21 settembre 2011

La regolazione affettiva del bambino - Esperimento Steel Face

Negli ultimi anni la riceca psicologica ha radicalmente modificato l'immagine del neonato evidenziando come già nelle prime fasi dello sviluppo abbia grande competenza nell'interazione sociale ed emotiva superando quindi le teorie piagettiane che lo relegavano in una sorta di isolamento autistico e anche quelle di Winnicot che lo ponevano in una relazione simbiotica con la mamma.

I risultati della ricerca mostrano come la competenza del bambino sia nella comunicazione che nella regolazione emotiva con il genitore o il caregiver siano innate e preziosi indicatori dello sviluppo socioemotivo.

Un ruolo importante per lo sviluppo lo gioca quindi l'interazione con la mamma ed il processo di regolazione affettiva che si crea con la stessa e che ne consente un adattamento ottimale.

Il fallimento di questo processo di mutua regolazione porta il bambino a sperimentare solo una serie di emozioni, quelle prevalentemente di carattere negativo e non tutta la gamma comprese quelle positive.

Le ricerche di Tronick con l'esperimento chiamato Steel Face, o del Volto Immobile, dimostrano come sia importante questo processo di autoregolazione reciproco tra mamma e bambino e come ad esempio una mamma depressa non sarà in grado di far fronte all'aspettativa del bambino mettendo a rischio il suo sviluppo emotivo.

L'esperimento del volto immobile dimostra che quando la mamma sospende la sua relazione con il bambino di pochi mesi non scambiando più sorrisi ed espressioni di imitazione quest'ultimo vivrà un forte stress emotivo.

Più che una spiegazione dettagliata dell'esperimento, che si può comunque trovare in letteratura, penso sia molto più chiarificatore un video che lo riporta itegralmente.

 


29 agosto 2011

Conformismo e autorità. Esperimenti di psicologia sociale

In un post di qualche mese fa scrivevo a proposito della tendenza umana a conformarsi alla maggioranza e di obbedire all'autorità anche a costo di commettere gravi azioni contro altri individui. In particolare citavo Fromm e il famoso esperimento di Milgram

 

 http://biodanzando.myblog.it/archive/2011/02/25/quanto-si...

Ho ora trovato in rete i filmati con traduzione in italiano sia dell'esperimento di Milgram che di quello altrettanto famoso di Solomon Ash relativo al conformismo. Ash voleva studiare la capacità degli individui di resistere all'influenza del gruppo restando indipendenti oppure a cedere alle pressioni del gruppo quando queste risultano essere contrarie ai fatti.
Il paradigma di Ash, elaborato negli anni cinquanta, a seguito di una serie di esperimenti, postula che con una media di una su tre, la risposta data da un individuo a una domanda è conformata alla risposta data dalla maggioranza, anche quando si crede che non abbia ragione.

 

Ecco i filmati dei due esperimenti:

 

27 luglio 2011

Fattori di sviluppo etico-sociali

biodanza, psicologia, Quali sono i fattori che influenzano il comportamento etico-sociale e quali possono pregiudicarlo?

 

Se una delle sfide più rilevanti di questo secolo sarà volta allo sviluppo di una coscienza etica collettiva in grado di condurci oltre il mero desiderio di soddisfacimento dei bisogni individuali  e di renderci capaci di valorizzare il benessere della collettività sui differenti  piani: ambientale, sociale, politico e relazionale, oltre che percepirci come cellule di un unico organismo omnicomprensivo, come realmente risulta essere la nostra appartenenza alla specie umana e all’ambiente che ci ospita, allora la domanda in premessa ricoprirà certamente una posizione centrale per i prossimi decenni.

 

Prima di poter parlare di coscienza etica è indispensabile un buona capacità di giudizio morale e un buon livello di sviluppo morale  laddove  il secondo è in relazione con lo sviluppo cognitivo e sociale e il primo si riferisce invece al comportamento e alle scelte individuali

Lo sviluppo del senso morale inizia già nella prima infanzia e si intende raggiunto quando il comportamento non andrà contro l'ordine sociale in virtù di una scelta consapevole e non soltanto per il timore della punizione.

Piaget individuò due stadi principali di sviluppo morale dove nel primo stadio (morale eterenoma) la validità dei principi dipende dall’autorità che lo ha emesso e nel secondo stadio (autonomia morale) l’intenzione e il contesto assumono un ruolo centrale nella valutazione del comportamento, il secondo stadio non può essere raggiunto prima degli otto anni.

Kohlber si spinse oltre individuando tre livelli nello sviluppo del pensiero morale: quello preconvenzionale sotto i nove anni, quello convenzionale relativo al periodo dell’adolescenza e quello postconvenzionale al quale si giunge dopo la maggiore età. Soltanto chi perviene a un pieno sviluppo del livello postconvenzionale potrà raggiungere la condizione più alta dello sviluppo morale: quello dei PRINCIPI ETICI UNIVERSALI.

Si tratta di una condizione  raggiunta soltanto da una minoranza di individui e che è quella in cui si risponde alla propria coscienza ispirati da valori universali

 

La ricerca in materia  indica che lo sviluppo del senso morale è favorito da contesti relazionali ed educativi positivi in grado di permettere l'interiorizzazione delle norme, in particolare laddove sono presenti fattori come la cura, il calore, l'accettazione, l’assenza di autorità e la presenza di norme chiare con la possibilità di discuterle riconoscendo anche l’adeguatezza delle punizioni.

Secondo gli studi di Kholberg non esiste una relazione specifica tra giudizio morale e azione morale salvo in alcuni casi delinquenziali e di bullismo dove risulta sostanziale la mancanza di empatia nel cogliere il dolore altrui.

Pertanto se un ponte esiste tra queste due aree è identificabile proprio nell’empatia, l'emozione intesa come chiave d’accesso alla comprensione del dolore altrui attraverso una rappresentazione mentale e sociale della vittima, si parla in questo caso di emozione morale.

Sembra quindi evidente anche dalla ricerca  che lo sviluppo dei principi etici universali in un sempre maggior numero di individui debba passare attraverso percorsi che valorizzino il contatto con le proprie emozioni e la capacità di entrare in empatia con l’altro, in definitiva ciò che alcuni autori definiscono come intelligenza emotiva e affettiva.

 

Riccardo Cazzulo

08 marzo 2011

Counseling e Psicoterapia di qualità accessibile a tutti

bussola.jpgAll'avanguardia ed in linea con i tempi mi sembra l'iniziativa del Dott. Piperno.

Come risulta dalle statistiche oltre il 27% dei cittadini ricorrono a interventi di Counseling o Psicoterapia per far fronte a problemi di vita quotidiana nei quali periodicamente un pò tutti ci possiamo imbattere

"un ventaglio ampissimo di problematiche, dai problemi scolastici, relazioni genitori-figli, problemi di coppie e famiglie, passando da situazioni oramai molto comuni come depressione e attacchi di panico, i disturbi psicosomatici, le patologie dipendenti-compulsive come il gioco d’azzardo, fino a situazioni ancora più severe"

queste le motivazioni di base oltre al desiderio di un sempre maggior numero di persone di intraprendere percorsi di crescita personale per conoscersi meglio e per prevenire disagi anche quando tutto sembra andare per il meglio.
Daltronde non si smette mai di crescere e di progredire a tutti i livelli se non al termine della vita stessa, si tratta di un bisogno insito nella natura umana.

Questa l'iniziativa coordinata dal Dott. Piperno:

Immaginate un servizio di psicoterapia e counseling psicologico di qualità aperto a tutti, indipendentemente dalle possibilità di reddito. Un servizio dove potete rivolgervi anche se siete squattrinati, dove chi può paga e chi non può non paga. È pensabile che in Italia comincino ad esistere servizi del genere o è solo un sogno?

continua a
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/07/psicoterapia-di-qualita-per-tutti-e-possibile/95863/

25 febbraio 2011

Quanto siamo vittime consenzienti dell'autorità?

marchio%20pace.jpgCamminando ieri tra gli scaffali di Feltrinelli c'era un libro collocato in posizione di grande visibilità come normalmente viene fatto per quelli che si vogliono promuovere più di altri, il titolo è:
LA FABBRICA DELL'OBBEDIENZA, e tratta l'antico tema di quanto l'italiano sia poco responsabile, opportunista, conformista e sensibile ad ogni forma di potere ed autorità, a questo link la recensione.

Mi sono venuti in mente almeno due autori che hanno trattato lo stesso tema da prospetive differenti e forse anche più inquietanti, il primo è Erich Fromm che nel suo "Fuga dalla libertà" cerca di spiegare come il popolo tedesco rimase vittima del nazismo senza alcuna resistenza

tratto da a http://www.interruzioni.com/freedom.htm
In questo saggio, che forse è il più famoso e importante, spiega come la libertà sia un grande valore, ma anche un peso insostenibile per la maggioranza degli uomini, che cercano così di fuggire alla responsabilità, rifugiandosi nel sadomasochismo, nell'autoritarismo o nel conformismo. Questa frequente e diffusa fuga dalla libertà spiega gli inquietanti totalitarismi del Novecento.

"L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni della società preindividualistica, che al tempo stesso gli dava sicurezza e lo limitava, non ha raggiunto la libertà nel senso positivo di realizzazione del proprio essere: cioè di espressione delle sue potenzialità intellettuali emotive e sensuali. Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà lo ha reso isolato e, pertanto, ansioso e impotente". E. Fromm

Ma ancor più stupefacenti furono gli esperimenti di Milgram per studiare in maniera scientifica il potere che deriva dall'autorità legittima al fine di rispondere alle tante domande che si ponevano i suoi contemporanei dopo aver assistito alle tragedie della Seconda Guerra Mondiale.

Le ricerche di Milgram evidenziano in modo drammatico come fattori situazionali possano portare persone del tutto normali ad obbedire all’autorità commettendo gravi crimini.

Durante gli esperimenti di Milgran si potè evidenziare come su invito severo dello sperimentatore i soggetti invitati a colpire con scariche elettriche altri soggetti (complici) che mostravano cattivi risultati in esercizi di apprendimento non si fermavano pur rendendosi conto di stare infliggendo molto dolore all’altro soggetto sperimentale che non poteva opporsi in quanto legato.

I soggetti sperimentali non erano ne particolarmente violenti e ne avevano capito il trucco delle finte scariche ma semplicemente stavano obbedendo all’autorità legittima rappresentata in quel caso dallo sperimentatore.

 

su questa pagina di wikipedia si può leggere dell'esperimento completo e di altre considerazioni

 

Certamente questi pochi ma significativi dati sono piuttosto eloquenti per comprendere la natura umana in termini di obbedienza all'autorità.

Lavorare su se stessi e tenere alta la guardia sembra decisamente indispensabile.

 

 

 

 

 

A questo link il filmato dell'esperimento di Milgram

 

http://biodanzando.myblog.it/archive/2011/08/29/conformis...

 

 

05 febbraio 2011

Picasso e percezione

picasso.png
Una celebre foto di Pablo Picasso con moglie e nipote che evidenzia le leggi della percezione di immagini.
Le tre figure prese singolarmente se ritagliate e affiancate avrebbero l'altezza di una donna gigante, un uomo basso e un nanetto eppure non ci facciamo caso e li percepiamo come tre adulti di statura simile.....

07 dicembre 2010

Illusioni ottiche - La stanza di Ames

Che ciò che percepiamo non corrisponda alla realtà oggettiva è risaputo.

L'esperimento della Stanza di Ames è uno tra i più suggestivi e significativi a dimostrazione che prima di avere certezze di qualsiasi genere è sempre meglio concederesi il benefico del dubbio

 

 

  

 per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Stanza_di_Ames

 

30 ottobre 2010

Psicologia Positiva e Biodanza

scienza.jpgE' iniziato ieri a Genova il Festival della Scienza che quest'anno avrà come tema trainante: ORIZZONTI.

Nella sua prima giornata uno degli eventi di punta per orario e location è stata la conferenza sul tema

 

PSICOLOGIA POSITIVA, UN NUOVO ORIZZONTE

 

durante la quale il focus era rivolto sull'identificazione di quali sono i fattori che rendono la vita felice, sull'importanza di una visione ottimistica vs una pessimistica delle cose e della vita, e soprattutto sul tema della gioia di vivere come punto di arrivo per il benessere personale e di come questo traguardo possa essere alla portata di tutti.

Nell'abstract della conferenza si legge come la Psicologia Positiva da ormai 16 anni ha rovesciato la prospettiva psicologica.
La mia riflessione va al fatto che la teoria e soprattutto la pratica della Biodanza fin dagli anni '70 si è impegnata su questo fronte raggiungendo ottimi risultati di partecipazione e favorendo migliori stili di vita, che tra l'altro verranno presto studiati in ambito accademico dall'Università la Sapienza nell'ambito di una ricerca sul tema Biodanza e Benessere.

Come molti sapranno Biodanza è stata una disciplina che ha anticipato di molti anni questi temi che oggi sempre più stanno divenendo oggetto di studio scientifico confermando ciò che Rolando Toro aveva previsto più di quarant'anni fa.

Nell'ambito dell'attività che svolgo come conduttore di gruppi rivolti al benessere e alla crecita personale, dove la Biodanza ha la centralità, anche le altre metodologie che propongo e che si rifanno all'espressione
artistico-relazionale e al couseling sono sempre impostate su un approccio che riporta alla visione e allo stile di conduzione della Biodanza che oggi sempre più gode di ulteriore conforto dalle scienze e da un nuovo modo di intendere la psicologica.

Conferenza

il 29 ottobre, alle 17:30

Palazzo Ducale Sala del Minor Consiglio

Piazza Matteotti, 9

Psicologia positiva, il nuovo orizzonte

Imparare la felicità?

Luigi Anolli, Gian Vittorio Caprara, Chiara Ruini - Modera: Antonella Delle Fave

Da 16 anni
La psicologia positiva rappresenta un autentico capovolgimento di prospettiva della psicologia. Si propone infatti come obiettivo principale la comprensione di cosa renda la vita "felice", privilegiando interventi finalizzati alla mobilizzazione di abilità e risorse personali.
È oggi in atto un
grande processo di esplorazione delle nuove possibilità conoscitive, sperimentali e tecnologiche derivate dalla psicologia positiva. Per esempio, sono state identificate delle differenze di carattere culturale nella percezione dello stato di benessere, e nella stessa definizione di felicità.
Anche
l'età gioca un ruolo importante: uomini e donne, in diverse fasi della vita e della vita lavorativa, dall'adolescenza all'età avanzata, interpretano e valutano in modo diverso le emozioni positive, lo sviluppo di risorse e competenze e la costruzione di significati, e rispondono in modo a volte molto differente alle strategie di applicazione della psicologia positiva e di apprendimento del benessere in ambito scolastico, clinico e del benessere organizzativo in ambito lavorativo. La "gioia di vivere", dunque, anche se può essere raggiunta e conquistata attraverso percorsi molto diversi fra loro, resta comunque un traguardo alla portata di chiunque.

Biografie

Luigi Anolli, Professore ordinario di Psicologia della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano Bicocca. Le attuali linee di ricerca riguardano tre ambiti distinti ma interdipendenti: la comunicazione, la cultura e le emozioni. Ha sviluppato nuovi indirizzi di ricerca nell'ambito della psicologia positiva, con particolare attenzione all'ottimismo, dal suo costrutto teorico alle sue possibili applicazioni in diversi settori dell'esistenza umana.

Gian Vittorio Caprara, Professore ordinario di Psicologia della Personalità e Preside della Facoltà di Psicologia 2 della Sapienza, Università di Roma. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche e di numerosi volumi su temi attinenti lo sviluppo ed il funzionamento della Personalità.

Chiara Ruini, docente di Applicazioni cliniche della psicologia positiva, Facoltà di Psicologia, Università degli Studi di Bologna. Gli interessi di ricerca vertono sul ruolo del benessere psicologico nell'equilibrio salutemalattia, sull'utilizzo della well-being therapy in ambito clinico e scolastico, sui correlati psicologici delle malattie endocrine e sull'approccio alla sintomatologia residua di disturbi ansiosi e depressivi nella pratica medica.

Antonella Delle Fave, Professore ordinario di Psicologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. Presidente della International Positive Psychology Association (IPPA). I suoi interessi di ricerca vertono sulla qualità dell'esperienza, sul funzionamento ottimale e sulla promozione del benessere psicologico in ambito medico-clinico e a livello transculturale.

 www.festivalscienza.it

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01 ottobre 2010

Albert Bandura, Modeling e aggressività

27zi0if.jpgAlbert Bandura è noto per la Teoria dell'Apprendimento Sociale, il concetto di Modellamento (Modeling) e di Autoefficacia (Self Empowerment).
Uno dei punti centrali della sua teoria è appunto quello di Modeling e cioè il processo di apprendimento che si attiva dall'osservazione del comportamento di un altro individuo che assolve la funzione di modello.

Molto noti sono gli esperimenti sull'aggressività che fece con "Bobo doll", la bambola Bobo, dove dimostrò che il comportamento aggressivo può essere modellato e cioè appreso per imitazione.

L'esperimento conisteva nel formare tre gruppi di bambini in età prescolare e procedette in questo modo:

  • nel primo gruppo inserì uno dei suoi collaboratori che si mostrò aggressivo nei confronti di un pupazzo gonfiabile chiamato Bobo. L'adulto picchiava il pupazzo con un martello gridando: «Picchialo sul naso!» e «Pum!».
  • nel secondo gruppo, quello di confronto, un altro collaboratore giocava con le costruzioni di legno senza manifestare alcun tipo di aggressività nei confronti di Bobo.
  • infine, il terzo gruppo, quello di controllo, era formato da bambini che giocavano da soli e liberamente, senza alcun adulto con funzione di modello.


In una fase successiva i bambini venivano condotti in una stanza nella quale vi erano giochi neutri (peluche, modellini di camion) e giochi aggressivi (fucili, Bobo, una palla con una faccia dipinta legata ad una corda).

 

Bandura poté verificare che i bambini che avevano osservato l'adulto picchiare Bobo manifestavano un'incidenza maggiore di comportamenti aggressivi, sia rispetto a quelli che avevano visto il modello pacifico sia rispetto a quelli che avevano giocato da soli.

Da questi esperimente nasceva la teoria dell'apprendimeto sociale

 
Da vedere i filmati fatti su su queste ricerche

 

 

A questo punto possiamo trarre da noi le conclusioni sulla responsabilità che hanno gli adulti nei confronti delle nuove generazioni.

 

 

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25 giugno 2010

Enneagramma ed Enneatipi

Enneagramma_tipi.jpgL'origine dell'Enneagramma è antichissima e molto probabilmente la matrice proviene dal misticismo medio-orientale e dal mondo sufi.
Da sempre tramandato per via orale è uno strumento che cerca di indagare sulla personalità ed il carattere degli individui. Nonostante le origini remote, e appunto non trasmesse in forma scritta,
 questo insegnamento è giunto intatto fino ai nostri giorni e negli ultimi anni ha raggiunto un livello altissimo di interesse attraverso libri, corsi e seminari.

Solo dagli anni '50 è apparso qualcosa di scritto e la conoscenza e diffusione di tale metodo è dovuto principalmente alle ricerche di Gurdjieff, Ichazo e Naranjo.

Anche all'interno dei miei corsi di Olodramma inserisco spesso questo strumento come base di partenza per poi andare ad esplorare il mondo interiore dei partecipanti attraverso le tecniche tipiche del metodo.

Una sintesi chiara sull'Enneagramma per chi non lo consoce per nulla si può trovare su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Enneagramma

Di seguito segnalo uno schema molto sintetico e preciso dei nove Enneatipi secondo le ricerche di Helen Palmer, come si vede ogni Enneatipo parte da un lato ombra della personalità per giungere ad un livello superiore definito "evoluto"

1.  Il Perfezionista. Critico nei confronti di se
stesso e degli altri. E' convinto che ci sia un solo
modo giusto. Si sente moralmente superiore.
Tende a procrastinare per paura di sbagliare. Usa
molto il "si dovrebbe" e il "si deve".

I tipi UNO evoluti hanno un acuto spirito critico e sono dei modelli sul piano etico.

2. L'Altruista. Cerca affetto e approvazione.
Vuole essere amato e apprezzato diventando
indispensabile per gli altri. Si è votato a
soddisfare i bisogni degli altri. Tende a
manipolare le persone. Ha molti tipi di personalità
e ne mostra uno diverso a ogni amico. E1 un
seduttore che non molla.

I tipi DUE evoluti sono veramente altruisti e di sostegno per il prossimo.

3.    L'Organizzatore. Cerca di essere amato per le
sue capacità e realizzazioni. E' competitivo. E'
ossessionato dalla preoccupazione di risultare
vincitore e vive in uno stato di perenne confronto.
E' un campione nell'apparire. Ha una personalità
particolarmente vivace e reattiva. Confonde il
vero io col ruolo professionale in cui si identifica.
A volte si mostra più produttivo di quanto non sia
in realtà.

I tipi TRE evoluti possono essere formidabili trascinatori, buoni organizzatori, promotori competenti e leader di squadre vincenti.

4. Il Genio che tende ad incupirsi. E' attirato
dall'irraggiungibile: l'ideale non è mai alla portata
di mano. Tragico, triste, creativo, sensibile; la sua
attenzione è focalizzata sull'amato assente, sulla
perdita di un amico.

I tipi QUATTRO evoluti hanno uno stile di vita creativo e sono in grado di aiutare gli altri a liberarsi del proprio dolore. Votati a un'ideale di bellezza e a una vita appassionata: la nascita, il sesso, le cose eccitanti, la morte, ecc.

5.    L'Osservatore. Si mantiene a una certa
distanza emotiva dagli altri. Difende la sua
intimità, non si lascia coinvolgere. "Fare a meno
di..." è una sua difesa contro il coinvolgimento. Si
sente svuotato dal coinvolgimento e dalle
richieste degli altri. Suddivide gli obblighi in
settori; mantiene un atteggiamento di distacco nei
confronti della gente, dei sentimenti e delle cose.

I tipi CINQUE evoluti possono essere eccellenti decisionisti, studiosi ben assestati nella loro torre d'avorio o asceti che vivono in semplicità.


6. Il Collaboratore fidato. Timoroso, coscienzioso, tormentato dal dubbio. Portato a rimandare (il pensiero prende il posto dell'azione), ha paura di agire perché esporsi può portare ad essere attaccati. Si identifica con le cause dei deboli, per nulla autoritario, sacrifica se stesso ed è fedele alla causa. Il SEI fobico vacilla, si sente perseguitato e si arrende se messo alle strette. Il SEI controfobico si sente perennemente messo alle strette e allora affronta colui che incute terrore aggredendolo.

I SEI evoluti possono essere ottimi compagni di squadra, soldati leali e buoni amici. Lavorano per una causa con lo zelo con cui gli altri lavorano per l'interesse personale.

7.    L'Incorreggibile ottimista. Peter Pan, l'eterno
fanciullo (puer aeternus). Dilettante, amante
incostante, degustatore superficiale, avventuroso, ha un
approccio da appassionato intenditore nei confronti
della vita. Ha paura di impegnarsi, vuole mantenere
aperte diverse possibilità ed essere sempre di buon
umore. Generalmente è felice, la sua compagnia è
stimolante, ha l'abitudine di iniziare tante cose senza
mai portarle a termine.

I tipi SETTE evoluti fanno ottime sintesi, sono buoni teorici, e tipi illuminati.

8. Il boss. Protettivo all'eccesso, prende le difese di sé
e degli amici; è combattivo, prende il comando, ama la
rissa. Deve dominare. Manifesta apertamente rabbia e
aggressività; ha un profondo rispetto per gli avversari
che resistono e combattono. Cerca il contatto
attraverso il sesso e i confronti faccia a faccia. Ha uno
stile di vita improntato all'eccesso: troppo, troppo tardi
la notte, troppo rumoroso.

I tipi OTTO evoluti sono eccellenti leader, specialmente nel ruolo di antagonisti. Possono difendere con forza altre persone; vogliono rendere la vita sicura ai loro amici.

9. Il Pacifico. Terribilmente ambivalente; considera
tutti i punti di vista; sostituisce i propri desideri con
quelli degli altri e gli obiettivi reali con attività di
secondaria importanza. Tende a stordirsi col cibo, la
TV e il bere. Conosce i bisogni degli altri meglio dei
suoi; tende a prendere tempo tra un'azione e l'altra, non
essendo sicuro se vuole essere qui o no, se vuoi far
parte della squadra o no. E' un tipo simpatico; la rabbia
viene fuori solo indirettamente.

I tipi NOVE evoluti sono eccellenti pacieri, consiglieri, intermediari e ottengono ottimi risultati, quando si prefiggono uno scopo.

 

 

Secondo la ricerca di Claudio Naranjo sull'Enneagramma ogni Enneatipo parte da uno dei sette vizi capitali ai quali aggiungere paura e vanità come si può vedere in questo schema che prende in considerazione anche le relative assonanze

 

enneagramma-2-crescita.jpg

 

infine in questo ultimo schema troviamo le virtù per ogni Enneatipo essendo appunto lo scopo dell'Enneagramma quello di far crescere ed evolvere le persone attraverso la ricerca e la consapevolezza di sè e dei propri atteggiamenti "nevrotici".

enneagramma virtù.jpg

 

Per chi vuole approfondire non mancano di certo dei buoni testi sui quali riflettere.

Buona ricerca

 

 

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