Sessualità femminile e ansia da prestazione

nudo.jpgDa ieri e fino a domenica è in corso a Firenze il Congresso Nazionale di Sessuologia Scientifica questo è il risultato di un sondaggio presentato al congresso dove emerge che l’ansia da prestazione sessuale non è più una questione solo maschile.

Sempre al top in ufficio, in famiglia e sotto le lenzuola: le italiane inseguono la perfezione ma cresce la paura di non essere all’altezza e una su 5 ammette di aver provato l’ansia da prestazione. Il problema è poco noto: se il 95% conosce quella ‘al maschile’, solo il 38% sa che puo’ presentarsi anche nel gentil sesso. E’ invece uno dei nuovi nemici della coppia, con la routine (65%), lo stress (51%) e il timore di deludere il partner (48%).

Segue al link http://www.leggo.it/articolo.php?id=83639

 

 

www.biodanzando.it

Riflessioni sulla coppia

 

 

 

coppia_in_crisi.jpgLa coppia è un allenamento per imparare ad amare.

(Riflessioni tratte dal libro di Natyan – Il Miracolo di Esistere)


 

Formare una coppia significa andare a scuola per apprendere il Vero Amore mentre invece le persone si accoppiano credendo già di amarsi…ed è per questo che vivono di risentimenti, recriminazioni e conflitti usando frasi del tipo: “Io ti amo ma tu non mi ami!”

 

Negli incontri a tema: “La coppia e i segreti dell’altro sesso” capita spesso che le persone, messe davanti alla realtà dei fatti, non si sentano di accettare di riconoscersi incapaci di amare e di ripetere a se stessi e ad altri: “Ma come? Ho fatto tanto per lui (o  lei) ?!”

Ma fatto tanto perchè?? Forse per dimostrare a se stessi: “Ecco, ti dimostro che ti amo, così resterai per sempre accanto a me e me ne sarai grato…!”

Che fondamentalmente significa “si è fatto tanto per il proprio bisogno di avere l’altro (l’altra) con sè”....questa (probabilmente..) è la verità e spesso fa male riconoscerla….è inutile fingere ed ingannarsi…

 

La coppia deve capire che il primo impulso è stato  il bisogno non l’Amore.

Una volta insieme…lui e lei devono imparare a trasformare il proprio bisogno in amore puro e disinteressato.

Devono imparare a crescere e imparare ad accettarsi, capirsi, aiutarsi senza aspettative di ritorno. La coppia è un allenamento per imparare ad amare.

Credere che i propri bisogni emotivi siano Amore è un tragico errore che condurrà la coppia a vivere di recriminazioni e di conflitti..

Ognuno desidererà che l’altro diventi a propria immagine e somiglianza…

Ognuno vorrà cambiare l’altro….

Sarà una vera lotta al massacro che alla fine porterà allo stress, al malcontento e all’inevitabile rottura della relazione.

Il guaio è che molto coppie arrivano a chiedere aiuto quando ormai sono “alla frutta”…

 

Quando sentiamo un rumorino insolito nel rumore della macchina, la portiamo subito dal meccanico per paura che la macchina, prima o poi ci lasci per strada, giusto??

Stranamente…se sentiamo rumori fragorosi e segnali di crisi all’interno dei rapporti di coppia, prima di andare in revisione aspettiamo che “la macchina” sia completamente fusa….

A quel punto cosa possiamo pretendere di rimediare ???????

La coppia dovrebbe mettersi bene in testa che l’Amore non è una cosa che si impara in poco tempo.

Ci vogliono anni di lotte e soprattutto di infinita pazienza.

La spiritualità, la Meditazione, gli incontri di gruppo, le condivisioni con le persone che hanno gli stessi problemi sono molto utili e salutari in questi casi..

 

Perchè aspettare che l’automobile sia ormai da buttare? 

E’ triste vedere quanti sforzi facciamo per tenere in ordine gli oggetti esterni e quanto poco facciamo, invece, per tenere in ordine la nostra mente, le relazioni ed i sentimenti interiori….

Se imparate ad amare l’altro nel vero senso della parola sarete capaci di educare al Vero Amore anche i vostri figli.

In secondo luogo potrete cominciare ad amare anche le persone al di là della vostra famiglia e questo vostro Amore si espanderà alla vostra città…

Tutta la vita in realtà è una dura lezione per imparare ad Amare ma pochi di noi sono in grado di accorgersi di questo…

La coppia è il mezzo forse più veloce e sicuro per apprendere le Leggi del Vero Amore.

 

Dobbiamo però riconoscere che siamo dei principianti, che abbiamo molto da imparare e capire altrimenti la presunzione, l’orgoglio e la superbia ci faranno rimanere di essere già capaci di amare, quando invece stiamo solo cercando di soddisfare i nostri bisogni…

Questo succede nelle coppie come nelle relazioni quotidiane.

 

A volte diciamo: “Ti amo”e altre volte diciamo “Ti odio, non ti sopporto”…

Questo significa che la nostra mente è instabile.

Al mattino si sveglia di buon umore….a metà giornata è diventata pessimista…e alla sera si è già trasformata in depressione galoppante!!

Come possiamo fare affidamento su una mente così poco stabile e squilibrata?

Da che cosa dipende tutta questa disarmonia?

Siamo succubi e dipendenti.

Se ci procurano qualcosa che ci piace diciamo “Ti amo e ti adoro”….

Se invece ci procurano ferite o dispiaceri diciamo “Ti odio. Da te non ricavo nessuna soddisfazione”

Il problema consiste nel non saperci liberare dal nostro egoismo

Tutte le discordie interpersonali sono dovute al fatto di non saper trasformare il nostro Cuore per mezzo di una Medicina chiamata Spiritualità, che ci consenta di produrre il sentimento dell’altruismo..

Se ci danno siamo felici….se non ci danno soffriamo…. 

Tante persone, per paura di rimanere sole, accettano umiliazioni, mancanze di rispetto e/o tradimenti da parte del proprio partner solo per paura dell’abbandono e della solitudine…

Si può passare tutta la vita in queste miserevoli condizioni ???

 

 

 

www.biodanzando.it

 

 

Fisica quantistica e la forza del pensiero positivo

Un breve filmato che dimostra, secondo un protocollo scientifico, come il pensiero possa influenzare la materia.

Tutti percepiamo che quando siamo assorti in pensieri negativi il nostro umore e livello energetico diminuisce e altrettanto quando siamo vicini a persone che pensano, parlano e agiscono in termini negativi, non sempre diamo il giusto peso a tutto ciò.

Prendetevi il tempo per vedere fino in fondo questo filmato che nel suo piccolo può portare un notevole contributo nel creare una realtà migliore.

 

 

 

www.biodanzando.it

 

Fa più scandalo la maternità dello stupro

 

nascita.jpgdonna%20stuprata.jpg

di Davide Pelanda – Megachip.

Il termometro scandalistico dei media si muove per il caso di una detenuta rimasta incinta di un compagno detenuto di cui è innamorata. In Italia l’incontro intimo tra detenuti non è ammesso da nessuna legge, anche se giace in Parlamento la proposta di legge presentata nel 2002 (Pdl 3020: “Modifica della L. 354/1975, in materia di affettività in carcere”), di fatto congelata. Lo è invece in Spagna, Svizzera, Russia e in altri paesi europei.

Ecco dunque che torna a fare scandalo la notizia del concepimento di un bambino nel carcere di Bollate, dove la futura madre ha quasi urlato al mondo: «Io e quel ragazzo ci amiamo e abbiamo fatto l’amore durante le ore di lezione. Sì, sono incinta ma non ho fatto nulla di male, voglio questo bambino».

È paradossale, ma fa più scalpore questa notizia, che a noi pare un inno alla speranza e alla gioia, rispetto alla recente ricerca di Everyone Group secondo la quale si “verificano nelle Case Circondariali italiane almeno 3 mila casi di stupro e riduzione alla schiavitù sessuale ogni anno” (Ansa, 28 febbraio 2010) e che l’incidenza degli stupri e degli abusi sessuali è causa dei suicidi dei detenuti. I dati di questa ricerca sì, che avrebbero dovuto sollevare uno scandalo.

«Ora è caccia alle responsabilità – sottolinea amaramente Laura Baccaro, psicologa e criminologa, collaboratrice di “Ristretti Orizzonti”, il giornale del carcere di Padova – e quella storia d’amore è diventata una cosa sporca e pericolosa, che pare abbia messo in crisi l’intero sistema di sicurezza. Eppure stiamo parlando di due persone adulte, anche se in carcere, ritenute capaci di intendere e di volere, malgrado la colpa, e quindi di scegliere, oltre la pena. Ma il fatto è che in carcere si comprime in tutti i modi il diritto alle emozioni, alla sessualità e all’affettività».

Nella Casa di reclusione di Bollate le donne recluse vengono trattate con equità, consentendo loro anche di frequentare corsi di scuola superiore. Qui la dottoressa Baccaro conferma che «il clima è così umano che, proprio a scuola, può succedere qualcosa di straordinario come una storia d’amore tra detenuti».

Ma siccome questa struttura funziona bene, troppo bene, si è forse cercato un pretesto per chiuderla? «Bollate è purtroppo un carcere, nella sua innovatività e libertà, scomodo» dice sconsolata Laura Baccaro.

E invece ha tuonato il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, che ha inviato comunicati alla stampa e chiesto di accertare le responsabilità. E i giornali titolano con il volgare stereotipo del “carcere a luci rosse” che solletica sempre le coscienze e le “pruderie” della gente.

«Questa “caccia alle streghe sessuali” – conclude la psicologa – è la riprova, se mai ne avessimo avuto bisogno, che la pena detentiva è una pena corporale e ciò che si vuole controllare è solo il corpo del recluso. Se poi è una donna si deve negare ancor di più il suo diritto alla maternità, perché è questo diritto fondamentale che si vuole sminuire, facendolo passare come “atto strumentale”, per cercare di ottenere l’uscita dalla galera».

______

Davide Pelanda è autore di “Mondo recluso. Vivere in carcere in Italia oggi“, Effatà, 2010

http://www.megachipdue.info/tematiche/legalita/3216-sesso-in-carcere-dove-lo-scandalo.html

 

 

 

www.biodanzando.it

Alla vita – Nazim Hikmet

 La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.