Danza!

 ballerini-africani

Danza, anima mia ricongiunta,

Danza la Vita nel corpo!

Nell’aurora del giorno

sciogli le costrizioni che ti paralizzano

e le catene, i limiti dell’immagine

che ti feriscono nel corpo

per il dovere dell’apparenza.

non si trova la tua bellezza, anima mia.

L’anima è fatta per cantare,

per piangere d’estasi, di gioia,

di godimento per la vicina liberazione.

Danza, mio Amore,

danza, Maria, la Vita

è bella e limpida

come la sorgente d’origine.

Danza, mia vita, la tua provenienza

danza per risvegliare e nutrire tutti i tuoi sensi,

danza per ritrovare la sacra Essenza

del palazzo di un tempo,

per recuperare il senso della vita e l’unità.

Danza, Maria, la vita del corpo

divenuto terra nell’universo.

Nascita e ritorno dell’Alleanza

unificata, ricongiunta, fuoco e fiamma.

Danza, Maria, la Vita!

La condivisione

cambiamento

Tratto dal testo “La naturalezza” di Lao-Tzu

Condivisione

I capi illuminati dell’antichità limitavano ciò che prendevano dai loro sudditi ed avevano tenori di vita moderati. Essi accertavano sempre le entrate annuali prima di prendere qualcosa; misurando le scorte del popolo, raccoglievano le tasse solo dopo aver determinato se c’erano surplus o deficit. Quindi erano capaci di dividere ciò che ricevevano dal cielo e dalla terra, ed evitavano le miserie della fame e del freddo.
La loro compassione per il popolo era tale che non condivano il cibo se nel paese c’era fame, e non indossavano pellicce se il popolo era al freddo. Condividevano pene e piaceri del popolo, cosicché nessuno era triste sulla terra.

I capi ignoranti non sono così: essi prelevano dal popolo senza accertarne le possibilità, prendono dai loro sudditi senza misurare le scorte. Uomini e donne non possono arare e tessere, perché devono soddisfare le richieste dei capi; la loro forza si esaurisce, il loro benessere diminuisce; la mattina non sanno se arriveranno a sera. I capi e i sudditi si odiano a vicenda.

La vita umana è tale che se un uomo coltiva un acro e mezzo e raccoglie cinquecento libbre di cereali, allora la sua famiglia può mangiare. Se capita un anno cattivo e non c’è niente da dare al governo, allora un buon capo sarà compassionevole. Se capi avidi e nobili crudeli dissanguano i sudditi per soddisfare i propri desideri senza fine, allora il popolo non parteciperà all’armonia del cielo e alle benedizioni della terra.

Ambiente arricchito e Biodanza

ambiente arricchito.jpg

I progressi sperimentati nelle neuroscienze hanno un grande valore per i sistemi di sviluppo umano e confermano la metodologia di Biodanza.

Molti studi hanno dimostrato infatti che la stimolazione ambientale induce risposte di plasticità nel cervello adulto. Gli scienziati propongono il concetto di “ambiente arricchito”.

In Biodanza usiamo il concetto di “eco-fattori positivi” come categorie specifiche per arricchire l’ambiente in aspetti definiti tali come autoregolazione, piacere, innovazione, legame amorevole ed espansione della coscienza. 

 

Ecco cosa dice la scienza a riguardo:

http://www.treccani.it/enciclopedia/ambiente-e-cervello_(Dizionario-di-Medicina)/

 

Conferenze sulle biodiscipline presso Regione Liguria

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Il Coordinamento Ligure Discipline Olistiche offrirà una serie di conferenze presso la sala A della sede delle Regione Liguria. 

 
Il mio  intervento sul tema:
“Psicologia del Benessere e Discipline Bionaturali” è previsto per mercoledì 20 novembre alle h.14.30

 

 


 

 

CALENDARIO INCONTRI SALA A REGIONE LIGURIA

Incontri aperti a tutti

 

2 Ottobre 2013
ore 13:30 – 14:00  Apertura dei lavori

ore 14:00 – 14:30 ” Fiori di Bach per il Benessere “
Dott.ssa Laura Strazzeri Scuola Superiore di Naturopatia e Floriterapia di Genova

ore 14:30 – 15:00  ” Meditazione, nutrimento per il corpo e la coscienza “
L’ importanza della spiritualità ( incontro esperienziale ) Alberto Roti A.S.Y.E Arte – Shiatsu – Yoga – Energetica

10 ottobre 2013
ore 14:00 – 15:00 “Chi sono io? Yoga ed Ayurveda, vie di autoconoscenza”
Daniela Trogu e Roberto Zambrenti Ass. Culturale Atman

23 Ottobre 2013
ore 14:00 ” Shiatsu : Ben-essere al lavoro “
Guido Bagni e gli operatori di Accademia Italiana Shiatsu-do

6 Novembre 2013
ore 14:00 – 14:30“Biodanza e Principio Biocentrico”
Teresa Marino e Pierantonio Serra La Vita al Centro a.s.d

ore 14:30 – 15:00 “ Tocco per il benessere”
Conoscere se stessi attraverso il contatto e il movimento armonioso ( incontro esperienziale ) Marina Bernardotti e Paola Maliverni Associazione Meridiana

20 Novembre 2013
ore 14:00 – 14:30” L’ importanza della conoscenza di sé e della comprensione degli altri”
Maura Amelia Bonanno Enneagramma Integrale

ore 14:30 – 15:00” Psicologia del benessere e discipline bionaturali”
Riccardo Cazzulo Associazione Biodanzando 



Noam Chomsky dalla psicolinguistica alle 10 strategie della manipolazione

psicologia,psicotecnologie,società,culturaDurante i miei studi in campo psicologico ho avuto modo di apprezzare l’opera del grande linguista americano Noam Chomsky creatore della psicolinguistica.
I suoi studi e le sue ricerche in questo campo portarono ad una radicale rottura verso il comportamentismo, infatti secondo Chomsky nell’uomo il linguaggio ha una base innata,  la sua “teoria generativo-trasformazionale” si basa su due punti cardine:

1. Il linguaggio verbale è un comportamento specie-specifico dell’uomo basato su strutture biologiche innate tipiche della specie umana postulando l’esistenza di un “dispositivo per l’acquisizione del linguaggio” appartenente alla sola specie umana
2. Il comportamento linguistico è legato a due aspetti distinti: quello della competenza e quello dell’esecuzione. Ogni essere umano ha nella propria mente le regole per creare frasi “ben formate” e quelle per trasformarle nelle varie forme (interrogativa, negativa, affermativa etc.)

I suo studi in questo ambito si svilupparono ulteriormente

http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky

http://www.chomsky.info/

rilevante fu inoltre il suo impegno politico.
Partendo proprio dalla psicolingusitica i suoi studi lo portarono ad indagare su come i sistemi di potere utilizzano il linguaggio e l’informazione di massa per manipolare l’opinione pubblica.

Tra le sue opere più interessanti segnalo “La fabbrica del consenso”


Noam Chomsky ha elaborato quelle che definisce le dieci strategie della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i mass media, eccole:

1-La strategia della distrazione 
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere a l’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Segnalo anche il film-documentario sempre relativo a “La fabbrica del consenso”

 

http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

http://eccocosavedo.blogspot.it/2010/10/le-10-strategie-della-manipolazione.html

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Lectio Magistralis di Gianroberto Casaleggio sulle piscotecnologie applicate alla politica e alla democrazia diretta

psicotecnologie, cambiamento, culturaNei mesi scorsi avevo iniziato a postare alcuni articoli inerenti alle psicotecnologie che, con l’estate di mezzo e a causa di molti altri impegni, non ho ancora sviluppato negli ulteriori punti che mi ero ripromesso.

Sull’onda della pubblicazione dell’intervento di Gianroberto Casaleggio al forum Ambrosetti dell’8 settembre a Cernobbio, a mio parere una lectio magistralis su questo tema, mi impegno di riprendere al più presto il filo del discorso interrotto.

A questo tag i precedenti articoli sul tema 

http://biodanzando.myblog.it/psicotecnologie/#.UjNeudK-1CQ

 

 

 

Thomas Sankara – Il discorso sul debito 29 Luglio 1987

 

sankara

A distanza di ventisei anni l’intervento di Sankara è ancora attuale non solo dal punto di vista del popolo africano ma persino in riferimento alla natura della crisi che stiamo vivendo di questi tempi.

 

Thomas Sankara fu il 1° Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987 uno dei paesi più poveri al mondo.

Con la rivoluzione del 4 agosto 1983 l’Alto Volta divenne “Burkina Faso” letteralmente “Paese degli uomini integri”.

La sua storia e la sua opera, rappresentano esattamente ciò che dell’Africa non si vuole più far sapere. Thomas Sankara era l’Africa che parlava, denunciava, lottava, costruiva. I suoi discorsi all’ONU rimangono ad oggi i più taglienti, acuti e critici che mai un capo di Stato africano abbia avuto la forza e la coerenza di pronunciare e il suo pensiero e la sua esperienza hanno più che mai significato e valore per l’Africa e per il mondo intero.

Thomas Sankara tenne fede al nome dato al suo paese. Fu il Presidente più povero del mondo, proprietario di una Renault 5, una bicicletta, una moto, libri, due chitarre e un piccolo appartamento con un mutuo che non finì mai di pagare. “Non possiamo essere la classe dirigente ricca di un paese povero” sosteneva “Se il popolo muore di fame non si ha il diritto di sperperare”……. “Occorre scegliere se bere champagne o dare l’acqua potabile a tutti”. Lottò contro la corruzione, ridusse al minimo i costi della politica e avviò un sistema diretto di amministrazione locale comunitaria con cui fece crescere la partecipazione pubblica dei cittadini.

Per non far morire il suo popolo di fame, si è battuto per la “cancellazione del debito” si rifiutò infatti (unico Stato Africano), di pagare il debito estero e fece a meno delle sovvenzioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario che allora esigevano in cambio di aiuti, venissero effettuate scelte che non corrispondevano ai bisogni reali del Paese.

Costruì centri sanitari in ogni villaggio (l’Unicef definisce la campagna di vaccinazione effettuata sui bambini la più grande registrata nel mondo) e cantieri per opere idrauliche (istituendo il Ministero dell’Acqua), attuò programmi di riforestazione per fermare il deserto diffondendo una cultura di rispetto per l’ambiente e promuovendo l’autosufficienza alimentare nelle produzioni locali, riuscì a garantire due pasti al giorno e dieci litri di acqua per tutti.

In quattro anni risollevò l’economia del Paese.

Parlò alla sua gente di dignità e di fierezza istituendo programmi di alfabetizzazione per bambine/i e adulti e programmi di coscientizzazione per i militari perché sosteneva che “Un militare senza coscienza non è altro che un potenziale pericoloso assassino armato”. Invocò il disarmo globale per un mondo libero da guerre.

Per le donne ebbe un’attenzione particolare riconoscendo nella loro condizione una schiavitù aggravata dalla secolare dominazione maschile. Riformò il codice di famiglia, condannò la prostituzione promuovendo progetti di uscita e reinserimento lavorativo per le donne che ne erano vittime. Condannò e vietò le pratiche tradizionali di mutilazione genitale. Ben 12 donne furono Ministri all’interno del suo governo.

Denunciò la piaga dell’aids e il rischio che comportava per l’intero continente africano, nel lontano 1984, quando anche in Europa l’argomento era ancora tabù. Ebbe il coraggio di inventare nel Paese più povero d’Africa i festival artistici più importanti del continente, tra i quali il Fespaco, ancora oggi il più importante appuntamento di cinema africano al mondo.

Qualcuno dice avesse fretta. Aveva fretta per il ritardo accumulato dal suo paese, aveva avviato un processo inarrestabile, voleva risanare tutto. Rigoroso in tutto ciò che faceva, si era addossato la responsabilità per far uscire la Comunità da una situazione disastrosa, dove l’incapacità e l’imbroglio si tenevano per mano.

Aveva fretta forse perché era cosciente che non l’avrebbero lasciato vivere abbastanza.

Thomas Sankara fu assassinato all’età di 38 anni, il 15 ottobre 1987, assieme ad altri dodici uomini. I loro corpi furono gettati in una fossa comune e ancora non è certo se lui riposi in una di quelle tombe, nel cimitero incolto di Dagnoën alla periferia di Ouagadougou, dove nei pressi ora sorge una discarica.

Con la Comunicazione CCPR/C/80/D/1159/2003 nel 2006, il Comitato dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ha obbligato il Governo del Burkina Faso a far luce sulle circostanze della sua morte, precisando che la mancata osservanza di questo obbligo costituisce un “attentato alla sua dignità”.

 

Il dossier è ancora aperto, la famiglia, la CIJS (Campagna Internazionale Giustizia per Sankara) e noi tutti attendiamo giustizia. È compito di tutti far entrare Thomas Sankara nella memoria collettiva.

 

http://www.sankara.it/sank_resist.pdf