La scienza spiega come i nostri pensieri modificano le emozioni e il corpo

Un contributo di natura scientifica che conferma, grazie alle neuroscienze cognitive, ciò che i mistici, i filosofi e gli psicologi avevano già da tempo affermato.

I nostri pensieri ripetitivi hanno il potere di costruire scenari negativi e appartiene ad ognuno di noi la responsabilità  di trasformarli e direzionarli verso un maggior benessere personale e collettivo

 

Il pensiero positivo fa bene alla salute. Arriva la conferma scientifica

positive.jpgChe pensare positivo fosse una prerogativa per essere più simpatici e attraenti oppure per raggiungere con maggior facilità i propri obbiettivi nella vita è cosa ormai risaputa.

Tanti sono gli esempi che possiamo incontrare tra chi conosciamo direttamente o tramite i media e tanti gli approcci non del tutto scientifici che lo ribadiscano, non ultima l’ormai nota “legge dell’attrazione”.

Che però l’ottimismo avesse ripercussioni dirette sulla salute e più precisamente contro i disturbi del cuore poteva essere solo intuibile.

E invece ecco che una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Psychological Bulletin da parte di alcuni ricercatori della Harvard School of Public Health dimostra come il pensiero positivo riduca del 50% il rischio di malattie cardiovascolari.

L’articolo completo su:

http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/450654/


Il Festival di Biodanza 2011

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diversi…
 ma insieme

 4 giorni di Biodanza e 
altre discipline olistiche con
attività di gruppo, video, incontri, 
amicizia, relax e bagni in piscina termale

 

 

 

L’IDEA DI UN FESTIVAL

Questo Festival nasce dal desiderio di creare un evento dove la cooperazione e le sinergie tra gli operatori siano al centro del progetto non solo nell’ambito della proposta di Biodanza ma anche aprendo gli orizzonti verso altre discipline affini per metodologie ed obbiettivi.

Cercheremo di offrire un evento che giri intorno ad alcune peculiarità che riteniamo centrali e che possiamo riassumere in:

  • uno spazio che favorisca l’incontro umano e le buone relazioni
  • la sperimentazione di una pluralità di tecniche che favoriscano il benessere e la consapevolezza di sè
  • la Biodanza come fulcro centrale da cui partire e spingersi oltre
  • una struttura dell’evento agile e stimolante per i partecipanti 
  • un ambiente rilassante  grazie alle terme e al centro benessere

   

E’ prevista una riduzione sulle quote di partecipazione al Festival per chi prenoterà entro il 23 settembre

 

 

Tutte le informazioni sul Festival si trovano alla pagina web del sito >>

 

e sul blog del Festival>>

 

 

Isadora Duncan: Danza classica, moderna e Biodanza

Duncan.jpgIsadora Duncan nei primissimi anni del Novecento introduce quella che non sarà solo una tecnica nuova ma una vera rivoluzione ed una concezione radicalmente rinnovata della danza e della vita.
La danza diveniva strumento di unità profonda con la vita e per fare ciò era necessario chiudere con il passato fatto di goffi codici e convenzioni, di faticosissimi e innaturali esercizi sulle punte e alla sbarra.

Come scrive Roger Garaudy:
“La danza all’inizio del XX secolo era divenuta un’arte decorativa disumanizzata come una regina futile e graziosa, imbalsamata nella sua bara di cristallo. Col suo sorriso immobile, i gesti immutabili, il tutù e gli scarpini rosa, era nella situazione della bella addormentata nel bosco, assopita nell’immobilità di cento anni mentre il mondo attorno a lei cambiava vertiginosamente. Quale Principe azzurro sarebbe andato a svegliarla?”

La Duncan riscatta una danza che vuole donare vita alla bellezza di forme delle statue greche liberandole dalla loro rigidità e dal sonno dei musei, riscatta l’armonia del corpo nella sua naturalezza, la nudità, la passione che nasce dall’energia della musica.
Isadora Duncan fu la madre della danza moderna che a sua volta rappresentò il punto di partenza per metodologie e terapie basate sull’espressione naturale del corpo e delle emozioni come la Biodanza e la Danzaterapia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Isadora_Duncan

Ecco alcune delle frasi di Isadora che più mi hanno colpito tra i suoi scritti e le sue interviste.

“Per me la danza è non solo un’arte che permette all’anima umana di esprimersi in movimento, ma è anche la base di tutta una concezione di vita, più flessibile più armonica, più naturale.”

“La prima idea del movimento della danza mi è certamente venuta dal ritmo delle onde……tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo.”

“Sono venuta in Europa per portare una rinascita della religione attraverso la danza, per rivelare la bellezza e la santità del corpo umano attraverso l’espressione dei suoi movimenti e non per divertire dopo cena qualche borghese.”

“La mia anima era un campo di battaglia di cui Apollo e Dioniso, Cristo, Nietzche e Richard Wagner si disputavano il terreno.”

Riferendosi alla Primavera del Botticelli:
“Ne ero innamorata…….rimasi là finchè non vidi effettivamente i fiori dipinti sbocciare, i piedi nudi danzare, i corpi muoversi, fino a che un angelo di gioia non venne a visitarmi e allora pensai: danzerò questa immagine trasmetterò agli altri questo messaggio d’amore, di primavera e di vita che ho ricevuto con tanta emozione. Ed è la mia danza che darà loro quest’estasi.”

“La danza è l’estasi dionisiaca che tutto travolge.”

Riferendosi al balletto classico:
“Ho studiato molto i documenti figurati di tutte le età e di tutti i grandi maestri; non vi ho mai visto rappresentati esseri che camminano sulle estremità delle punte o con un piede al di sopra della testa; queste posizioni brutte e false non esprimono affatto quello stato di delirio dionisiaco che è necessario al danzatore.”

E ancora riferendosi al lavoro alla sbarra:
“Tutto questo allenamento sembrava avere lo scopo di separare completamente i movimenti del corpo da quelli dell’anima…………E’ appunto il contrario di tutte le teorie sulle quali ho fondato la mia scuola in cui il corpo diviene trasparente ed è solo l’interprete dell’anima e dello spirito…….Mi convinsi più che mai che la scuola di balletto imperiale era nemica della natura e dell’arte.
Nessun esercizio dev’essere solo un mezzo per arrivare ad un fine, ma un fine in sé, fine che è quello di fare di ogni giorno della vita un’opera completa e felice”.

Alcuni storici contributi:

 

Teatro di Ricerca a Genova dal 19 marzo al 8 maggio 2011

Logo-nero.jpgTESTIMONIANZE RICERCA E AZIONE 2011

si tratta della seconda edizione della rassegna di Teatro di Ricerca che si terrà a Genova per 50 giorni dal 19 marzo al 8 maggio 2011 a cura di Teatro Akropolis

Un contenitore all’interno del quale si alterneranno spettacoli, laboratori e incontri.
Luogo in cui il teatro è opportunità di conoscenza, straordinaria occasione per capire meglio se stessi e le cose. Un luogo di incontro per persone e gruppi provenienti da storie, nazioni e tracciati differenti, che si ritrovano per testimoniare la loro unicità manifestandola a tutti coloro che vi si accostano con la gioia e la consapevolezza di farlo.

Tra i tanti ospiti ed eventi da non perdere il Living theatre, il Workcenter di Jerzy Grotowsky e Thomas Richards, il Balletto Civile e molti altri protagonisti di massimo rilievo nel panorama intenazionale del Teatro di Ricerca

questo link  la brochure con il programma completo e questo è il sito del Teatro Akropolis con tutte le informazioni dettagliate sull’evento.

http://www.teatroakropolis.com/TRA2011/index2.php

 

 

 

Teatro di Narrazione

 

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Il Teatro di Narrazione ha tra i suoi precursori Marco Baliani che in questo video esprime l’idea secondo la quale il racconto è l’antagonista all’overdose di immagini

 

 

 

In questo altro video un servizio sul famoso spettacolo relativo all’omicidio Moro

 

 

Altro capostipite del Teatro di Narrazione è Marco Paolini molto conosciuto al grande pubblico sopratutto per lo spettacolo “Il racconto del Vajont”

 

Questo è l’inizio, per chi interessa su You Tube si può guardare l’intero spettacolo 

 

 

Infine per citare il terzo dei più noti autori di Teatro di Narrazione ecco un brano divertente di Ascanio Celestini. Proprio in questi giorni sta per diventare un film il suo spettacolo “Pecora nera”.

 

 

Da www.ascaniocelestini.it/

Ascanio Celestini sta preparando la sua “opera prima” cinematografica tratta dal suo libro “Pecora nera”. La sceneggiatura è firmata da Wilma Labate, Ugo Chiti e lo stesso Celestini.  

Primo ciak il 15 marzo 2010.

 

 

«Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo».

Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di «manicomio elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, «i favolosi anni Sessanta», e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura

 

«Non si sa se ridere o piangere, ma non importa niente. In questa compresenza assoluta di comico e di tragico si ritrova incarnata la grande modalità tragica moderna».  

Edoardo Sanguineti.

 

 

 

www.biodanzando.it

Il cacciatore di immagini – Carla’space

 
capodanno biodanzante 012(2).jpgSalta dal letto di buon mattino, e parte soltanto se il suo spirito è chiaro, il suo cuore è puro, il suo corpo leggero come un vestito d’estate. Non porta con sé alcuna provvista. Berrà l’aria fresca per la via, e respirerà gli odori salubri. Lascia a casa le armi e s’accontenta di aprire gli occhi. Gli occhi servono da reti, dove le immagini s’imprigionano da sé.
La prima ch’egli fa prigioniera è quella della strada che mostra le ossa, i ciottoli levigati, e le carreggiate, vene spaccate, tra due ricche siepi di prugnole e di more.
Poi prende l’immagine del fiume. Il fiume s’imbianca ai gomiti, e dorme sotto la carezza dei salici. Manda bagliori, quando un pesce si volta a pancia in su, come se vi si gettasse una moneta d’argento; appena cade una pioggia leggera, il fiume ha la pelle d’oca.
Coglie l’immagine dei grani ondeggianti, delle erbe mediche appetitose e dei prati orlati di ruscelli.
Coglie al passaggio il volo d’un’allodola o d’un cardellino.
Poi entra nel bosco: Non sapeva di avere sensi tanto delicati. Impregnato rapidamente di profumi, non perde il più sordo rumore; perch’egli possa comunicare con gli alberi, i suoi nervi si legano alle nervature delle foglie.
In breve, vibrando fino a starne male, sente troppo, si agita, ha paura, lascia il bosco e segue di lontano i lavoratori che tornano al villaggio.
Fuori, fissa un momento, fin che l’occhio è abbacinato, il sole che tramonta e si spoglia all’orizzonte delle vesti luminose, le sue nuvole sparse alla rinfusa.
Finalmente, rincasato, con la testa piena, spenge il lume, e a lungo, prima di addormentarsi, si compiace di contare le sue immagini.
Docili, esse rinascono, come vuole il ricordo. Ciascuna ne sveglia un’altra, e senza tregua la schiera fosforescente si accresce di nuove venute, come pernici inseguite e sbandate tutt’il giorno, la sera, al sicuro dal pericolo, cantano e si chiamano dalle fenditure dei solchi.
 
(da Storie naturali di Jules Renard)

Arteterapia e Biodanza da domani in libreria

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Esce domani in libreria

L’oltre e l’altro – Arte come terapia di Niccolò Cattich, Giuseppe Saglio

un manuale che raccoglie numerosi saggi scritti da psicologi, neurologi, psichiatri, riferiti all’ampio mondo delle discipline analogiche non verbali che si prefiggono l’obiettivo di promuovere un cambiamento personale apportando sollievo e cura al disagio, psichico e non solo; è un manuale che potrà essere un valido aiuto per tutti coloro che si occupano quotidianamente di gruppi, di linguaggi non verbali, di creatività e gruppalità, di benessere e salute, di cura e condivisione…..

All’interno del testo di ben 480 pag. vengono trattate le principali arteterapie e tra esse una buona parte è dedicata alla Biodanza con tre capitoli curati da Paola Giannuzzi psicoterapeuta a Torino e Asti, amica e a suo tempo compagna di formazione presso la Scuola di Biodanza di Torino.

A questo link un’ampia panoramica sull’opera

 http://www.priulieverlucca.it/catalogo/scheda/Loltre-e-laltro/442

 Questi i temi trattati al capitolo “DANZA”

Una breve panoramica sulle terapie
a mediazione corporea
Paola Gianuzzi, Manuela Scaldaferro, Juan Alberto Czerniawski

La DanzaMovimentoTerapia
La Biodanza
La Psicomotricità Relazionale
L’espressione corporea
Incontrare il proprio corpo svantaggiato

Lo sviluppo dell’identità e il Sé corporeo
Manuela Scaldaferro, Niccolò Cattich

L’unità dell’individuo
Il corpo e il movimento
Il Sé e il Sé corporeo
Immagine corporea
Alcune considerazioni sullo sviluppo del Sé corporeo
E il gruppo?

Movimento strutturato e libertà di movimento
Paola Gianuzzi

Il contatto e l’immateriale
Paola Gianuzzi, Niccolò Cattich
A fior di pelle
Tipologie di contatto
La carezza in Biodanza
Conclusioni
E la voce

L’Oltre e L’Altro, edito da Priuli e Verlucca, sarà presentato ufficialmente
venerdì 14 Maggio alle 20
al Salone del Libro di Torino

 

 

 

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Sand art – Carla’space

Sand art è l’arte di sabbia, un’arte povera ma di grande suggestione.
Kseniya Simonova è una giovane ventiquatrenne ucraina che ha iniziato a creare sculture in spiaggia ed è diventata un’artista ricca di sensibilità e di fascino. Le sue performances realizzate in diretta con le dita leggere che si muovono e danzano sopra un tavolo con sabbia colorata creano scene di grande effetto che evolvono continuamente suscitando nei presenti  stupore e commozione.  Essa appare come in trance, rapida e rapita mentre crea e trasforma il suo pensiero in immagini, cancella e ricomincia in un continuum di grande lirismo.
 
 

 

 

 

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