07 ottobre 2011

Il discorso di Steve Jobs a Standford

  

"Siate affamati. Siate folli"


29 maggio 2011

Votiamo per l'acqua pubblica ma poi beviamo l'acqua privata!

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Ci stiamo avvicinando al referendum del 12 giugno dove uno dei temi principali sarà quello legato alla possibile privatizzazione dell'acqua potabile.

Certamente si tratta di un tema di grande rilevanza sociale per il destino della risorsa vitale più importante.

La mobilitazione nazionale che invita ad andare a votare è trasversale ed interessa tutti i cittadini aldilà dell'area politica di appartenenza, tante sono le iniziative di questi giorni nelle piazze e tramite web per sensibilizzare quella grande fetta di elettori normalmente restii al voto e  ancor più quando si tratta di consultazione referendaria.

Nonostante la mia antica astensione al voto (la mia utopia è che il partito degli astenuti possa superare il cinquanta per cento  per mettere in minoranza tutta la classe politica della cosiddetta seconda repubblica) questa volta andrò a votare a favore dell'acqua pubblica.

 

Devo dire però che nonostante da circa quindici anni a casa beva regolarmente acqua comunale filtrata con  carboni attivi (ottima!), quando sono fuori di casa mi compro regolarmente la mia bottiglietta di acqua minerale e di questo mi sento un pò in colpa.

Ho appena sentito le  statistiche che dicono che in Italia si consuma mediamente una bottiglietta al giorno di acqua minerale pro capite con un danno ambientale enorme sia per le infinite tonnellate di bottigliette da produrre e smaltire che per il gran numero di Tir che ogni giorno salgono e scendono la penisola per trasportare acqua minerale da un capo all'altro dello Stivale, ricordate l'ormai datato monologo del concittadino Beppe Grillo su questo tema?

Ma oltre al danno ambientale il grande paradosso è che andremo a votare a favore dell'acqua pubblica e poi scegliamo quasi tutti di bere quotidianamente acqua privata contribuendo agli utili degli azionisti della sorgenti private ma soprattutto all'inquinamento.

Allora l'invito è alla consapevolezza degli atti di tutti i giorni, è certamente importante chiedere a gran voce che gli acquedotti rimangano pubblici ma altrettanto è importante iniziare a bere tutti quell'acqua pubblica tanto desiderata.

Dal 12 giungo subito dopo il voto mi impegnerò a bere solo acqua dell’acquedotto e a girare per la strada con la mia bottiglietta da farmi riempire ad ogni bar, se deve essere impegno sociale che lo sia a tutto tondo!

 

Mi dispiacerebbe molto vedere ad esempio un promotore del referendum il 12 giugno con la bottiglietta dell'acqua minerale privata sul tavolo mentre vengono raccolte le schede per votare a favore dell'acqua pubblica....

 

26 marzo 2011

Isadora Duncan: Danza classica, moderna e Biodanza

Duncan.jpgIsadora Duncan nei primissimi anni del Novecento introduce quella che non sarà solo una tecnica nuova ma una vera rivoluzione ed una concezione radicalmente rinnovata della danza e della vita.
La danza diveniva strumento di unità profonda con la vita e per fare ciò era necessario chiudere con il passato fatto di goffi codici e convenzioni, di faticosissimi e innaturali esercizi sulle punte e alla sbarra.

Come scrive Roger Garaudy:
“La danza all’inizio del XX secolo era divenuta un’arte decorativa disumanizzata come una regina futile e graziosa, imbalsamata nella sua bara di cristallo. Col suo sorriso immobile, i gesti immutabili, il tutù e gli scarpini rosa, era nella situazione della bella addormentata nel bosco, assopita nell’immobilità di cento anni mentre il mondo attorno a lei cambiava vertiginosamente. Quale Principe azzurro sarebbe andato a svegliarla?"

La Duncan riscatta una danza che vuole donare vita alla bellezza di forme delle statue greche liberandole dalla loro rigidità e dal sonno dei musei, riscatta l'armonia del corpo nella sua naturalezza, la nudità, la passione che nasce dall'energia della musica.
Isadora Duncan fu la madre della danza moderna che a sua volta rappresentò il punto di partenza per metodologie e terapie basate sull'espressione naturale del corpo e delle emozioni come la Biodanza e la Danzaterapia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Isadora_Duncan


Ecco alcune delle frasi di Isadora che più mi hanno colpito tra i suoi scritti e le sue interviste.

“Per me la danza è non solo un’arte che permette all’anima umana di esprimersi in movimento, ma è anche la base di tutta una concezione di vita, più flessibile più armonica, più naturale.”

“La prima idea del movimento della danza mi è certamente venuta dal ritmo delle onde……tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo.”

“Sono venuta in Europa per portare una rinascita della religione attraverso la danza, per rivelare la bellezza e la santità del corpo umano attraverso l’espressione dei suoi movimenti e non per divertire dopo cena qualche borghese.”

“La mia anima era un campo di battaglia di cui Apollo e Dioniso, Cristo, Nietzche e Richard Wagner si disputavano il terreno.”

Riferendosi alla Primavera del Botticelli:
“Ne ero innamorata…….rimasi là finchè non vidi effettivamente i fiori dipinti sbocciare, i piedi nudi danzare, i corpi muoversi, fino a che un angelo di gioia non venne a visitarmi e allora pensai: danzerò questa immagine trasmetterò agli altri questo messaggio d’amore, di primavera e di vita che ho ricevuto con tanta emozione. Ed è la mia danza che darà loro quest’estasi.”

“La danza è l’estasi dionisiaca che tutto travolge.”

Riferendosi al balletto classico:
“Ho studiato molto i documenti figurati di tutte le età e di tutti i grandi maestri; non vi ho mai visto rappresentati esseri che camminano sulle estremità delle punte o con un piede al di sopra della testa; queste posizioni brutte e false non esprimono affatto quello stato di delirio dionisiaco che è necessario al danzatore.”

E ancora riferendosi al lavoro alla sbarra:
“Tutto questo allenamento sembrava avere lo scopo di separare completamente i movimenti del corpo da quelli dell’anima…………E’ appunto il contrario di tutte le teorie sulle quali ho fondato la mia scuola in cui il corpo diviene trasparente ed è solo l’interprete dell’anima e dello spirito…….Mi convinsi più che mai che la scuola di balletto imperiale era nemica della natura e dell’arte.
Nessun esercizio dev’essere solo un mezzo per arrivare ad un fine, ma un fine in sé, fine che è quello di fare di ogni giorno della vita un’opera completa e felice”.

Alcuni storici contributi:

 

18 marzo 2011

SETTEGIORNIDIBENESSERE - eventi gratuiti a Genova 21/27 marzo 2011

logocoordinamento.gifDopo i tre convegni BENESSERE è QUALITA' organizzati negli scorsi anni nelle prestigiose locations dei Magazzini del Cotone (2007), Villa Lo Zerbino (2008) e Biblioteca Berio (2009) quest'anno l'evento si prende più tempo e più spazio prolungandosi per ben un'intera settimana.

In concomitanza con l'inizio della primavera dal 21 al 27 marzo la maggior parte delle associazioni aderenti al Coordinamento Ligure Discipline Olistiche (Cldo) apriranno le loro porte al pubblico dalla mattina alla sera con una fitta offerta di eventi relativi al benessere e alla crescita personale. In alcuni casi si potrà partecipare ai gruppi già attivi nelle associaizoni ed in altri casi sono stati organizzati workshop ad hoc per l'occasione, inoltre sarà possibile prenotarsi anche per trattamenti individuali delle più svariate tecniche di massaggio ed energetiche. Oltre a Genova ci saranno anche eventi a Savona e Finale Ligure.

Da parte mia sarò presente a nome dell'Associazione Biodanzando con tre proposte di gruppo di Biodanza e di Counseling:

SERATA DI BIODANZA  APERTA A TUTTI  
Via San Vincenzo, 48 nero - Genova 
Lunedi' 21 marzo dalle 20.30 - 22.30
nel contesto del gruppo settimanale del lunedì

 

  LABORATORIO DI COUNSELING  DI GRUPPO A TECNICHE ATTIVE  
Salita San Matteo, 19/16 - Genova  
Giovedi' 24 marzo dalle 20.15 - 22.30
serata unica organizzata appositamente per la settimana del benessere

 

MINISTAGE DI BIODANZA SOCIALE APERTO A TUTTI 
Via San Vincenzo, 48 nero - Genova 
Sabato 26 marzo dalle 17.00 - 19.30
evento unico organizzato appositamente per la settimana del benessere

http://biodanzando.it/liguriaolistica.htm

a questo link è possibile scaricare la brochure dettagliata dell'evento con tutti gli orari e le sedi

http://www.liguriaolistica.it/liguria_olistica/settimana_del_benessere_files/DEPLIANT%20SETTEGIORNIDIBENESSERE%2027-2%20ore%201100.pdf

Vi aspettiamo numerosi!!!

 

altre info sul Coordinamento Ligure Discipline Olistiche
www.liguriaolistica.it 

 

08 marzo 2011

Counseling e Psicoterapia di qualità accessibile a tutti

bussola.jpgAll'avanguardia ed in linea con i tempi mi sembra l'iniziativa del Dott. Piperno.

Come risulta dalle statistiche oltre il 27% dei cittadini ricorrono a interventi di Counseling o Psicoterapia per far fronte a problemi di vita quotidiana nei quali periodicamente un pò tutti ci possiamo imbattere

"un ventaglio ampissimo di problematiche, dai problemi scolastici, relazioni genitori-figli, problemi di coppie e famiglie, passando da situazioni oramai molto comuni come depressione e attacchi di panico, i disturbi psicosomatici, le patologie dipendenti-compulsive come il gioco d’azzardo, fino a situazioni ancora più severe"

queste le motivazioni di base oltre al desiderio di un sempre maggior numero di persone di intraprendere percorsi di crescita personale per conoscersi meglio e per prevenire disagi anche quando tutto sembra andare per il meglio.
Daltronde non si smette mai di crescere e di progredire a tutti i livelli se non al termine della vita stessa, si tratta di un bisogno insito nella natura umana.

Questa l'iniziativa coordinata dal Dott. Piperno:

Immaginate un servizio di psicoterapia e counseling psicologico di qualità aperto a tutti, indipendentemente dalle possibilità di reddito. Un servizio dove potete rivolgervi anche se siete squattrinati, dove chi può paga e chi non può non paga. È pensabile che in Italia comincino ad esistere servizi del genere o è solo un sogno?

continua a
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/07/psicoterapia-di-qualita-per-tutti-e-possibile/95863/

25 febbraio 2011

Quanto siamo vittime consenzienti dell'autorità?

marchio%20pace.jpgCamminando ieri tra gli scaffali di Feltrinelli c'era un libro collocato in posizione di grande visibilità come normalmente viene fatto per quelli che si vogliono promuovere più di altri, il titolo è:
LA FABBRICA DELL'OBBEDIENZA, e tratta l'antico tema di quanto l'italiano sia poco responsabile, opportunista, conformista e sensibile ad ogni forma di potere ed autorità, a questo link la recensione.

Mi sono venuti in mente almeno due autori che hanno trattato lo stesso tema da prospetive differenti e forse anche più inquietanti, il primo è Erich Fromm che nel suo "Fuga dalla libertà" cerca di spiegare come il popolo tedesco rimase vittima del nazismo senza alcuna resistenza

tratto da a http://www.interruzioni.com/freedom.htm
In questo saggio, che forse è il più famoso e importante, spiega come la libertà sia un grande valore, ma anche un peso insostenibile per la maggioranza degli uomini, che cercano così di fuggire alla responsabilità, rifugiandosi nel sadomasochismo, nell'autoritarismo o nel conformismo. Questa frequente e diffusa fuga dalla libertà spiega gli inquietanti totalitarismi del Novecento.

"L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni della società preindividualistica, che al tempo stesso gli dava sicurezza e lo limitava, non ha raggiunto la libertà nel senso positivo di realizzazione del proprio essere: cioè di espressione delle sue potenzialità intellettuali emotive e sensuali. Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà lo ha reso isolato e, pertanto, ansioso e impotente". E. Fromm

Ma ancor più stupefacenti furono gli esperimenti di Milgram per studiare in maniera scientifica il potere che deriva dall'autorità legittima al fine di rispondere alle tante domande che si ponevano i suoi contemporanei dopo aver assistito alle tragedie della Seconda Guerra Mondiale.

Le ricerche di Milgram evidenziano in modo drammatico come fattori situazionali possano portare persone del tutto normali ad obbedire all’autorità commettendo gravi crimini.

Durante gli esperimenti di Milgran si potè evidenziare come su invito severo dello sperimentatore i soggetti invitati a colpire con scariche elettriche altri soggetti (complici) che mostravano cattivi risultati in esercizi di apprendimento non si fermavano pur rendendosi conto di stare infliggendo molto dolore all’altro soggetto sperimentale che non poteva opporsi in quanto legato.

I soggetti sperimentali non erano ne particolarmente violenti e ne avevano capito il trucco delle finte scariche ma semplicemente stavano obbedendo all’autorità legittima rappresentata in quel caso dallo sperimentatore.

 

su questa pagina di wikipedia si può leggere dell'esperimento completo e di altre considerazioni

 

Certamente questi pochi ma significativi dati sono piuttosto eloquenti per comprendere la natura umana in termini di obbedienza all'autorità.

Lavorare su se stessi e tenere alta la guardia sembra decisamente indispensabile.

 

 

 

 

 

A questo link il filmato dell'esperimento di Milgram

 

http://biodanzando.myblog.it/archive/2011/08/29/conformis...

 

 

15 gennaio 2011

Patologia Sociale - il video

 

Non esitate a concedervi il grande regalo del tempo necessario alla visione di questo video. Sarà sicuramente un tempo di grande valore per riflettere e meditare....

 

 

www.biodanzando.it

04 dicembre 2010

Montesi: chiedo asilo politico alla Svezia poiché l’italia impone il crocifisso

Un punto di vista che fa riflettere

 

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Roma – «Chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano».

È quanto si legge nella richiesta di asilo politico che lo scrittore Ennio Montesi, ha inoltrato il 23.11.2010 a Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese a Stoccolma, a Ruth Jacoby, ambasciatore di Svezia a Roma e per conoscenza a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, a Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, Banca Centrale Europea di Francoforte e a Ban Ki-moon. segretario generale della Nazioni Unite di New York.

Ennio Montesi, autore dell’ultimo libro “Racconti per non impazzire” Mursia Editore, incalza nel dettagliato documento: «Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato.».

Il caso ebbe inizio a seguito dell’imposizione del crocifisso che fu imposto a Montesi il 16/09/2010 data in cui venne ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale di Jesi, in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza Montesi chiese la rimozione del crocifisso dalla propria stanza ma il simbolo non venne rimosso. In seguito Montesi presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona, al Tribunale per i Diritti del Malato e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nella richiesta di asilo politico Montesi segnala l’incostituzionalità dell’articolo 7 della Costituzione Italiana, segnala che lo Stato Italiano regala ogni anno 9.000 (novemila) milioni di euro al Vaticano, segnala l’operato della banca offshore vaticana IOR, Istituto Opere Religiose, invitando la BCE, Banca Centrale Europea, ad aprire inchieste informative. Segnala che tutti i Governi italiani sono di matrice filo-cattolica, affiliati e asserviti alla congrega della Chiesa cattolica e che sono politicamente concussi con lo Stato straniero del Vaticano. Segnala che quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano e che di conseguenza quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati per alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie vaticane.

«Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto e mai lo accetterò» conclude Montesi. «Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso». Secondo Montesi lo Stato Italiano e i Governi italiani violerebbero uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e non rispetterebbero uno dei parametri di democrazia e di libertà essenziali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

Ecco il documento completo

 

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano, chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano.

 Espongo quanto segue. Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, nella fattispecie simbolo religioso e politico dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato. Lo sbattezzo ai sensi dell’art.7 del D.L. n. 196/2003 conferisce la cancellazione dalla Chiesa cattolica.

 Lo Stato Italiano, benché nella propria Carta Costituzionale si dichiari “Laico” non lo è. Purtroppo, lo Stato Italiano risulta essere di fatto uno Stato Teocratico di inaudito fondamentalismo religioso cattolico, poiché mi impone con arroganza e violenza alla mia visuale il simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso esposto sulle pareti interne delle strutture pubbliche presenti sul territorio dello Stato Italiano come: Scuole elementari, Scuole medie inferiori, Scuole medie superiori, Università statali, Asili nido statali, Scuole materne statali, Ospedali pubblici, Aziende sanitarie, Distretti sanitari, Consultori, Amministrazioni Comunali, Amministrazioni Provinciali, Amministrazioni Regionali, Associazioni di Comuni, Tribunali, Camere di Commercio, Agenzie delle Entrate, Prefetture, Preture, Caserme, Comunità montane e altre strutture pubbliche appartenenti o riconducibili allo Stato Italiano.

 L’ultima imposizione forzata e arrogante del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso che mi è stata imposta dallo Stato Italiano e dal Governo Italiano verso la mia persona risale al 16/09/2010 data in cui sono stato ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale pubblico italiano di Jesi (Ancona), in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza nella mia camera di ospedale era affisso il crocifisso e nonostante le mie varie richieste verbali e scritte inoltrate alla direzione di presidio ospedaliero, il crocifisso non è stato rimosso. Di conseguenza ho inoltrato un dettagliato esposto, illustrando i gravi fatti discriminatori e di razzismo perpetrati a mio danno, alle seguenti autorità italiane: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, Tribunale per i Diritti del Malato di Ancona e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (vedere documento allegato).

 Qualsiasi decisione prenderanno tali autorità italiane, sottolineo che esse non hanno alcun potere, e probabilmente non hanno la volontà di fare rimuovere il crocifisso né dall’ospedale pubblico in oggetto, né tanto meno da tutte le altre strutture pubbliche italiane. Di conseguenza, tutti i giorni dell’anno, ininterrottamente, mi è imposto il crocifisso in tutte le strutture pubbliche dello Stato Italiano, là dove il simbolo è affisso, e mi risulta impossibile evitarlo. Infatti, per evitare il crocifisso dovrei non frequentare più, e nemmeno avvalermi più per nessun motivo e per sempre, di tutte le strutture pubbliche esistenti nello Stato Italiano e ciò sarebbe oltre che impossibile ed utopistico anche discriminante e ghettizzante poiché tutti gli elementi a corredo della mia vita sociale, pubblica, politica, culturale, diritti, doveri, lavorativa, salute, intellettuale, democratica, liberale e di altra natura sarebbero totalmente distrutti e annientati.

 L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso, che non mi rappresenta, offende e limita la mia libertà di pensiero e di cittadino italiano ed europeo, e in ogni istante mi ricorda che la sovranità nazionale italiana è limitata per essere stata parzialmente o, completamente ceduta, alla setta religiosa fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano.

 L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso lede i miei diritti principali e inviolabili di cittadino, limitando la mia libertà, e di fatto mi discrimina sia per la libertà di religione, sia per la libertà politica, sia per la libertà di pensiero, sia per la libertà di razza in quanto non appartengo e non voglio appartenere alla “superiore razza cristiana-cattolica” la quale razza impone con arroganza – grazie al tacito consenso e all’indifferenza dei Governi italiani – il proprio simbolo religioso-politico del crocifisso ledendo i miei principali e inviolabili diritti di libero cittadino e di libero pensatore e quindi perseguitando la mia persona anche e soprattutto politicamente e socialmente.

 Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, sostengo di aver subito, e di continuare a subire ogni giorno, una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

 Chiedo pertanto asilo politico al Governo della Svezia a tutela e a salvaguardia della mia persona e della mia famiglia. Chiedo ufficialmente ai gentili Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese e a Ruth Jacoby, ambasciatore presso l’Ambasciata di Svezia a Roma che vengano attivate le procedure per rendere operativa la richiesta.

 Invio questa istanza, per conoscenza, anche alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, alla BCE, Banca Centrale Europea e alle Nazioni Unite affinché sappiano e apprendano con chiarezza – sperando che aprano inchieste informative – che in Italia il Principio Supremo di Laicità dello Stato è gravemente violato e che i cittadini come me vengono discriminati ogni giorno in maniera razzista e di fatto la mia persona, come tutti i cittadini italiani, è spesso considerata non come libero cittadino e libero pensatore, ma bensì come suddito sottomesso al quale si impone la genuflessione e la sottomissione arrogante, terroristica e fondamentalista verso il simbolo religioso-politico del crocifisso della “superiore razza religiosa e politica cattolica-fascista” anche se con tale simbolo, con tale religione-politica e con tale “superiore razza” io non voglio nulla avere a che fare.

 Lo Stato Italiano e i Governi italiani stanno violando uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e quindi di fatto non stanno rispettando uno dei parametri di democrazia e di libertà fondamentali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

 È mio intento inoltre che attraverso questa richiesta di asilo politico, tutti i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea ed i vari organi della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, della BCE, Banca Centrale Europea e delle Nazioni Unite, sappiano e apprendano con chiarezza che i vari Parlamenti italiani e Governi italiani – di qualsiasi schieramento politico essi siano – non sono mai stati in grado nel passato, come non sono in grado nel presente di difendere il Diritto Supremo di Laicità e non sono quindi neanche in grado di tutelare e di difendere i propri cittadini italiani essendo tutti i Parlamenti italiani e tutti i Governi italiani, da sempre, succubi, genuflessi, sottomessi e alla mercé della politica dittatoriale terroristica delle gerarchie clericali e sottomessi ai voleri delle totalitarie politiche dello Stato straniero fondamentalista teocratico dittatoriale del Vaticano, la cui CEI, Conferenza Episcopale Italiana, cioè il Consiglio dei Ministri dello Stato del Vaticano, influenza in maniera profonda da sempre le elezioni politiche italiane, influenza i referendum popolari italiani, influenza i decreti legge italiani ed influenza spesso anche l’agenda politica e legislativa del povero sottomesso Consiglio dei Ministri italiano, dei poveri sottomessi Ministri italiani e dello stesso povero sottomesso Parlamento italiano. Di conseguenza il Vaticano influenza e domina a proprio piacimento le scelte e la vita di tutti i cittadini italiani. Tale gravissima e inaccettabile anomalia dello Stato Italiano – unico caso al mondo – è causata dallo scellerato Articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana che riporto:

 Art. 7

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

 Ora, basta leggere l’Articolo 7 con due piccole modifiche di esempio sostituendo a “Chiesa cattolica” la dicitura “Corea del Nord” per rimarcare e fare comprendere immediatamente a chiunque di quale gravissima incongruenza costituzionale nasconda e imponga con arroganza dittatoriale e violento fondamentalismo ai cittadini italiani:

 “Lo Stato e la Corea del Nord sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Coreani. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

 Che senso avrebbe? L’Articolo 7 è assolutamente incostituzionale, di matrice dittatoriale e al di fuori della democrazia e della libertà di quello che dovrebbe essere lo Stato democratico italiano. L’Articolo 7 dovrebbe essere cancellato dalla Costituzione Italiana se vogliamo lo Stato Italiano davvero libero e indipendente. Il prof. Piero Calamandrei, il principale padre costituente italiano, fu notevolmente contrario all’Articolo 7 della Costituzione e affermò con forza che accettandolo si sarebbe creato un “vulnus”, una lesione di un diritto e che l’Italia non sarebbe mai stata libera, ma sarebbe stata sempre alle dipendenze appunto dei dittatori gerarchi dello Stato straniero teocratico dittatoriale fondamentalista del Vaticano. E così è di fatto: il prof. Calamandrei aveva ragione.

 Ecco perché il sottomesso Parlamento italiano e il sottomesso Governo italiano sono impotenti e indifesi dinanzi alla rimozione del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, come pure sono impotenti e indifesi su moltissimi altri gravissimi aspetti che tutelano e proteggono la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista della Chiesa cattolica, come ad esempio i faraonici finanziamenti regalati dall’Italia ai dittatori gerarchi dello Stato dittatoriale del Vaticano. A conferma di quanto sto asserendo basti sapere che lo Stato Italiano regala ogni anno l’esorbitante cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano. La cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro regalati annualmente dall’Italia al Vaticano è stata calcolata in difetto.

 Sarà certo facile alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto alla BCE, Banca Centrale Europea, aprire inchieste informative per sapere a quanto esattamente ammonti la cifra aggiornata e di quanti miliardi di Euro esattamente l’Italia regala al Vaticano ogni anno, del denaro pubblico di tutti i cittadini italiani. Si presume che l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea abbiano molto da dire e da rimarcare sul comportamento anomalo e bizzarro dell’Italia e sul fatto che vengano regalati 9.000 (novemila) milioni di Euro ogni anno, somma che potrebbe essere utilizzata dai Governi italiani per molte altre necessità impellenti, facendo invece, purtroppo, vergognosamente arricchire la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista e le gerarchie del già ricchissimo e faraonico Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano e Chiesa cattolica.

 È deprecabile infatti che da un lato l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, concedano con grande sforzo milioni di Euro all’Italia per aiutarla, mentre dall’altro lato l’Italia regali spudoratamente in maniera sconsiderata ed irresponsabile miliardi di Euro ai gerarchi cattolici-fascisti della setta religiosa Chiesa cattolica e Stato del Vaticano.

 Segnalo inoltre e sottolineo in particolare modo alla BCE, Banca Centrale Europea che, all’interno dello Stato Italiano nel cuore della città di Roma, esattamente dentro le mura dello Stato del Vaticano ha sede la più grande banca offshore del mondo. Tale banca si chiama IOR, Istituto Opere Religiose, cioè la banca offshore che appartiene alle gerarchie del Vaticano, sulla quale banca offshore invito caldamente ad aprire approfondite e articolate inchieste finanziarie informative così che la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto la BCE, Banca Centrale Europea, focalizzino e capiscano bene della tipologia e della qualità delle transazioni bancarie internazionali messe in atto dallo IOR e dal Vaticano, transazioni torbide spesso coperte da mistero.

 Sottolineo questo poiché i vari sottomessi e miserevoli Governi italiani, essendo impotenti, fingono probabilmente di non sapere e di non vedere l’operato dello IOR e del Vaticano. Dinanzi alla banca offshore del Vaticano IOR anche la povera e sottomessa Magistratura italiana probabilmente è impotente nell’agire. Affermo questo poiché quando l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, decideranno di continuare a staccare assegni di milioni di Euro a favore e in aiuto all’Italia, lo facciano certamente, ma avendo la chiara consapevolezza di come agirà poi l’Italia sul fatto economico di regalare miliardi di Euro alle gerarchie del Vaticano.

 Sottolineo che tutti i Governi italiani, qualsiasi sia il loro colore politico, sono di matrice cattolica o filo-cattolici, cioè affiliati, adepti e asserviti alla setta o congrega della Chiesa cattolica. Lo Stato Italiano ed i Governi italiani sono politicamente concussi con lo Stato straniero dittatoriale del Vaticano in maniera molta profonda e radicata. Quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano. Di conseguenza, quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati di alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie cattoliche-fasciste dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano. Per altre nazioni europee e non solo europee questa gravissima situazione politica italiana sarebbe inconcepibile, aberrante e inaccettabile e diverrebbe un problema da risolvere con priorità assoluta su tutti gli altri problemi. Per i Governi italiani è cosa del tutto normale.

 Tornando al simbolo religioso-politico del crocifisso, sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca la direzione di un ospedale pubblico italiano ad obbligare l’imposizione del crocifisso ad un paziente-cittadino ricoverato in ospedale durante la propria degenza e nemmeno esiste alcuna legge dello Stato Italiano che imponga il crocifisso ai propri cittadini all’interno delle altre strutture pubbliche italiane.

 Il diritto di asilo che chiedo al Governo della Svezia è un diritto umano fondamentale definito all’Art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni, diritto di asilo invocabile in rispetto ai principi delle Nazioni Unite.

 Piuttosto che accettare l’imposizione forzata, arrogante, discriminatoria, persecutoria e violenta alla mia visuale e alla mia persona del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, preferisco andare via dalla mia nazione e dalla mia patria poiché non accetto di essere perseguitato e discriminato. Ritengo di essere obbligato ad andarmene dalla mia Italia essendo purtroppo l’Italia di fatto una nazione colonizzata politicamente e sotto il fortissimo dominio della spietata terrorizzante dittatura e della politica fondamentalista delle gerarchie cattoliche-fasciste dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano che, grazie alla loro colonizzazione politica dell’Italia, possono continuare ad esigere ed ottenere immensi introiti finanziari e smisurato potere a discapito dei cittadini italiani.

 Nessuno può imporre il “crocifisso” della Chiesa cattolica cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

 Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto, e mai lo accetterò. Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione, nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso.

Con alta considerazione.

23 Novembre 2010

 

Ennio Montesi

26 novembre 2010

Il punto sul Cerchio degli Uomini e delle Donne di Genova

4480271.gifQuesta sera si riunirà nuovamente IL CERCHIO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE, il gruppo autogestito gratuito di autosostegno che si tiene ogni quindici giorni al venerdì dalle 19.30 alle 21.00 presso il Centro Ametista di Salita San Matteo, 19/16 a Genova.

 Le ultime due riunioni del 2010 saranno appunto quelle del 26/11 e del 10/12 dopodichè si farà il bilancio di questa prima fase per organizzare gli incontri del nuovo anno.

Al momento l'esperienza sta riscuotendo un buon interesse e fanno parte del gruppo più di dieci persone alle quali speriamo continuino ad aggregarsi altri amici e persone sensibili a questo genere di condivisione.
Finora la riunione si è sempre tenuta in un unico cerchio misto di uomini e donne sia per rompere il ghiaccio dei primi incontri e sia
per avere un cerchio più grande.

Questa soluzione anche se si discosta dalla proposta originaria sta funzionado molto bene, il confronto è empatico ed emozionante e i temi molto intimi, forse anche più intimi di quelli che normalmente vengono condivisi con le persone più vicine nella propria vita. Potere del gruppo!!
Pertanto di volta in volta si deciderà quando stare in un unico cerchio e quando dividerlo per genere.

E' stato creato il decalogo sul funzionamento che viene letto ad ogni inzio riunione in modo che venga ben compreso da chi sta già partecipando da tempo e da chi arriva per la prima volta senza conoscere bene di che si tratta,
Finora il tema della riunione, sempre riferito a "Essere uomini e donne al nostro tempo", è stato la visone di un video o una lettura signficativa e le condivisioni dei partecipanti sono sempre personali in prima persona e riguardano la propia espereinza. Sono bandite intellettualizzazioni, argomentazioni generiche e teoriche....

Se sei interessato alla sopravivenza di questa importante opportunità sociale a Genova sarai il benvenuto/a e ti invitiamo a fare passaparola invitando chi pensi possa essere interessato e segnalando questo link. 

Altre informazioni dettagliate su come si sviluppa questo gruppo e sulla logisitica si possono trovare a questi links:

http://biodanzando.it/cerchiouomini.htm

http://biodanzando.it/gruppiautosostegno.htm

13 novembre 2010

Libera la Maddalena - Genova 13/11/2010

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Prende avvio il 13 novembre  il progetto “Libera la Maddalena” finalizzato a fare della Maddalena il  quartiere simbolo di Genova in cui poter acquistare o consumare prodotti provenienti da terreni sottratti alle mafie.

Il progetto Libera la Maddalena nasce dall’accordo tra il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, “Libera: associazioni nomi e numeri contro le mafie”, Libera Terra Mediterraneo, Civ Maddalena.

Con questa iniziativa, la Maddalena assume, nella città di Genova, un significato simbolico nell’elaborazione e comunicazione di un messaggio sul tema della legalità, della responsabilità civile e del contrasto alle mafie.

La degustazione del 13 novembre  è un frammento di un racconto e di un percorso sul tema della legalità che prevede: dibattiti, letture, film, degustazioni critiche, performance artistiche, azioni pilota sulla legalità e la vivibilità nel quartiere.

Le attività economiche del quartiere hanno aderito al progetto, organizzando presso i negozi e le piazzette la degustazione gratuita che avverrà dalle ore 16 alle 19 di sabato.

 

In vico del Fornaro 16 (piazza Postavecchia) un punto informativo distribuirà la mappa della degustazione e sarà visitabile la mostra fotografica di Libera “ Conoscere per capire, capire per agire”.

 

 

 

TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE E A DIFFONDERE LA NOTIZIA.

 

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Sta accadendo qualcosa di importante alla Maddalena. Un quartiere che troppo spesso è finito sui giornali nelle pagine per le vicende della criminalità locale. Anche di stampo mafioso. Come la confisca di tre bassi e un appartamento di un affiliato a Cosa Nostra o la recente "Operazione Terra di Nessuno" che ha comportato il sequestro di beni per oltre 5 mln. di Euro (prevalentemente alla Maddalena).
Nel Sestiere della Maddalena Sabato 13, dalle 16 alle 19 sarà infatti possibile degustare una selezione di prodotti agroalimentari provenienti da terreni sottratti alle mafie. Un'iniziativa di Comune di Genova, Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Libera Terra, CIV Maddalena e Patto per lo Sviluppo della Maddalena che ha registrato una grande risposta nella disponibilità degli operatori economici locali.
Con questa iniziativa, la Maddalena assume, nella città di Genova, un significato simbolico nell’elaborazione e nella comunicazione di un messaggio sul tema della legalità, della responsabilità civile e del contrasto alle mafie.
Per questo riteniamo che ognuno di noi debba fare tutto il possibile per dare la massima visibilità all'evento, facendo girare l'informazione in tutte le proprie reti amicali e sociali. A questo fine abbiamo creato una pagina Facebook (link in fondo alla pagina) come luogo virtuale di aggregazione di tutte le persone, le energie e le risorse che si sentono di condividere questo impegno. 
Ma non solo nell'ottica di questo evento; perché quello di sabato è solo il primo frammento di un racconto e di un percorso sul tema della legalità che prevederà dibattiti, letture, film, degustazioni critiche, performance artistiche e azioni pilota sulla legalità e la vivibilità nel quartiere.
 
 

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