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Tratto dal testo “La naturalezza” di Lao-Tzu

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I capi illuminati dell’antichità limitavano ciò che prendevano dai loro sudditi ed avevano tenori di vita moderati. Essi accertavano sempre le entrate annuali prima di prendere qualcosa; misurando le scorte del popolo, raccoglievano le tasse solo dopo aver determinato se c’erano surplus o deficit. Quindi erano capaci di dividere ciò che ricevevano dal cielo e dalla terra, ed evitavano le miserie della fame e del freddo.
La loro compassione per il popolo era tale che non condivano il cibo se nel paese c’era fame, e non indossavano pellicce se il popolo era al freddo. Condividevano pene e piaceri del popolo, cosicché nessuno era triste sulla terra.

I capi ignoranti non sono così: essi prelevano dal popolo senza accertarne le possibilità, prendono dai loro sudditi senza misurare le scorte. Uomini e donne non possono arare e tessere, perché devono soddisfare le richieste dei capi; la loro forza si esaurisce, il loro benessere diminuisce; la mattina non sanno se arriveranno a sera. I capi e i sudditi si odiano a vicenda.

La vita umana è tale che se un uomo coltiva un acro e mezzo e raccoglie cinquecento libbre di cereali, allora la sua famiglia può mangiare. Se capita un anno cattivo e non c’è niente da dare al governo, allora un buon capo sarà compassionevole. Se capi avidi e nobili crudeli dissanguano i sudditi per soddisfare i propri desideri senza fine, allora il popolo non parteciperà all’armonia del cielo e alle benedizioni della terra.

Noam Chomsky dalla psicolinguistica alle 10 strategie della manipolazione

psicologia,psicotecnologie,società,culturaDurante i miei studi in campo psicologico ho avuto modo di apprezzare l’opera del grande linguista americano Noam Chomsky creatore della psicolinguistica.
I suoi studi e le sue ricerche in questo campo portarono ad una radicale rottura verso il comportamentismo, infatti secondo Chomsky nell’uomo il linguaggio ha una base innata,  la sua “teoria generativo-trasformazionale” si basa su due punti cardine:

1. Il linguaggio verbale è un comportamento specie-specifico dell’uomo basato su strutture biologiche innate tipiche della specie umana postulando l’esistenza di un “dispositivo per l’acquisizione del linguaggio” appartenente alla sola specie umana
2. Il comportamento linguistico è legato a due aspetti distinti: quello della competenza e quello dell’esecuzione. Ogni essere umano ha nella propria mente le regole per creare frasi “ben formate” e quelle per trasformarle nelle varie forme (interrogativa, negativa, affermativa etc.)

I suo studi in questo ambito si svilupparono ulteriormente

http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky

http://www.chomsky.info/

rilevante fu inoltre il suo impegno politico.
Partendo proprio dalla psicolingusitica i suoi studi lo portarono ad indagare su come i sistemi di potere utilizzano il linguaggio e l’informazione di massa per manipolare l’opinione pubblica.

Tra le sue opere più interessanti segnalo “La fabbrica del consenso”


Noam Chomsky ha elaborato quelle che definisce le dieci strategie della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i mass media, eccole:

1-La strategia della distrazione 
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 
Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere a l’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Segnalo anche il film-documentario sempre relativo a “La fabbrica del consenso”

 

http://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm

http://eccocosavedo.blogspot.it/2010/10/le-10-strategie-della-manipolazione.html

http://www.linkiesta.it/blogs/cavoletti-di-bruxelles/noam-chomsky-e-il-decalogo-sulla-mistificazione-della-realta

Thomas Sankara – Il discorso sul debito 29 Luglio 1987

 

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A distanza di ventisei anni l’intervento di Sankara è ancora attuale non solo dal punto di vista del popolo africano ma persino in riferimento alla natura della crisi che stiamo vivendo di questi tempi.

 

Thomas Sankara fu il 1° Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987 uno dei paesi più poveri al mondo.

Con la rivoluzione del 4 agosto 1983 l’Alto Volta divenne “Burkina Faso” letteralmente “Paese degli uomini integri”.

La sua storia e la sua opera, rappresentano esattamente ciò che dell’Africa non si vuole più far sapere. Thomas Sankara era l’Africa che parlava, denunciava, lottava, costruiva. I suoi discorsi all’ONU rimangono ad oggi i più taglienti, acuti e critici che mai un capo di Stato africano abbia avuto la forza e la coerenza di pronunciare e il suo pensiero e la sua esperienza hanno più che mai significato e valore per l’Africa e per il mondo intero.

Thomas Sankara tenne fede al nome dato al suo paese. Fu il Presidente più povero del mondo, proprietario di una Renault 5, una bicicletta, una moto, libri, due chitarre e un piccolo appartamento con un mutuo che non finì mai di pagare. “Non possiamo essere la classe dirigente ricca di un paese povero” sosteneva “Se il popolo muore di fame non si ha il diritto di sperperare”……. “Occorre scegliere se bere champagne o dare l’acqua potabile a tutti”. Lottò contro la corruzione, ridusse al minimo i costi della politica e avviò un sistema diretto di amministrazione locale comunitaria con cui fece crescere la partecipazione pubblica dei cittadini.

Per non far morire il suo popolo di fame, si è battuto per la “cancellazione del debito” si rifiutò infatti (unico Stato Africano), di pagare il debito estero e fece a meno delle sovvenzioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario che allora esigevano in cambio di aiuti, venissero effettuate scelte che non corrispondevano ai bisogni reali del Paese.

Costruì centri sanitari in ogni villaggio (l’Unicef definisce la campagna di vaccinazione effettuata sui bambini la più grande registrata nel mondo) e cantieri per opere idrauliche (istituendo il Ministero dell’Acqua), attuò programmi di riforestazione per fermare il deserto diffondendo una cultura di rispetto per l’ambiente e promuovendo l’autosufficienza alimentare nelle produzioni locali, riuscì a garantire due pasti al giorno e dieci litri di acqua per tutti.

In quattro anni risollevò l’economia del Paese.

Parlò alla sua gente di dignità e di fierezza istituendo programmi di alfabetizzazione per bambine/i e adulti e programmi di coscientizzazione per i militari perché sosteneva che “Un militare senza coscienza non è altro che un potenziale pericoloso assassino armato”. Invocò il disarmo globale per un mondo libero da guerre.

Per le donne ebbe un’attenzione particolare riconoscendo nella loro condizione una schiavitù aggravata dalla secolare dominazione maschile. Riformò il codice di famiglia, condannò la prostituzione promuovendo progetti di uscita e reinserimento lavorativo per le donne che ne erano vittime. Condannò e vietò le pratiche tradizionali di mutilazione genitale. Ben 12 donne furono Ministri all’interno del suo governo.

Denunciò la piaga dell’aids e il rischio che comportava per l’intero continente africano, nel lontano 1984, quando anche in Europa l’argomento era ancora tabù. Ebbe il coraggio di inventare nel Paese più povero d’Africa i festival artistici più importanti del continente, tra i quali il Fespaco, ancora oggi il più importante appuntamento di cinema africano al mondo.

Qualcuno dice avesse fretta. Aveva fretta per il ritardo accumulato dal suo paese, aveva avviato un processo inarrestabile, voleva risanare tutto. Rigoroso in tutto ciò che faceva, si era addossato la responsabilità per far uscire la Comunità da una situazione disastrosa, dove l’incapacità e l’imbroglio si tenevano per mano.

Aveva fretta forse perché era cosciente che non l’avrebbero lasciato vivere abbastanza.

Thomas Sankara fu assassinato all’età di 38 anni, il 15 ottobre 1987, assieme ad altri dodici uomini. I loro corpi furono gettati in una fossa comune e ancora non è certo se lui riposi in una di quelle tombe, nel cimitero incolto di Dagnoën alla periferia di Ouagadougou, dove nei pressi ora sorge una discarica.

Con la Comunicazione CCPR/C/80/D/1159/2003 nel 2006, il Comitato dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ha obbligato il Governo del Burkina Faso a far luce sulle circostanze della sua morte, precisando che la mancata osservanza di questo obbligo costituisce un “attentato alla sua dignità”.

 

Il dossier è ancora aperto, la famiglia, la CIJS (Campagna Internazionale Giustizia per Sankara) e noi tutti attendiamo giustizia. È compito di tutti far entrare Thomas Sankara nella memoria collettiva.

 

http://www.sankara.it/sank_resist.pdf

Le differenze tra centrodestra e centrosinistra sono evidenti…ma alla fine ce ne accorgiamo?

laura-boldrini---.jpgAlla luce delle recenti elezioni dei presidenti di camera e senato risulta evidente come non sia plausibile affermare che PD e Pdl siano la stessa cosa. Infatti la differenza di Boldrini e Grasso rispetto alla Minetti di turno e Schifani è sotto gli occhi di tutti e, come cittadini, ringraziamo per il grande passo avanti.

Certamente un cane (o un grillo) da guardia ad abbaiare al solo remoto pensiero di un Franceschini o di una Finocchiaro investiti da tali cariche ha senz’altro avuto il suo bel peso.

Ma in quante famiglie due giovani rampolli ancora adolescenti, pur distinguendosi l’uno dall’altro per sensibilità, onestà, coraggio, creatività e chissà quante altre caratterisitche, non possono fare a meno di chinare il capo alla stessa maniera quando papà ordina “in questa casa ci si comporta come dico io, altrimenti niente tasse universatarie e niente rata auto!”

Proprio questo è il punto. Di anime seppur ben diverse tra loro, ma ugualmente e volutamente impotenti di fronte allo strapotere economico e finanziario delle grandi banche europee, non ne abbiamo più bisogno, alla luce delle tante occasioni mancate anche nella gestione della cosa pubblica di casa nostra negli ultimi ventanni di reciproca alternanza tra governo e opposizione.

Allora è proprio sotto questa prospettiva che le differenze di partenza perdono colori e confini, annichilendo tutti i canali percettivi di chi semplicemente guarda ai fatti e un pò meno alla poesia. 

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Marco Travaglio 19/3/2013  

Il comico Grillo in piazza San Giovanni, il leader Bersani al teatro comico. Un segno dei tempi che cambiano?

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 Da sempre Piazza San Giovanni a Roma rappresenta un simbolo della sinstra italiana che questa volta è arrivata in ritardo facendosi rubare la scena da un comico

http://www.romacapitalenews.com/piazza-san-giovanni-e-grillina-il-m5s-si-appropria-della-piazza-della-sinistra/

giustamente il disappunto della parte lesa non è mancato

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40363&typeb=0

ma la cosa che mi ha colpito di più è che il leader della sinsitra per il suo comizio conclusivo abbia ripiegato sull’Ambra Jovinelli, grande teatro della capitale nonchè icona della rivista, dell’avanspettacolo e del teatro comico.
Forse che l’ormai celebre battuta di Crozza  
Siam mica qui a smacchiare il giaguaro“, e poi fatta propria dallo stesso Bersani, gli abbia donato il “physique du role”?

http://www.befan.it/per-bersani-a-porta-a-porta-arriva-il-giaguaro-di-vespa/

http://www.investireoggi.it/elezioni/ultimo-comizio-bersani-al-teatro-ambra-jovinelli-di-roma/

http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Ambra_Jovinelli

Comunque nulla è per caso e, da osservatore dei segnali premonitori, mi viene da sperare che finalmente sia arrivato il momento in  cui i vecchi  politici di professione inizino ad occuparsi di avanspettacolo per lasciare l’onere a un ex comico di intraprendere una politica che parta dai cittadini….ma veramente!

 http://biodanzando.myblog.it/media/02/00/911821664.mp3

 

La Grecia è crollata definitivamente, è una bufala?

grecia.jpgSi discute in queste ore sui social network circa l’autenticità o meno di alcune notizie che danno la Grecia crollata definitvamente sotto il peso dei debiti contratti con la Bce. L’aspetto inquietante sarebbe che i tanti aiuti sotto forma di milioni di euro ricevuti dall’Unione Europea attraverso il fondo salva stati sarebbero andati quasi tutti nelle tasche delle banche creditrici e quasi nulla nelle tasche del popolo e delle imprese.

Inoltre sembra che nonostante questa situazione drammatica l’informazione pubblica ignori la questione e si parli solo di Papa, Sanremo, Crozza, elezioni, e Champion’s League.

 

Tutto parte dall’articolo della testata tupugliatv.net pubblicato il 12/2/2013 e rimbalzato ben presto in rete.

La Grecia è crollata, definitivamente. Stanno assaltando i supermercati!

preceduto da quello del portale sul no profit vita.it del 8/2/2013 

Atene alla fame, il video shock

Cercando nei siti antibufale si trova l’articolo sul blog valigiablu.it del 13/2/2013 che afferma che si tratta della solita bufala e la discussione in rete si fa più intensa…

Ci dispiace, Internet: la Grecia non è ‘crollata definitivamente’

Sicuramente valigiablu.it sarà un portale esperto in bufale ma per sicurezza vado a fare una ricerca in rete, magari anche su organi di informazione italiani e internazionali anche britannici e americani come amnesty, the guardian, dailymail e altri e vediamo cosa ne esce:

 

Il crollo della Grecia


The Greek food brawl: Hundreds fight each other for free vegetables on the streets of Athens

 

Did Greek police beat up bank robbers then photoshop their mugshots to hide their injuries?

 

Greece is facing a humanitarian crisis

 

Foreigner’s murder shows Greek failure on racist violence

Che cosa succede in Grecia?

 

 

Altre notizie:

14/2/2013 Agenzia Reuters

Grecia, tasso disoccupazione novembre a nuovo record 27%


14/2/2013 La Presse

Grecia, disoccupazione record al 27% a novembre, tasso giovani 61,7%


13/2/2013 Euronews 
Grecia, agricoltori in rivolta. Scontri sull’autostrada 

 

13/2/2013 Il Fatto Quotidiano

Allarme Grecia, il silenzio e le bufale dei media


13/2/2013 Finanzanostop

La Grecia crolla definitivamente sotto la morsa dell’austerity


13/2/2013 Julienews (un ottimo approfondimento)

La Grecia sta collassando per colpa della Bce?


14/2/2013 Finanzanostop

Grecia e disperazione contro l’austerity: lettera all’opinione pubblica internazionale di Mikis Theodorakis


15/2/2013 L’Indipendenza

Grecia al tracollo e alla fame! E non stiamo parlando di balle!

 

15/2/2013 Blizquotidiano

Warning Grecia: c’è ancora. Anche in fondo al voto italiano


 

Zeitgeist Movement, andare avanti.

zeitgeist.jpgUn film assolutamente da vedere per modificare progressivamente il modellamento culturale nel quale siamo immersi e prendere coscienza della realtà in cui viviamo, aldilà del dibattito politico creato ad arte per distrarci dai veri problemi che non porta a nessun cambiamento sostanziale per tutti noi.
Un film Biocentrico…
Prenditi il tempo!


da Wikipedia:

Movimento Zeitgeist – un movimento no profit che promuove il cambiamento sociale verso un’ Economia Basata sulle Risorse (RBEM, Resource Based Economy Model); nasce con il secondo film di Peter Joseph: “Zeitgeist Addendum”.

Inizialmente il movimento muove i primi passi prendendo spunto dal modello (RBE) realizzato dal sociologo e futurista Jacque Fresco attraverso il The Venus project (TVP) per poi intraprendere iniziative indipendenti.

 

 

Cosa troverai nel film:

natura, cultura, ambiente, predisposizione genetica, dipendenze, sviluppo, biologia, stress, memoria, contatto umano, infanzia, relazioni socali, empatia, aspetti psicologici, emozioni, maltrattamenti infantili, cultura, violenza, modellamento, religione, natura umana, individualismo, competizione, bisogni umani, amore, compassione, cooperazione, cervello, salute, progresso umano, evoluzione, benessere, patologia sociale, mercati, antieconomia, sostenibilità, sistema di valori, condizionamento, sistema monetario, derivati, borse, debito, povertà, salute pubblica, violenza, uguaglianza, disuguaglianza, relazioni sociali, stratificazione socio-economica, capitale sociale, equità, stress psicosociale, progetto terra, teoria dei sistemi, preservazione strategica, retroazione negativa, strategia di efficienza, durevolezza, riciclo, distribuzione, proprietà, accesso strategico, condivisione di beni, abbondanza di accesso, economia basata sulle risorse, antipolitica, ricerca, metodo scientifico applicato alla società e alla vita, città, trasporti, agricoltura, città autosostenibili, produzione, disoccupazione tecnologica, vittime della cultura, cambiamento di paradigma, resistenza del vecchio potere,

QUESTO E’ IL TUO MONDO,

LA RIVOLUZIONE E’ ADESSO!


Un politico degno di questo nome: Josè “Pepe” Mujica

Ora che è stato tradotto, con sottotitoli in italiano e caricato sulla rete da poche settimane, sta iniziando a diffondersi anche da noi l’intervento di Josè “Pepe” Mujica, presidente dell’Uruguay, al G20 in Brasile del giugno 2012.

Sapere che esistono anche politici così progressisti e ben distanti per coraggio e indipendenza intellettuale dai nostri Monti, Berlusconi, Bersani, Grillo, Vaticano, Merkel etc., lascia un filo di speranza per il futuro.

Contagiare anche l’occidente con questi nuovi paradigni è possibile, basta non scoraggiarsi ed ognuno nel suo piccolo può fare la propria parte.