L’uomo con la macchina da presa – Dziga Vertov (1929)

l'uomo con la macchina da presa.jpgQuando si parla di cinema digitale è evidente il riferimento agli effetti digitali e virtuali che vanno oltre agli effetti ottici e agli effetti speciali già presenti da sempre nel cinema analogico.
Il paradigma digitale nel cinema assume il significato della creazione di immagini astratte da modificare al pc a proprio piacimento e con modalità espandibili all’infinito proprio come fa il pittore con il pennello sulla tela.

Il dibattito per gli appassionati di cinema verte intorno al fatto che in fondo già a partire da Leonardo si andarono a sviluppare una serie di apparecchi ottici-spettacolari. Pertanto da questo punto di vista si può riscontrare nella ricerca di effetti nel cinema digitale una continuità con il passato.

Tra i tanti precursori di certo si distingue Dziga Vertov, esponente delle avanguardie degli anni ’20, che già nel periodo del cinema muto, ovviamente in bianco e nero, produceva un capolavoro come  “L’uomo con la macchina da presa” del 1929.

Si tratta di un’opera  che anticipa tutte le anime del digitale trasformando una serie di effetti e di tecniche in un nuovo linguaggio.

 

“Io sono il cine-occhio… io mi libero da oggi per sempre dell’immobilità umana, io sono nel movimento incessante, io mi avvicino e mi allontano dagli oggetti, io decifro anche in modo nuovo un mondo a voi sconosciuto”

 


 

 

Un film da gustarsi in un momenti di relax creativo magari durante una festa con amici o da proiettare in locali altenativi con la possibilità di sperimentare altre musiche di sottofondo in accordo con gli stati d’animo che suscita il film, i gusti personali e l’ambientazione…ad esempio con questa colonna sonora me lo sono guardato con gusto

http://www.youtube.com/watch?v=4Qv5PuPtuRA