Su Luigi Pirandello

 

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Mi affascina Pirandello oltre che come grandissimo autore nel panorama della letteratura italiana, anche come stimolo alla riflessione sulla maschera sociale nei percorsi di gruppo che propongo con lo stage di Biodanza “Dalla maschera allo smascheramento”, con l’estensione in “Biodanza e Teatro Sociale” oppure nei workshops di Olodramma o TeatroDanzaTerapia per i quali mi sono spesso ispirato a Pirandello per il titolo degli stessi (Il giuoco delle parti – Uno, nessuno e centomila).
Queste sono solo alcune riflessioni e appunti >>


http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello

 http://www.pirandelloweb.com/

Teatro Sociale al Politeama Genovese

 

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Martedì 14 giugno alle ore 21,00

al Teatro Politeama Genovese

 

Il teatro dell’Ortica produce

 

Stranità di Genova  e isola selvaggiastra di Cairo Montenotte

in “viaggi sospesi”

 

Uno spettacolo in cui  attori professionisti, studenti, operatori sociali e  quelli che vengono chiamati o additati come“pazienti psichiatrici” si ritrovano inseme a lavorare su un palco, in quanto attori e cittadini , fuori da altri schemi e convenzioni. E soprattutto lontano dallo sguardo stigmatizzante.

Uno spettacolo intorno al concetto di viaggio, inteso come metafora della vita, come ricordo, come memoria storica, ma anche come spostamento-trasferimento, come meta da raggiungere, come aspettativa futura, come percorso .

Uno spettacolo in cui 40 attori si esibiscono e si espongono mostrando la libertà del teatro, sapientemente sostenuti e accompagnati dalla mano della regista Anna Solaro .

Un teatro  che vuole essere integrazione, e inclusione sociale che vuole mostrare come attraverso la relazione e la libera espressione  di sé si possano creare persone e contesti sociali migliori.

Questo è il teatro sociale: un teatro che non ha paura di misurarsi con il nuovo e con il diverso e che non teme il giudizio artistico, perchè sa di essere parte di un percorso di vita che è anche percorso artistico

 

                  Il Direttore Artistico del Teatro dell’Ortica Mirco Bonomi

Teatro di Ricerca a Genova dal 19 marzo al 8 maggio 2011

Logo-nero.jpgTESTIMONIANZE RICERCA E AZIONE 2011

si tratta della seconda edizione della rassegna di Teatro di Ricerca che si terrà a Genova per 50 giorni dal 19 marzo al 8 maggio 2011 a cura di Teatro Akropolis

Un contenitore all’interno del quale si alterneranno spettacoli, laboratori e incontri.
Luogo in cui il teatro è opportunità di conoscenza, straordinaria occasione per capire meglio se stessi e le cose. Un luogo di incontro per persone e gruppi provenienti da storie, nazioni e tracciati differenti, che si ritrovano per testimoniare la loro unicità manifestandola a tutti coloro che vi si accostano con la gioia e la consapevolezza di farlo.

Tra i tanti ospiti ed eventi da non perdere il Living theatre, il Workcenter di Jerzy Grotowsky e Thomas Richards, il Balletto Civile e molti altri protagonisti di massimo rilievo nel panorama intenazionale del Teatro di Ricerca

questo link  la brochure con il programma completo e questo è il sito del Teatro Akropolis con tutte le informazioni dettagliate sull’evento.

http://www.teatroakropolis.com/TRA2011/index2.php

 

 

 

Teatro di Narrazione

 

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Il Teatro di Narrazione ha tra i suoi precursori Marco Baliani che in questo video esprime l’idea secondo la quale il racconto è l’antagonista all’overdose di immagini

 

 

 

In questo altro video un servizio sul famoso spettacolo relativo all’omicidio Moro

 

 

Altro capostipite del Teatro di Narrazione è Marco Paolini molto conosciuto al grande pubblico sopratutto per lo spettacolo “Il racconto del Vajont”

 

Questo è l’inizio, per chi interessa su You Tube si può guardare l’intero spettacolo 

 

 

Infine per citare il terzo dei più noti autori di Teatro di Narrazione ecco un brano divertente di Ascanio Celestini. Proprio in questi giorni sta per diventare un film il suo spettacolo “Pecora nera”.

 

 

Da www.ascaniocelestini.it/

Ascanio Celestini sta preparando la sua “opera prima” cinematografica tratta dal suo libro “Pecora nera”. La sceneggiatura è firmata da Wilma Labate, Ugo Chiti e lo stesso Celestini.  

Primo ciak il 15 marzo 2010.

 

 

«Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo».

Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di «manicomio elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, «i favolosi anni Sessanta», e il mondo che lui vede dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura

 

«Non si sa se ridere o piangere, ma non importa niente. In questa compresenza assoluta di comico e di tragico si ritrova incarnata la grande modalità tragica moderna».  

Edoardo Sanguineti.

 

 

 

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L’arlecchino di Enrico Bonavera a La spezia

Assolutamente da non perdere nell’ambito del Festival Teatrale Nazionale TEATRIKA  che si sta concludendo a Castelnuovo Magra (sp) lo spettacolo

 

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“I SEGRETI DI ARLECCHINO”

Incursione guidata nel mondo della Commedia dell’Arte
di e con Enrico Bonavera

 

La Commedia dell’Arte è all’origine del Teatro Europeo Moderno. A lei devono il proprio mestiere Molière, Shakespeare, Lope de Vega, Goldoni… Al suo nome si associa subito – anche se in maniera non del tutto esatta – l’ immagine di un teatro di Maschere, e la Maschera ne è a tutt’oggi l’Icona. Ma la maschera – questo strumento di magia che ci giunge in realtà dai tempi ben più remoti della preistoria, attraverso il teatro greco e latino – è anche il simbolo stesso dell’arte dell’attore che, a seguito di un lungo apprendistato psicofisico, moltiplica la propria personalità, o forse “rinuncia” ad essa, per dare vita ad altri e diversi personaggi.

 

 

ENRICO BONAVERA, un attore completo.

Enrico Bonavera è nato a Genova nel 1955. Da più di trenta anni lavora per il Teatro con una concezione completa del Mestiere e dell’Arte. Oltre che attore, infatti Bonavera è autore, regista e docente.  […..]

Oggi la sua fama internazionale è dovuta ai ruoli di Brighella e Arlecchino nel celebrato “Servitore di due padroni”, lo spettacolo cult diretto da Strehler, che ancora vive grazie al Piccolo di Milano e al grande Ferruccio Soleri, di cui Bonavera è diventato l’erede naturale, quindi Enrico Bonavera è il nuovo Arlecchino nella Storia del Teatro. Ha calcato i palcoscenici del mondo intero, perchè le tournee di Arlecchino lo hanno portato, oltre che in tutta Europa, in Asia, America, Africa e Oceania.   […..]

Le dimostrazioni di lavoro, che sono in realtà sempre lezioni e spettacoli, sono ideate e realizzate da lui stesso. Da docente vanta numerose docenze: Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova […..]

 

Le altre informazioni sulla spettacolo, il festival e l’autore a questo link
http://www.teatrika.it/festival/dettaglio-programma/6-i-segreti-di-arlecchino.html

 

un precedente post sullo stesso tema
http://biodanzando.myblog.it/archive/2008/12/22/arlecchino-ferruccio-soleri.html

 

 

www.biodanzando.it

Manifestazioni di Teatro Sociale a Genova – Maggio 2010

ortica.jpg Il Teatro dell’Ortica è lieto di invitarvi alle manifestazioni che si terranno nei prossimi giorni a Genova e che sono una testimonianza tangibile di un lavoro in difesa degli emarginati, e nello specifico di lotta allo stigma e alle barriere psichiatriche che impediscono processi di integrazione sociale. Il Teatro dell’Ortica da più di 10 anni si occcupa di Teatro Sociale, cioè di quel teatro che interviene direttamente nei luoghi dell’educazione, della riabilitazione, fra i soggetti deboli della società rendendoli protagonisti in positivo. Nello Specifico il gruppo “Stranità” raccoglie attori , operatori socio sanitari, volontari e persone seguite dalla salute mentale, che in un percorso di iTeatro integrato portano in scena laboratori e spettacoli coinvolgendo la cittadinanza e rendendo il Teatro uno strumento “vivo”, uno strumento di lotta all’emarginazione sociale e di promozione culturale per i cittadini

 

 Sabato 22 Maggio 2010 ore 21,00

TEATRO DUSE

VVia Nicolò Bacigalupo, 6  Genova

Il gruppo teatrale

STRANITÀ

presenta

Luoghi e non luoghi… sognanti

 

  

 Dedicato a Rinaldo Bacigalupo

Invasioni Teatrali Itineranti

Esperienza di teatro sociale volta alla creazione di luoghi sognanti, di spazio, di desiderio e di incontro

INGRESSO A OFFERTA LIBERA
Con il patrocinio della Regione Liguria

  

Ci sono luoghi nei quali ci sembra sempre di essere a casa. Sono i posti in cui, anche se ci capitiamo per la prima volta, percepiamo una familiarità umana che ci fa sentire parte del mondo.
Ci sono, poi, luoghi dove riesce difficile sentirsi persone, dove passano sensazioni di indifferenza e di forte vulnerabilità. Questi sono i non-luoghi, posti in cui ci si sente lontani dagli altri, ma anche da se stessi.
È necessario fare quadrato contro la tendenza diffusa di de-personalizzare le nostre città, se non altro per conservare in noi la certezza che i posti dove viviamo sono, soprattutto, luoghi dell’anima.

Il Laboratorio Stranità nasce nel 1997 dalla collaborazione fra il Centro Italiano Reinserimento Sociale e la ASL3 Genovese. Successivamente si associano l’Ass. Nuovo C.I.E.P. e il Teatro dell’Ortica.
PRODUZIONI TEATRALI
1998 “Monologhi, dialoghi e quisquilie”
2000 “Teatriamo”
2001 “Stranità”
2003 “Il viaggio delle cose”
2004 “Lavori in corso”
2005 “Lezioni di Teatro”
2006 “Voci degli alberi”
2009 “Luoghi e non luoghi… sognanti”
per informazini :Teatro dell’Ortica – Via Allende, 48 – Genova
tel. 010 8380120 
www.teatrortica.it  info@teatrortica.it 

 

26 Maggio 2010

Serata-evento dal titolo: LE BARRIERE IN PSICHIATRIA

Obiettivo della manifestazione: sensibilizzare la cittadinanza in  merito alle problematiche della malattia psichiatrica, combattere lo stigma e l’esclusione dei pazienti e favorire la conoscenza delle realtà di associazionismo in questi settori.

Si propone una serata che costituisca già nella sua organizzazione un superamento a quelle barriere contro cui troppo spesso incappa chi è affetto da disturbi psichiatrici; a partire dall’informale momento di accoglienza che precede l’inizio dei lavori fino ad arrivare all’abbattimento della struttura distanziata e della normale comunicazione frontale dei convegni cui si è solitamente abituati e anche grazie alla metafora teatrale e alla sua leggerezza, questi importanti temi sociali saranno trattati con una particolare attenzione  a instaurare un clima di vicinanza e caratterizzando la serata come vero e proprio luogo di incontro.

Di fondamentale importanza sarà, lungo tutta la serata, la presenza attiva e protagonista dei pazienti psichiatrici, coinvolti come teatranti, per la regia di Anna Solaro del Teatro dell’Ortica, preparati a seguito di attività e corsi teatrali laboratoriali in cui i pazienti di molte zone della Liguria sono regolarmente impegnati ogni settimana nelle loro differenti realtà. Saranno infatti coinvolti per Genova pazienti attori del Circolo Lugli dell’Alfapp e di Stranità; da Sarzana arriverà il gruppo IPERTESI, da Imperia I VIAGGIATORI SOGNANTI e  la Comunità Terapeutica Praellese, per un totale di una quarantina circa di pazienti attori sulla scena.

 

Programma della serata:

18:  accoglienza sui generis con musica e poesia. L’evento è già nell’accoglienza.

18.30: inizio dei lavori, tavola rotonda informale con

1.      Dr. Ferrannini (salute)

2.      Ass. Papi (promozione sociale)

3.      Donata Bonometti (psichiatria e media)

4.      Un rappresentante degli industriali (lavoro)

Gli interventi dei relatori consisteranno in risposte istituzionali a problematiche sollevate e introdotte da brevi sketches interpretati dai pazienti attori dell’Alfapp di Genova, del gruppo Ipertesi di Sarzana e Stranità di Genova, coordinati sulla scena dalla Dr.ssa Amelia Gaetti, psicologa e teatrante.

I nodi focali che vorranno essere discussi sono stati così individuati (e qui segnalati tra parentesi vicino al soggetto che ne verrà interrogato): casa, malattia, lavoro, relazione terapeutica, stigma e esclusione, sogni e desideri dei pazienti, diversità, necessità di cambio di sguardo sul paziente.

19.30        circa: buffet

20.30-22.00: Momento teatrale che, grazie al gruppo integrato I viaggiatori sognanti della provincia di Imperia e Stranità di Genova,  per la regia di Anna Solaro del Teatro dell’Ortica, introdurranno le ultime due importanti riflessioni relative alle problematiche dei diritti dei pazienti psichiatrici e della loro esclusione, nonché dello stigma nei loro confronti del paziente psichiatrico, rispettivamente affrontate da:

5.      Dr.ssa Adelia Campostano (diritti del malato)

6.      Don Gallo (stigma, esclusione)

La chiusura della serata sarà quindi riservata a Don Gallo.

Durante la serata verranno distribuite le rose di carta preparate dalle mamme dei ragazzi del Circolo Lugli e dalle associazioni della rete di psichiatria di Genova. La serata è a ingresso gratuito con offerta libera.

Prenotazione obbligatoria  nei pomeriggi feriali dal 17 al 25 maggio

dalle 16 alle 18 al numero 010 540740 o via mail a alfapp.ge@libero.it  

 

 

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Dalla Biodanza al Teatro Stabile di Genova

Tutto è iniziato con un laboratorio di Biodanza all’interno del Ceis e si è concluso al Teatro Stabile di Genova “Eleonora Duse”.

Ho usato il termine concluso non per sottolineare la fine di un viaggio, che invece sono certo saprà continuare a rinnovarsi senza perdere il piacere che solo il viaggiare senza una meta precisa sa donare al viandante curioso, ma perchè un ciclo si è concluso. Tutto ciò che appartiene alla vita ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Nulla è per sempre e chi cerca certezze a tutti i costi per la paura di vivere il proprio viaggio è destinato a soffrire molto più di chi scivola in un evitabile incidente di percorso.

E’ stato un ciclo durato tre anni, nato con il primo laboratorio di Biodanza che dopo i primi momenti si è integrato al Teatro Sociale e fu subito amore…..un amore che partorì il primo spettacolo all’interno della comunità, un vortice  inatteso di emozioni per i ragazzi, per i parenti e per gli operatori che solo chi lo visse in prima persona sa di cosa sto parlando.

L’anno seguente incontrai la collaborazione attiva di Ornella che integrò le sue competenze di operatrice della comunità, che mise a disposizione durante tutto il primo anno, con quelle del Teatro Sociale e iniziò a prendere per mano anche attraverso il laboratorio il “suo gruppo” di ragazzi alla ricerca di loro stessi.
Attraverso questa collaborazione nacque un nuovo spettacolo frutto di un avvincente, e a tratti faticoso, laboratorio con i ragazzi che si alternavano  nel loro viaggio di vita all’interno della comunità e questa volta lo spettacolo si tenne non solo all’interno del Ceis ma qualche mese dopo venne anche portato all’esterno presso il Teatro San Giovanni Battista di Sestri Ponente.
Un messaggio di speranza rivolto all’esterno e un’emozione incredibile per i ragazzi-attori che sentivano ulteriormente crescere la propria autostima e il senso del valore di se.

Infine in questo terzo anno il testimone è passato del tutto nella mani di Ornella che vive ogni giorno l’impegnativa realtà della vita di comunità e del programma di riabilitazione che è al centro di tutto il processo di recupero.
Altro laboratorio, altro viaggio interiore e relazionale e terzo spettacolo all’inteno della struttura lo scorso settembre, ma questa volta c’è qualcosa di più grande nell’aria, c’è la possibilità di respirare la fragranza di un teatro vero, il Duse una delle sedi del Teatro Stabile di Genova. Gli spettatori saranno gli studenti delle scuole genovesi che collaborano con i progetti di prevenzione, gli insegnanti, gli educatori e gli addetti ai lavori.

Un grande teatro di 480 posti, un vero sipario, un impianto luci inimmaginabile fino al giorno prima delle prove e poi i tecnici che di solito lavorano per i grandi attori tutti a completa disposizione, insomma un sogno!
E infine questa mattina lo spettacolo, tutto esaurito, una scarica di emozioni per attori, parenti, educatori ma soprattutto per i tantissimi adolescenti dapprima perplessi e rumorosissimi, poi incuriositi e infine letteralmente conquistati dalla compagnia de “Le foglie di Trasta” che li ha saputi far divertire, emozionare e riflettere passando loro un grande messaggio di connessione alla vita attraverso la leggerezza di un musical.

Insomma un grande successo per tutte le componenti.

Una società che cerca di integrare i più deboli dando loro voce concedendogli una grande ribalta………. una società che sa cogliere la loro voglia di trasformare il buio del passato in una luce per il futuro dialogando con i  giovanissimi è una società che sicuramente sta cercando nuove strade per un futuro migliore. 

Grazie a tutti, è stata una mattina molto speciale.

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Oltre il muro. Tutto il teatro in un manifesto – Genova Palazzo Ducale

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Ieri sono stato all‘apertura della mostra “Oltre il muro. Tutto il teatro in un manifesto. Polonia 1989-2009 e Europa Verticale”  a Palazzo Ducale, l’ingresso e libero ed è decisamente da vedere per la qualità ed i simbolismi dei manifesti d’artista che promuovono gli spettacoli teatrali in Polonia prima dell’avvento dei personal computer.

A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, Palazzo Ducale ospiteà dal 28 maggio al 30 agosto il progetto Oltre il muro. Tutto il teatro in un manifesto. Polonia 1989-2009 e Europa Verticale con fotografie di Monika Bulaj e disegni di Paolo Rumiz.

La rassegna, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con l’Istituto polacco di cultura e il Goethe-Institut Genua, è curata da Sergio Maifredi e Corrado d’Elia, direttori di Teatri Possibili Liguria, con la consulenza scientifica di Pietro Marchesani e l’allestimento di Danièle Sulewic.

Oltre 200 manifesti d’artista, filmati, scenografie e manichini prestati dal Nowy Teatr di Poznan presentano uno spaccato dei cambiamenti avvenuti nella società e nella cultura polacca dopo la caduta del Muro di Berlino. Una scelta non casuale: in Polonia, dalla fine dell’800 il manifesto per le rappresentazioni teatrali realizzato da artisti noti, oltre a essere un modo di fare arte, di grande tradizione, consentiva a intellettuali non allineati di comunicare e esprimersi superando i rigidi confini espressivi della censura. Dopo la caduta del Muro, questa tradizione grafica sviluppa nuove energie e linguaggi personalissimi. I manifesti teatrali polacchi, prodotti in pochi esemplari e utilizzati solo all’interno del teatro stesso, non usano un linguaggio pubblicitario, ma sono vere e proprie opere realizzate da artisti, come Wieslaw Wałkuski, Wiktor Sadowski, Rafal Olbinski, Stasys Eidrigevicius e altri, tutti ormai noti a livello internazionale.

Sempre nell’Appartamento del Doge, quale introduzione alla mostra, viene presentato l’affascinante reportage fotografico Europa verticale, un viaggio per immagini di Monika Bulaj e Paolo Rumiz, frutto della spedizione lungo l’asse Mar Bianco – Mar Nero, che la fotografa antropologa ha intrapreso insieme al giornalista de la Repubblica. Novanta foto circa, con disegni e scritti di Rumiz, l’allestimento curato da Aleksander Masseroli, ci raccontano luoghi lontani e ai più sconosciuti e ci consentono una maggior comprensione di quelle culture e di quei popoli, la cui immagine è troppo spesso legata a stereotipi.

Scarica il pieghevole

E’ morto Augusto Boal

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Si è spento alcuni giorni fa all’età di 78 anni Augusto Boal l’amato creatore del Teatro dell’Oppresso (Tdo) e di tanti altri sviluppi del teatro come strumento di pace, democrazia e salvaguardia dei diritti umani (teatro forum, teatro legislativo etc.).

E’ stato il più importante fautore di un teatro politico ed era ambasciatore mondiale del teatro per conto dell’Unesco.

 

“Aveva 78 anni. Fondatore del Teatro dell’Arena di San Paolo del Brasile, attore e regista, autore di diverse opere teatrali con Chico Buarque, Boal e’ stato il ‘gigante’ del teatro latinoamericano, da lui teorizzato sulla linea delle intuizioni del pedagogista brasiliano Paulo Freire, autore di ”La pedagogia degli oppressi”, e raccogliendo anche alcune istanze proprie della teologia della liberazione.”

 

 

 Chi desidera conoscere meglio Augusto Boal ecco un’intervista del 2007 pubblicata ieri da Democracy Now

 

 http://www.democracynow.org/2009/5/6/augusto_boal_founder_of_the_theater