Danza!

 ballerini-africani

Danza, anima mia ricongiunta,

Danza la Vita nel corpo!

Nell’aurora del giorno

sciogli le costrizioni che ti paralizzano

e le catene, i limiti dell’immagine

che ti feriscono nel corpo

per il dovere dell’apparenza.

non si trova la tua bellezza, anima mia.

L’anima è fatta per cantare,

per piangere d’estasi, di gioia,

di godimento per la vicina liberazione.

Danza, mio Amore,

danza, Maria, la Vita

è bella e limpida

come la sorgente d’origine.

Danza, mia vita, la tua provenienza

danza per risvegliare e nutrire tutti i tuoi sensi,

danza per ritrovare la sacra Essenza

del palazzo di un tempo,

per recuperare il senso della vita e l’unità.

Danza, Maria, la vita del corpo

divenuto terra nell’universo.

Nascita e ritorno dell’Alleanza

unificata, ricongiunta, fuoco e fiamma.

Danza, Maria, la Vita!

Il paradiso terrestre. Omaggio a Franca Rame

arte,cultura


Dario Fo pubblica questo inedito di Franca Rame in suo ricordo:


Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. Se devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine“.


Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/05/dario_per_franca.html#commenti

L’uomo con la macchina da presa – Dziga Vertov (1929)

l'uomo con la macchina da presa.jpgQuando si parla di cinema digitale è evidente il riferimento agli effetti digitali e virtuali che vanno oltre agli effetti ottici e agli effetti speciali già presenti da sempre nel cinema analogico.
Il paradigma digitale nel cinema assume il significato della creazione di immagini astratte da modificare al pc a proprio piacimento e con modalità espandibili all’infinito proprio come fa il pittore con il pennello sulla tela.

Il dibattito per gli appassionati di cinema verte intorno al fatto che in fondo già a partire da Leonardo si andarono a sviluppare una serie di apparecchi ottici-spettacolari. Pertanto da questo punto di vista si può riscontrare nella ricerca di effetti nel cinema digitale una continuità con il passato.

Tra i tanti precursori di certo si distingue Dziga Vertov, esponente delle avanguardie degli anni ’20, che già nel periodo del cinema muto, ovviamente in bianco e nero, produceva un capolavoro come  “L’uomo con la macchina da presa” del 1929.

Si tratta di un’opera  che anticipa tutte le anime del digitale trasformando una serie di effetti e di tecniche in un nuovo linguaggio.

 

“Io sono il cine-occhio… io mi libero da oggi per sempre dell’immobilità umana, io sono nel movimento incessante, io mi avvicino e mi allontano dagli oggetti, io decifro anche in modo nuovo un mondo a voi sconosciuto”

 


 

 

Un film da gustarsi in un momenti di relax creativo magari durante una festa con amici o da proiettare in locali altenativi con la possibilità di sperimentare altre musiche di sottofondo in accordo con gli stati d’animo che suscita il film, i gusti personali e l’ambientazione…ad esempio con questa colonna sonora me lo sono guardato con gusto

http://www.youtube.com/watch?v=4Qv5PuPtuRA

Rapporto tra le avanguardie storiche del Novecento e il cinema digitale

 

UMBERTO BOCCIONI – VISIONI SIMULTANEE – 1911 

arte,cinemotion,counseling

Utilizzo il linguaggio del cinema come strumento di crescita personale ed esplorazione del Sè in un percorso di cinematerapia in gruppo che ho chiamato Cinemotion.
Partendo da questo interesse posto il testo di un breve studio che ho svolto circa l’eventuale relazione esistente tra le avanguardie storiche del Novecento e il cinema digitale dei nostri tempi.

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Il rapporto tra le avanguardie storiche del primo Novecento e il cinema digitale è da considerarsi senz’altro un tema stimolante se volessimo porci la seguente domanda: il cinema digitale rappresenta una continuità o una discontinuità rispetto al passato e alle altre forme di arte?
Da questo punto di vista possiamo notare come molti movimenti provenienti da altri modelli d’arte si siano rivolti in passato al  cinema con l’intento di restituirgli autonomia.

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Su Luigi Pirandello

 

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Mi affascina Pirandello oltre che come grandissimo autore nel panorama della letteratura italiana, anche come stimolo alla riflessione sulla maschera sociale nei percorsi di gruppo che propongo con lo stage di Biodanza “Dalla maschera allo smascheramento”, con l’estensione in “Biodanza e Teatro Sociale” oppure nei workshops di Olodramma o TeatroDanzaTerapia per i quali mi sono spesso ispirato a Pirandello per il titolo degli stessi (Il giuoco delle parti – Uno, nessuno e centomila).
Queste sono solo alcune riflessioni e appunti >>


http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello

 http://www.pirandelloweb.com/

IL SOLE DENTRO – Invito a partecipare

Il 15 novembre uscirà al cinema “Il sole dentro”, un film di Paolo Bianchini con Angela Finocchiaro, Diego Bianchi, Francesco Salvi, Giobbe Covatta e per la prima volta sullo schermo Gaetano Fresa e Fallou Kama.

Il film racconta due straordinari viaggi e due grandi amicizie. Il primo viaggio è quello compiuto realmente da Yaguine e Fodè, due bambini guineani che nel 1999 sono morti per portare al Parlamento Europeo nella sede di Bruxelles una lettera in cui chiedevano diritti e giustizia per tutti i bambini dell’Africa. L’altro viaggio è quello di Rocco e Thabo, due ragazzini, uno africano e l’altro italiano, vittime del mercato dei baby calciatori, che, giocando  con un pallone, attraversano l’Africa a piedi partendo dall’Italia. Il film è stato patrocinato da: Unicef, Comunità di S. Egidio, Save The Children, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, F.I.G.C., Ministero dell’Interno.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.ilsoledentro.it e la pagina facebook Film IL SOLE DENTRO.

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LA LETTERA DI YAGUINE E FODE’ (Traduzione del testo originale)


Alle Loro Eccellenze i signori membri e responsabili dell’Europa.

Abbiamo l’onore e il piacere e la grande fiducia di scrivervi questa

lettera per parlarvi del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini

e giovani dell’Africa. Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più

squisiti rispettosi, a tal fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto,

siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso; ve ne

supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro

sentimento verso i vostri popoli , le vostre famiglie e soprattutto per

l’amore per i vostri figli che voi amate come la vita…

Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e

alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto per l’Africa. Aiutateci,

soffriamo enormemente in Africa aiutateci, abbiamo dei problemi e i

bambini non hanno diritti… noi africani, e soprattutto noi bambini e

giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile

per l’Africa, perché progredisca. Se vedete che ci sacrifichiamo

rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo

bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra

in Africa.

Ciò nonostante noi vogliamo studiare, vi chiediamo di aiutarci a

studiare per essere come voi… Infine vi supplichiamo di scusarci

moltissimo di aver osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete

degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto…

Yaguine e Fodè due bambini guineiani.