Mio figlio massacrato dallo stato italiano

Ho appena firmato la petizione di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldobrandi, che allego di seguito

 

Cari amici,

I poliziotti che hanno massacrato di botte e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. Vi prego di unirvi a me per chiedere una legge forte contro la tortura che faccia pagare le forze dell’ordine per i reati commessi e prevenga omicidi come questo. Firma la petizione – la consegnerò direttamente nelle mani del Ministro degli Interni non appena raggiungeremo le 100.000 firme:

Firma la petizione

I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C’è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura.

La morte di mio figlio non è un’eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell’ordine rimangono impuniti. Ma finalmente possiamo fare qualcosa: alcuni parlamentari si sono uniti al mio appello disperato e hanno chiesto di adottare subito una legge contro la tortura che punirebbe i poliziotti che si macchiano di questi crimini. Per portare a casa il risultato però hanno bisogno di tutti noi.

Oggi è il compleanno di mio figlio e vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto: insieme possiamo superare le vergognose resistenze ai vertici delle forze dell’ordine e battere gli oppositori che faranno di tutto per affossare la proposta. Ma dobbiamo farlo prima che il Parlamento vada in ferie! Vi chiedo di firmare la petizione per una legge forte che spazzi via l’impunità di stato in Italia e di dirlo a tutti – la consegnerò direttamente nelle mani del Ministro dell’Interno non appena avremo raggiunto le 100.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bYxLpbb&v=16106

Federico era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi senza farsi neanche un giorno di carcere a causa dell’indulto e incredibilmente sono ancora in servizio. L’impunità succede spesso in casi come questo, perché il governo non ha ancora adottato un reato preciso e quelli esistenti cadono spesso in prescrizione.

La perdita di mio figlio mi ha quasi distrutto, ma sono determinata a cambiare il sistema. I difensori dei diritti umani ritengono che una legge che adotti la Convenzione Onu contro la tortura, che l’Italia ha ratificato nel 1989 e che non ha mai rispettato, garantirebbe alle vittime italiane della tortura e della brutalità dello stato un corso veloce della giustizia e sanzioni appropriate, da accompagnare alla riforma per la riconoscibilità dei poliziotti. Ma ancora più importante, metterebbe fine una volta per tutte all’impunità che garantisce che oggi i poliziotti siano al di sopra della legge.

L’Italia non è il Sudan. Non c’è alcuna ragione per cui il nostro sistema giudiziario provi a mettere sotto silenzio reati commessi dalle forze dell’ordine come violenze, stupri e omicidi, dal massacro alla Diaz al G8 di Genova alle recenti uccisioni come quella di Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e Aldo Bianzino. Per favore UNITEVI a me e insieme costruiamo un appello assordante per una legge forte per fermare la tortura e per far espellere gli agenti responsabili di questi crimini odiosi dalle nostre forze dell’ordine – firma sotto e dillo a tutti i tuoi amici:

http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bYxLpbb&v=16106

Nessuno potrà restituirmi mio figlio, e oggi non potrò festeggiare il suo 25° compleanno con lui. Ma insieme possiamo ripristinare la giustizia e aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio portato via dallo stato ad altre madri e ad altre famiglie.

Con speranza e determinazione,

Patrizia Moretti, madre di Federico.

Più informazioni

L’appello perché ciò che è accaduto a Federico Aldrovandi non succeda mai più (Giustizia per Aldro)
http://www.giustiziaperaldro.it/

Caso Aldrovandi, sentenza definitiva. Condannati i quattro poliziotti (La Repubblica)
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/06/21/news/aldrovandi_sentenza_cassazione-37630821/

In Italia la tortura non è reato (Il Fatto quotidiano)
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/lettera-tortura-italia-non-reato

Incontrerò il Ministro Cancellieri ma non posso perdonare i poliziotti (dal blog dei genitori di Federico Aldrovandi)
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2012/07/07/perdono/

Uno dei poliziotti condannati insulta su Facebook la mamma di Federico Aldrovandi (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_25/aldrovandi-querela-insulti-facebook-poliziotti_64562480-bebd-11e1-8494-460da67b523f.shtml

Morire di carcere: dossier 2000-2011 (Ristretti Orizzonti)
http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/ricerca/index.htm

Assessori, preti e ipocrisie

Spesso si dice che il mondo procede alla rovescia, quello di Miria Ronchetti ex assessore di Carpi è uno dei tanti esempi.

Se le cose andassero per il verso giusto si farebbe di tutto per prendere provvedimenti trasparenti e coraggiosi verso i responsabili di certi reati, mentre in una società ipocrita e bigotta si preferisce allontanare chi, pur svolgendo al meglio il suo incarico, mette in risalto le ombre dei poteri forti, magari attraverso una battuta goliardica e un pò pesante che però evidenzia i vizi capitali di chi dovrebbe essere guida spirituale. 

questo l’articolo apparso su Repubblica
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/08/news/assessore_rimosso-3195011/

e questo un ulteriore approfondimento
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=9519:carpi-lassessora-e-brava-ma-il-sindaco-pd-la-caccia-per-una-battuta-infelice&catid=90:cronaca&Itemid=150


Poi ci si chiede perchè non andiamo più a votare……

 

 

 

www.biodanzando.it

 

Libero web

Milano, 5 marzo 2009

Caro Amico/a,

Il 5 febbraio 2009 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge che potrebbe portare alla censura di molti siti web, tra cui Facebook, Youtube, MySpace e qualunque altro sito, forum o blog per i reati di istigazione a delinquere e apologie di reato.

Il provvedimento è già alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva.

La natura stessa della Rete rende tecnicamente impossibile limitare la censura ad un determinato contenuto: la conseguenza sarebbe quindi l’oscuramento dell’intero sito web.

Questa misura potrebbe costituire un pericoloso attacco alla libertà di espressione e di opinione su internet.

Il rischio è un’inaccettabile censura del web che viola la Costituzione e rischia di far pervenire all’Italia provvedimenti in sede internazionale ed europea.

Chiedo quindi il tuo aiuto per far fronte a questa pericolosa eventualità : supporta la campagna contro la censura di Internet iscrivendoti su www.e-policy.it dove troverai tutte le informazioni, fra cui la lettera aperta da inviare al tuo parlamentare (*), per informarlo del tuo dissenso e una ns. news-letter che ti terrà aggiornato in tempo reale sugli sviluppi della vicenda.

Se condividi questo appello inoltra questa email ai tuoi amici, in modo che tutti siano informati su quello che sta avvenendo in Italia.

La libertà è come l’aria: ti accorgi della sua importanza solo quando non c’è!

Ti saluto cordialmente, speranzoso che il mio appello abbia raggiunto chi, come me, ha a cuore l’interesse del proprio Paese, e la libertà di tutti .

Grazie
Giovanbattista Frontera

Due Righe su di me:
Dal 1990 mi occupo di tecnologia digitale e telecomunicazioni, con numerose esperienze professionali.
Sono al mio quinto mandato consecutivo come Vice Presidente di Assoprovider, Associazione Provider Indipendenti.
Nel 2000 ho partecipato come Rappresentante di Assoprovider, nella
delegazione italiana al G8, High Tech Crime a Parigi.
Nel 2001 sono stato eletto Vice Presidente della Naming Authority Italiana, ente preposto per la creazione delle regole per i nomi a dominio ccTLD.it e ho partecipando nel 2001, alla “Task Force per la larga banda” del Ministero dell’Innovazione Tecnologica.
Dal 2007 sono titolare della Baobab Communications S.r.l., ISP ed agenzia di servizi, comunicazione digitale e web marketing, specializzata nella realizzazione di progetti complessi ed integrati.

con il patrocinio di

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