La condivisione

cambiamento

Tratto dal testo “La naturalezza” di Lao-Tzu

Condivisione

I capi illuminati dell’antichità limitavano ciò che prendevano dai loro sudditi ed avevano tenori di vita moderati. Essi accertavano sempre le entrate annuali prima di prendere qualcosa; misurando le scorte del popolo, raccoglievano le tasse solo dopo aver determinato se c’erano surplus o deficit. Quindi erano capaci di dividere ciò che ricevevano dal cielo e dalla terra, ed evitavano le miserie della fame e del freddo.
La loro compassione per il popolo era tale che non condivano il cibo se nel paese c’era fame, e non indossavano pellicce se il popolo era al freddo. Condividevano pene e piaceri del popolo, cosicché nessuno era triste sulla terra.

I capi ignoranti non sono così: essi prelevano dal popolo senza accertarne le possibilità, prendono dai loro sudditi senza misurare le scorte. Uomini e donne non possono arare e tessere, perché devono soddisfare le richieste dei capi; la loro forza si esaurisce, il loro benessere diminuisce; la mattina non sanno se arriveranno a sera. I capi e i sudditi si odiano a vicenda.

La vita umana è tale che se un uomo coltiva un acro e mezzo e raccoglie cinquecento libbre di cereali, allora la sua famiglia può mangiare. Se capita un anno cattivo e non c’è niente da dare al governo, allora un buon capo sarà compassionevole. Se capi avidi e nobili crudeli dissanguano i sudditi per soddisfare i propri desideri senza fine, allora il popolo non parteciperà all’armonia del cielo e alle benedizioni della terra.

Trascendenza e spiritualità: convergenze tra scienza, C.G. Jung e R. Toro

 

spiritualità.jpgMolto interessanti appaiono i risultati di uno studio italiano che è riuscito a individuare le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare la tendenza alla spiritualità e l’attitudine dell’uomo a superare i confini spazio-temporali del corpo.

Tra i ricercatori Salvatore Maria Aglioti, del quale ho avuto il piacere di seguire le lezioni del corso di “neuropsicologia del linguaggio”, insieme a Cosimo Urgesi e Franco Fabbro, in collaborazione con Miran Skrap .
Gli scienziati si sono preoccupati di individuare il legame diretto fra attività cerebrale e spiritualità, concentrandosi su un tratto, noto come auto-trascendenza (ST), che si ritiene possa essere preso come misura del sentimento del pensiero e dei comportamenti spirituali nell’uomo.
L’auto-trascendenza riflette una riduzione del senso di sé a favore della capacità di identificarsi come parte integrante dell’universo come un tutto.

A questi due link un’esauriente descrizione dei risultati della ricerca

http://www.lescienze.it/news/2010/02/10/news/scoperti_i_neuroni_della_spiritualita_-557099/

http://www.univrmagazine.it/sito/vedi_articolo.php?id=995

 

Notavo come le riflessioni di Carl Gustav Jung fossero già in sintonia con i risultati di questa ricerca. Jung parlava infatti di “funzione religiosa” e la riteneva una facoltà naturale nell’uomo con la stessa forza dell’istinto sessuale o dell’aggressività, spiegando anche il motivo per cui certi individui si liberano della propria nevrosi semplicemente riprendendo le pratiche della propria religione, questa sarebbe inoltre la ragione per cui la salute mentale delle persone anziane è migliore tra coloro che hanno una fede religiosa.
Per Jung la religione è un archetipo presente nell’inconscio collettivo dai confini incerti infatti fra le persone che egli definisce religiose alcune sono credenti, altre hanno una mentalità religiosa senza saperlo e infine vi sono coloro che a livello conscio sono contrari alla religione ma che, in certe circostanze, sono soggetti a un’esperienza archetipica religiosa.

Rolando Toro, creatore del Sistema Biodanza, considerava la trascendenza come uno dei cinque potenziali umani innati e che possono svilupparsi in relazione all’ambiente.
Per Toro la trascendenza ha un’origine biologica e un’infrastruttura istintiva in quanto la ricerca di armonizzazione con la natura nella sua totalità è una funzione organica che culmina con l’esperienza suprema di identificazione con l’universo.
Sempre secondo Toro l’impulso mistico è viscerale, e tale esperienza provoca delle profonde modificazioni organiche ed esistenziali.(Vedi R.Toro  – 2000)

 

 

Manifesto della Spiritualità del III Millennio

 

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Manifesto della Spiritualità del III Millennio

Sottoscritto da:

Fritjof Capra (fisico),
Deepak Chopra (medico),
Paulo Coelho (scrittore),
Enya (cantante),

Alejandro Jodorovsky (regista),
Loreena McKennitt (cantante),
Brian Weiss (psichiatra)

1. Noi riteniamo che oggi siamo al centro di un grande mutamento di
paradigma nel campo spirituale, che sta coinvolgendo tutti gli strati
della società occidentale contemporanea e che sarà carico di grandi
conseguenze per il nostro futuro.

2. Noi non possiamo che constatare che ciò che veniva vissuto fino a
qualche decennio fa come l’unico modo di vivere la propria religione,
come l’unica possibilità di relazionarsi con lo spirituale, oggi
appare alla maggior parte degli uomini come una voce muta, che sta
completamente tramontando.

3. Noi vediamo che le religioni tradizionali, con le loro credenze, i
loro dogmi, i loro ritualismi dimostrano sempre più il fiato corto
rispetto alle nuove aspettative spirituali dell’uomo contemporaneo, il
quale cerca autentica libertà, realizzazione interiore, piena
felicità, quiete e pace amorevole.

4. Noi altresì prendiamo atto che le forme spirituali che hanno avuto
un loro successo negli ultimi trent’anni dello scorso secolo, hanno
dato una grande spinta verso una rivoluzione spirituale delle
coscienze e in direzione di una liberazione dalle strettoie e dai
vicoli ciechi nei quali spesso e volentieri conducevano e conducono le
visioni tradizionali vigenti precedentemente.

5. Noi tuttavia non abbiamo non potuto notare che anche queste nuove
forme di religiosità hanno avuto vita breve, si sono tradotte troppo
spesso in enormi affari commerciali e soprattutto sono rimaste a un
livello di elaborazione spirituale e filosofica troppo frastagliata,
disarticolata e infarcita di tante credenze del tutto inutili,
inappropriate, fantasmagoriche e sensazionalistiche.

6. Noi notiamo che oggi c’è un modo nuovo di rapportarsi con le varie
forme di spiritualità, caratterizzato soprattutto dallo svincolamento
da principi di obbedienza rispetto a autorità ritenute un tempo
legiferanti riguardo a ciò che doveva essere ritenuto buono o meno,
vero o falso, giusto o sbagliato, da farsi o da vietare, da credere o
da rifiutare.

7. Noi registriamo soprattutto che oggi nessuna tradizione spirituale
si può sentire al sicuro, certa nelle sue verità e chiusa a influenze
derivanti da altre e altrettanto nobili tradizioni. L’apertura e
l’abbraccio vicendevole tra le diverse forme di spiritualità e la
nascita di nuovi modi di intenderle e viverle è oggi visto – da sempre
più parti – come qualcosa di auspicabile, arricchente e bello.

8. Noi constatiamo nell’uomo contemporaneo una sete di ricerca e di
indagine riguardo alla sua più intima essenza e verità, che travalica
i confini della tradizione nella quale è vissuto: osserviamo in lui
una stupenda richiesta di verità e risposte provenienti dalla sua
cultura, ma anche da contesti spirituali lontani dal suo, in quella
mutata realtà inter-culturale e globalizzata nel quale oggi viviamo.

9. Noi abbiamo verificato che le forme di spiritualità alle quali
maggiormente si rivolge l’uomo spiritualmente avveduto di oggi sono
soprattutto: il cristianesimo, il sufismo, il buddhismo, lo zen, la
filosofia indiana e il taoismo.

10. Noi segnaliamo che la nuova modalità con la quale l’uomo
contemporaneo si accosta alla spiritualità non è più (o non è tanto)
per desideri eminentemente religiosi, per pura ricerca metafisica
della verità, per conoscere gli esiti ultimi degli eventi della storia
e del suo destino finale, bensì piuttosto con la tenace volontà di
vivere, qui e ora, una vita piena e armoniosa, elevata e libera.

11. Noi constatiamo che, abbandonata oramai ogni romantica ricerca di
certezze assolute, di verità intoccabili, di intramontabili sicurezze,
oggi ci si accosta al mondo della spiritualità, delle medicine
alternative, della psicologia umanistica, della meditazione, delle
discipline olistiche in genere con un desiderio: il desiderio di
essere felici.

12. Noi chiediamo agli scienziati, ai teologi, ai filosofi, agli
psicologi, ai ricercatori spirituali, agli intellettuali, a tutti
coloro che hanno a cuore la formazione di questa nuova spiritualità
emergente, a chi ritiene che sia questa la grande scommessa del nostro
tempo, di impegnarsi in ricerche, studi, attività pubbliche, seminari,
incontri tesi alla formazione di questo nuovo paradigma.

13. Noi chiediamo soprattutto la nascita di una consapevolezza seria e
matura di questa nuova spiritualità, che rigetti tutto ciò fa ancora
parte di un retaggio passato, fideistico, immaginifico e
superstizioso.

14. Noi chiediamo a tutti il coraggio di farsi carico di ciò cui i
nuovi tempi ci stanno chiamando. Chiediamo a tutti una sincerità
totale con se stessi, l’unica che ci permetterà di dire “sì” ai grandi
cambiamenti spirituali della nostra epoca.

15. Noi chiediamo a tutti di vedere in questa nuova mutata situazione
la possibilità di costruire, nel rispetto delle altrui sensibilità e
opinioni, la propria felicità e libertà.

16. Noi chiediamo a tutti coloro i quali condividono questo
sentimento, di farsi sentire, di non rinchiudersi in nuove chiese o in
realtà settarie di ogni sorta, di non limitarsi alla condivisione di
questo nuovo paradigma all’interno del proprio gruppo, ma di aprirsi
invece al mondo e di affrontarlo: personalmente, spiritualmente,
socialmente, culturalmente e politicamente.

17. Noi chiediamo che la spiritualità del III millennio divenga
matura, che si liberi dall’accusa di essere una sotto-cultura, una
moda passeggera, un abbaglio commerciale.

18. Noi chiediamo che quell’enorme potenzialità e quel ricco serbatoio
di idee che sono grandiosamente presenti all’interno di quelle realtà
nelle quali già questa nuova forma di spiritualità ha posto le sue
radici, liberino finalmente la loro esplosiva carica propulsiva.

19. Noi chiediamo che la spiritualità del III millennio diventi
finalmente visibile e operante nella nostra società.

20. Noi chiediamo che la spiritualità del III millennio abbia inizio.

Vittima e carnefice

Tantra.jpgIl Tantra dice: “Se non godi te stesso, non potrai mai aiutare nessuno a godere”. Se non sei veramente pago di te stesso, non puoi essere utile agli altri; non puoi aiutare gli altri a raggiungere la propria soddisfazione. Se non stai straripando di estasi, di beatitudine, sei un pericolo per la società, perché una persona che si sacrifica diventa sempre sadica. Se tua madre, parlando con te, continua a ripeterti: “Ho sacrificato me stessa per te”, ti torturerà. Se il marito ripete continuamente alla moglie: “Io mi sto sacrificando”, sarà un torturatore sadico, e torturerà l’intera famiglia. Il sacrificio è un semplice trucco per avere poi la libertà di torturare l’altro.

Osho

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Tantra

Come ti cambio i 10 comandamenti

dieci-comandamenti.jpgIeri sera scambiando quattro chiacchere a proposito di religione, spiritualità e potere della chiesa e delle istituzioni religiose e politiche il discorso è caduto sui 10 comandamenti.
Pensavo che fossse abbastanza noto il fatto di come i 10 comandamenti siano stati un pò “ritoccati” dalla tradizione cristiana a proprio uso e consumo. Conversando mi è però venuto il dubbio che forse pochi sono al corrente di ciò……a cosa mi riferisco?

Mi riferisco al fatto che in origine i 10 comandamenti messi sotto forma di decalogo in base alle parole pronunciate dal Signore, e che si possono ritrovare in due momenti differenti della Bibbia: Esodo 20,2-17 e Deuteronomio 5,6-21, prevedevano un secondo comandamento basato sulla nota frase biblica

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.

e quindi questi sarebbero i 10 comandamenti originari

  1. Io sono l’Eterno tuo Dio, che ti trasse dalla terra d’Egitto, dal luogo ove eri schiavo.
  2. Non avrai altro Dio che Me; non ti farai o adorerai alcuna immagine o figura.
  3. Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano…
  4. Onora il giorno del sabato per santificarlo…
  5. Onora tuo padre e tua madre…
  6. Non uccidere.
  7. Non commettere adulterio.
  8. Non rubare.
  9. Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo

 

Daltronde  è risaputo come invece il business di cristi in croce, madonne e santini abbia sempre prodotto un grande movimento economico oltre alle grandissime opere d’arte che rappresentano il mondo dei cieli con i suoi inquilini

A questo punto divenne ovvio che bisognava cambiare qualcosa e  si pensò di eliminare il secondo comandamento che un pò intralciava il mercato di immagini varie. Però era ormai risaputo da tutti che i comandamenti erano 10, come si poteva ridurli a 9 senza creare le polemiche del caso?
Semplice a qualcuno venne la bella idea di dividerne uno in due parti e quindi “non desiderare la roba d’altri e la moglie d’altri”, in origine un unico comandamento, venne diviso in due, gli attuali 9 e 10 della tradizione cristiana, e tutto tornò a posto con soddisfazione di mercanti, papi e fedeli.

Ecco quindi la versione riveduta e corretta che viene studiata in tutte le scuole dove perarltro l’immagine di Cristo in croce continua a campeggiare in barba alla laicità dello stato e al secondo comandamento di Dio…

 

  1. Io sono il Signore, tuo Dio… Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine… Non ti prostrerai davanti a quelle cose…
  2. Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio…
  3. Osserva il giorno di sabato per santificarlo…
  4. Onora tuo padre e tua madre…
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere adulterio (poi trasformato in “non commettere atti impuri”).
  7. Non rubare.
  8. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
  9. Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo… né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo

che poi in forma breve per il catechismo sono diventati:

  1. Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere adulterio.
  7. Non rubare.
  8. Non dire falsa testimonianza.
  9. Non desiderare la donna d’altri.
  10. Non desiderare la roba d’altri.

 

Personalmente non è che mi interessi poi molto di questa questione visto che il mio rapporto con la religione risale ai tempi dell’adolescenza, al massimo oggi cerco ci curare il mio lato spirituale e transpersonale per un maggior benessere interiore.

La questione che mi pongo è invece relativa a come la religione sia da sempre fonte di divisione, dissidi, guerre manipolazioni e interessi di potere.

Gandhi daltronde affermava che Dio non ha religione che è quindi qualcosa creato dall’uomo, Jung parla infatti di “funzione religiosa” per riferirsi al profondo bisogno umano di religiosità collegandolo al mondo degli archetipi, ciò non toglie che sarebbe bello, ma ancora utopico in questo periodo dell’evoluzione umana, che in tanti smettessero di comportarsi come i più incalliti hooligans di squadre di calcio in nome del proprio dio….

Altre osservazioni interessanti si ritrvano sul sito Disinformazione.it
http://www.disinformazione.it/diecicomandamenti.htm

 

www.biodanzando.it

Ogni cosa ha il suo tempo

“Per ogni cosa c’è il suo momento,

e vi è un tempo per ogni faccenda sotto il cielo”.

“C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,

un tempo per seminare e un tempo per raccogliere”.

“Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,

un tempo per demolire e un tempo per costruire”.

“Un tempo per piangere e un tempo per ridere,

un tempo per dolersi e un tempo per ballare “.

“Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,

un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci “.

“Un tempo per cercare e un tempo per perdere,

un tempo per serbare e un tempo per buttar via “.

“Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,

un tempo per tacere e un tempo per parlare”.

Un tempo per amare e un tempo per odiare,

un tempo per la guerra e un tempo per la pace “.

 

www.biodanzando.it