, una bicicletta, una moto, libri, due chitarre e un piccolo appartamento con un mutuo che non finì mai di pagare. “Non possiamo essere la classe dirigente ricca di un paese povero” sosteneva “Se il popolo muore di fame non si ha il diritto di sperperare”……. “Occorre scegliere se bere champagne o dare l’acqua potabile a tutti”. Lottò contro la corruzione, ridusse al minimo i costi della politica e avviò un sistema diretto di amministrazione locale comunitaria con cui fece crescere la partecipazione pubblica dei cittadini.

Per non far morire il suo popolo di fame, si è battuto per la “cancellazione del debito” si rifiutò infatti (unico Stato Africano), di pagare il debito estero e fece a meno delle sovvenzioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario che allora esigevano in cambio di aiuti, venissero effettuate scelte che non corrispondevano ai bisogni reali del Paese.

Costruì centri sanitari in ogni villaggio (l’Unicef definisce la campagna di vaccinazione effettuata sui bambini la più grande registrata nel mondo) e cantieri per opere idrauliche (istituendo il Ministero dell’Acqua), attuò programmi di riforestazione per fermare il deserto diffondendo una cultura di rispetto per l’ambiente e promuovendo l’autosufficienza alimentare nelle produzioni locali, riuscì a garantire due pasti al giorno e dieci litri di acqua per tutti.

In quattro anni risollevò l’economia del Paese.

Parlò alla sua gente di dignità e di fierezza istituendo programmi di alfabetizzazione per bambine/i e adulti e programmi di coscientizzazione per i militari perché sosteneva che “Un militare senza coscienza non è altro che un potenziale pericoloso assassino armato”. Invocò il disarmo globale per un mondo libero da guerre.

Per le donne ebbe un’attenzione particolare riconoscendo nella loro condizione una schiavitù aggravata dalla secolare dominazione maschile. Riformò il codice di famiglia, condannò la prostituzione promuovendo progetti di uscita e reinserimento lavorativo per le donne che ne erano vittime. Condannò e vietò le pratiche tradizionali di mutilazione genitale. Ben 12 donne furono Ministri all’interno del suo governo.

Denunciò la piaga dell’aids e il rischio che comportava per l’intero continente africano, nel lontano 1984, quando anche in Europa l’argomento era ancora tabù. Ebbe il coraggio di inventare nel Paese più povero d’Africa i festival artistici più importanti del continente, tra i quali il Fespaco, ancora oggi il più importante appuntamento di cinema africano al mondo.

Qualcuno dice avesse fretta. Aveva fretta per il ritardo accumulato dal suo paese, aveva avviato un processo inarrestabile, voleva risanare tutto. Rigoroso in tutto ciò che faceva, si era addossato la responsabilità per far uscire la Comunità da una situazione disastrosa, dove l’incapacità e l’imbroglio si tenevano per mano.

Aveva fretta forse perché era cosciente che non l’avrebbero lasciato vivere abbastanza.

Thomas Sankara fu assassinato all’età di 38 anni, il 15 ottobre 1987, assieme ad altri dodici uomini. I loro corpi furono gettati in una fossa comune e ancora non è certo se lui riposi in una di quelle tombe, nel cimitero incolto di Dagnoën alla periferia di Ouagadougou, dove nei pressi ora sorge una discarica.

Con la Comunicazione CCPR/C/80/D/1159/2003 nel 2006, il Comitato dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ha obbligato il Governo del Burkina Faso a far luce sulle circostanze della sua morte, precisando che la mancata osservanza di questo obbligo costituisce un “attentato alla sua dignità”.

 

Il dossier è ancora aperto, la famiglia, la CIJS (Campagna Internazionale Giustizia per Sankara) e noi tutti attendiamo giustizia. È compito di tutti far entrare Thomas Sankara nella memoria collettiva.

 

http://www.sankara.it/sank_resist.pdf

Il paradiso terrestre. Omaggio a Franca Rame

arte,cultura


Dario Fo pubblica questo inedito di Franca Rame in suo ricordo:


Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. Se devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine“.


Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/05/dario_per_franca.html#commenti

Unicef – 8 marzo delle bambine

 

8marzo_landing.jpg

 

In accordo col

 

MANIFESTO SOCIALE DEL NONSOLOBIODANZAFESTIVAL

 

 

il NBF sostiene la causa dell’Unicef denominata

 

Bambine, non spose

L’8 marzo e’ una festa per le donne in tutto il mondo, ma difficilmente lo e’ anche per le decine di milioni di bambine e adolescenti che sono state costrette a rinunciare all’infanzia, alla scuola e a gran parte della propria liberta’ per sposarsi.

L’UNICEF contrasta il fenomeno dei matrimoni precoci favorendo l’accesso all’istruzione primaria per tutte le bambine, assistendo i governi dei Paesi in via di sviluppo nell’elaborazione di norme piu’ rispettose dei diritti delle bambine e delle donne e sensibilizzando le comunita’ locali.

 

http://www.unicef.it/8marzodellebambine

 

 

 

Il nostro impegno morale è quello di sensibilizzare il mondo occidentale su questa pesante situazione favorendo una riflessione sul tema.

Inoltre la somma che raccoglieremo con il contributo dei partecipanti alla prossima edizione del NBF (10€ ad iscrizione) sarà devoluta proprio per questa causa.

 

BUON 8 MARZO!

 

il festival

BIODANZA E IMPEGNO SOCIALE 

    il blog del festival  

Come le psicotecnologie cambiano le nostre menti…e anche la politica?

pc_web_politica.jpgNell’attuale momento storico, dove le recenti elezioni politiche hanno messo in evidenza come nel tempo i differenti medium abbiano influito sul consenso popolare, è interessante approfondire il tema delle psicotecnologie.


Stampa, televisione e internet, come cambia la percezione dell’individuo?

Se fino a qualche anno fa si parlava di intelligenza collettiva ora siamo entrati nell’era dell’intelligenza connettiva.

Ma andiamo con ordine:

 

Le dieci predizioni di Marshal Mc Luhan sottolineano, con grandissimo anticipo sui tempi, come i media abbiano uno straordinario potere trasformativo sociale, culturale e antropologico.

Le psicotecnologie per Mc Luhan hanno a che fare con le relazioni che intercorrono tra le tecnologie e la psicologia, pertanto su come queste possano influenzare la percezione ed il pensiero.
Se le tecnologie possono considerarsi un’estensione del corpo in quanto strumenti o tecniche che permettono un miglior controllo sull’ambiente, le psicotecnologie (ad esempio tv o pc) possono considerarsi un’estensione della mente in quanto sono strumenti che intervengono a livello profondo nella psiche degli individui. Tale influenza sulla mente è dovuta al fatto che le psicotecnologie hanno a che fare con il linguaggio, lo strumento principale per pensare e comunicare, che subisce modificazioni differenti in base alla tecnologia di riferimento e di conseguenza questa influenza sul linguaggio comporta notevoli trasformazioni nella cultura.

Era tribale
L’uso del linguaggio parlato appartiene alla cosiddetta era tribale contraddistinta dall’oralità, la prima forma cosciente di comunicazione con gli altri.

Era della scrittura
Successivamente l’avvento della scrittura provoca una forte accelerazione della cultura liberando la mente dal compito di tramandarla oralmente. La mente potrà essere notevolmente alleggerita dal  dover ricordare e potrà finalmente dedicarsi esclusivamente a pensare.
La scrittura ferma il linguaggio e permette di trasmetterlo nel tempo e nello spazio aumentando la comunicazione con se stessi.

Era della stampa
Comporta un ulteriore cambiamento in quanto il testo può essere distribuito diventando di fatto una protesi delle psiche umana, ciò permette di tramandare le informazioni ed averne un maggiore accesso.
L’aspetto forse più importante dal punto di vista cognitivo sta però nel fatto che inziare a leggere in silenzio (con la scrittrua a mano si leggeva ancora a voce alta) ha permesso una trasfromazione del senso del sè che influisce sull’identità dell’individuo. Si inizia a pensare da soli nella propia stanza davanti ad un testo, avviene la privatizzazione del sè.

A questo punto possiamo individuare diverse tecnologie di comunicazione

Nella società orale il medium è il discorso
Nella società letterata il medium è la scrittura
Nella società digitale il medium è l‘elettricità

pertanto anche i significati vengono traferiti in ambienti diversi

la comunicazione orale avviente nel CONTESTO

la comunicazione scritta avviene nel TESTO

la comunicazione elettrica-digitale nel IPERTESTO attraverso la navigazione in un testo espandibile all’infinito attraverso collegamenti di parole chiave.
 

E’ evidente come queste trasformazioni influiscano sulle nostre menti. Di altri argomenti conseguenti mi riservo di scrivere nei prossimi post.