Montesi: chiedo asilo politico alla Svezia poiché l’italia impone il crocifisso

Un punto di vista che fa riflettere

 

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Roma – «Chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano».

È quanto si legge nella richiesta di asilo politico che lo scrittore Ennio Montesi, ha inoltrato il 23.11.2010 a Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese a Stoccolma, a Ruth Jacoby, ambasciatore di Svezia a Roma e per conoscenza a José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea di Bruxelles, a Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, a Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, Banca Centrale Europea di Francoforte e a Ban Ki-moon. segretario generale della Nazioni Unite di New York.

Ennio Montesi, autore dell’ultimo libro “Racconti per non impazzire” Mursia Editore, incalza nel dettagliato documento: «Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato.».

Il caso ebbe inizio a seguito dell’imposizione del crocifisso che fu imposto a Montesi il 16/09/2010 data in cui venne ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale di Jesi, in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza Montesi chiese la rimozione del crocifisso dalla propria stanza ma il simbolo non venne rimosso. In seguito Montesi presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona, al Tribunale per i Diritti del Malato e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nella richiesta di asilo politico Montesi segnala l’incostituzionalità dell’articolo 7 della Costituzione Italiana, segnala che lo Stato Italiano regala ogni anno 9.000 (novemila) milioni di euro al Vaticano, segnala l’operato della banca offshore vaticana IOR, Istituto Opere Religiose, invitando la BCE, Banca Centrale Europea, ad aprire inchieste informative. Segnala che tutti i Governi italiani sono di matrice filo-cattolica, affiliati e asserviti alla congrega della Chiesa cattolica e che sono politicamente concussi con lo Stato straniero del Vaticano. Segnala che quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano e che di conseguenza quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati per alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie vaticane.

«Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto e mai lo accetterò» conclude Montesi. «Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso». Secondo Montesi lo Stato Italiano e i Governi italiani violerebbero uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e non rispetterebbero uno dei parametri di democrazia e di libertà essenziali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

Ecco il documento completo

 

Io sottoscritto Ennio Montesi, cittadino italiano, chiedo asilo politico al Governo della Svezia per gravi discriminazioni e persecuzioni religiose-politiche di presunta matrice razzista cattolica-fascista contro la mia persona, da parte del Governo Italiano.

 Espongo quanto segue. Il simbolo religioso-politico e di morte del “crocifisso” della religione o setta Cristiano-cattolica è affisso sulle pareti interne di molti edifici preposti a strutture pubbliche appartenenti o in uso allo Stato Italiano. Di conseguenza il Governo Italiano mi impone di fatto, poiché non viene rimosso, tale simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, nella fattispecie simbolo religioso e politico dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano, simbolo con il quale non mi identifico e tanto meno mi identifico in tali organizzazioni religiose o congreghe non essendo io suddito della setta fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e non essendo io cittadino dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano, ed essendo io sbattezzato. Lo sbattezzo ai sensi dell’art.7 del D.L. n. 196/2003 conferisce la cancellazione dalla Chiesa cattolica.

 Lo Stato Italiano, benché nella propria Carta Costituzionale si dichiari “Laico” non lo è. Purtroppo, lo Stato Italiano risulta essere di fatto uno Stato Teocratico di inaudito fondamentalismo religioso cattolico, poiché mi impone con arroganza e violenza alla mia visuale il simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso esposto sulle pareti interne delle strutture pubbliche presenti sul territorio dello Stato Italiano come: Scuole elementari, Scuole medie inferiori, Scuole medie superiori, Università statali, Asili nido statali, Scuole materne statali, Ospedali pubblici, Aziende sanitarie, Distretti sanitari, Consultori, Amministrazioni Comunali, Amministrazioni Provinciali, Amministrazioni Regionali, Associazioni di Comuni, Tribunali, Camere di Commercio, Agenzie delle Entrate, Prefetture, Preture, Caserme, Comunità montane e altre strutture pubbliche appartenenti o riconducibili allo Stato Italiano.

 L’ultima imposizione forzata e arrogante del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso che mi è stata imposta dallo Stato Italiano e dal Governo Italiano verso la mia persona risale al 16/09/2010 data in cui sono stato ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di chirurgia generale dell’Ospedale pubblico italiano di Jesi (Ancona), in viale della Vittoria, facente parte della Azienda Sanitaria Unica Regionale n. 5. In quella circostanza nella mia camera di ospedale era affisso il crocifisso e nonostante le mie varie richieste verbali e scritte inoltrate alla direzione di presidio ospedaliero, il crocifisso non è stato rimosso. Di conseguenza ho inoltrato un dettagliato esposto, illustrando i gravi fatti discriminatori e di razzismo perpetrati a mio danno, alle seguenti autorità italiane: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, Tribunale per i Diritti del Malato di Ancona e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (vedere documento allegato).

 Qualsiasi decisione prenderanno tali autorità italiane, sottolineo che esse non hanno alcun potere, e probabilmente non hanno la volontà di fare rimuovere il crocifisso né dall’ospedale pubblico in oggetto, né tanto meno da tutte le altre strutture pubbliche italiane. Di conseguenza, tutti i giorni dell’anno, ininterrottamente, mi è imposto il crocifisso in tutte le strutture pubbliche dello Stato Italiano, là dove il simbolo è affisso, e mi risulta impossibile evitarlo. Infatti, per evitare il crocifisso dovrei non frequentare più, e nemmeno avvalermi più per nessun motivo e per sempre, di tutte le strutture pubbliche esistenti nello Stato Italiano e ciò sarebbe oltre che impossibile ed utopistico anche discriminante e ghettizzante poiché tutti gli elementi a corredo della mia vita sociale, pubblica, politica, culturale, diritti, doveri, lavorativa, salute, intellettuale, democratica, liberale e di altra natura sarebbero totalmente distrutti e annientati.

 L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso, che non mi rappresenta, offende e limita la mia libertà di pensiero e di cittadino italiano ed europeo, e in ogni istante mi ricorda che la sovranità nazionale italiana è limitata per essere stata parzialmente o, completamente ceduta, alla setta religiosa fondamentalista denominata “Chiesa cattolica” e allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano.

 L’imposizione forzata del simbolo religioso-politico del crocifisso lede i miei diritti principali e inviolabili di cittadino, limitando la mia libertà, e di fatto mi discrimina sia per la libertà di religione, sia per la libertà politica, sia per la libertà di pensiero, sia per la libertà di razza in quanto non appartengo e non voglio appartenere alla “superiore razza cristiana-cattolica” la quale razza impone con arroganza – grazie al tacito consenso e all’indifferenza dei Governi italiani – il proprio simbolo religioso-politico del crocifisso ledendo i miei principali e inviolabili diritti di libero cittadino e di libero pensatore e quindi perseguitando la mia persona anche e soprattutto politicamente e socialmente.

 Poiché è mio diritto avere ed esigere pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, sostengo di aver subito, e di continuare a subire ogni giorno, una ingiustificata discriminazione e persecuzione religiosa-politica e razzista probabilmente di stampo cattolico-fascista in violazione della legge italiana 654 del 1975, la legge “Reale” che recepì la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e religiosa, poi aggiornata dalla legge Mancino.

 Chiedo pertanto asilo politico al Governo della Svezia a tutela e a salvaguardia della mia persona e della mia famiglia. Chiedo ufficialmente ai gentili Fredrik Reinfeldt, primo ministro del Governo svedese e a Ruth Jacoby, ambasciatore presso l’Ambasciata di Svezia a Roma che vengano attivate le procedure per rendere operativa la richiesta.

 Invio questa istanza, per conoscenza, anche alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, alla BCE, Banca Centrale Europea e alle Nazioni Unite affinché sappiano e apprendano con chiarezza – sperando che aprano inchieste informative – che in Italia il Principio Supremo di Laicità dello Stato è gravemente violato e che i cittadini come me vengono discriminati ogni giorno in maniera razzista e di fatto la mia persona, come tutti i cittadini italiani, è spesso considerata non come libero cittadino e libero pensatore, ma bensì come suddito sottomesso al quale si impone la genuflessione e la sottomissione arrogante, terroristica e fondamentalista verso il simbolo religioso-politico del crocifisso della “superiore razza religiosa e politica cattolica-fascista” anche se con tale simbolo, con tale religione-politica e con tale “superiore razza” io non voglio nulla avere a che fare.

 Lo Stato Italiano e i Governi italiani stanno violando uno tra i principali e fondamentali diritti inviolabili dei cittadini e quindi di fatto non stanno rispettando uno dei parametri di democrazia e di libertà fondamentali ed indispensabili affinché l’Italia appartenga, e possa continuare ad appartenere, agli Stati membri dell’Unione Europea.

 È mio intento inoltre che attraverso questa richiesta di asilo politico, tutti i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea ed i vari organi della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo, della BCE, Banca Centrale Europea e delle Nazioni Unite, sappiano e apprendano con chiarezza che i vari Parlamenti italiani e Governi italiani – di qualsiasi schieramento politico essi siano – non sono mai stati in grado nel passato, come non sono in grado nel presente di difendere il Diritto Supremo di Laicità e non sono quindi neanche in grado di tutelare e di difendere i propri cittadini italiani essendo tutti i Parlamenti italiani e tutti i Governi italiani, da sempre, succubi, genuflessi, sottomessi e alla mercé della politica dittatoriale terroristica delle gerarchie clericali e sottomessi ai voleri delle totalitarie politiche dello Stato straniero fondamentalista teocratico dittatoriale del Vaticano, la cui CEI, Conferenza Episcopale Italiana, cioè il Consiglio dei Ministri dello Stato del Vaticano, influenza in maniera profonda da sempre le elezioni politiche italiane, influenza i referendum popolari italiani, influenza i decreti legge italiani ed influenza spesso anche l’agenda politica e legislativa del povero sottomesso Consiglio dei Ministri italiano, dei poveri sottomessi Ministri italiani e dello stesso povero sottomesso Parlamento italiano. Di conseguenza il Vaticano influenza e domina a proprio piacimento le scelte e la vita di tutti i cittadini italiani. Tale gravissima e inaccettabile anomalia dello Stato Italiano – unico caso al mondo – è causata dallo scellerato Articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana che riporto:

 Art. 7

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

 Ora, basta leggere l’Articolo 7 con due piccole modifiche di esempio sostituendo a “Chiesa cattolica” la dicitura “Corea del Nord” per rimarcare e fare comprendere immediatamente a chiunque di quale gravissima incongruenza costituzionale nasconda e imponga con arroganza dittatoriale e violento fondamentalismo ai cittadini italiani:

 “Lo Stato e la Corea del Nord sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Coreani. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

 Che senso avrebbe? L’Articolo 7 è assolutamente incostituzionale, di matrice dittatoriale e al di fuori della democrazia e della libertà di quello che dovrebbe essere lo Stato democratico italiano. L’Articolo 7 dovrebbe essere cancellato dalla Costituzione Italiana se vogliamo lo Stato Italiano davvero libero e indipendente. Il prof. Piero Calamandrei, il principale padre costituente italiano, fu notevolmente contrario all’Articolo 7 della Costituzione e affermò con forza che accettandolo si sarebbe creato un “vulnus”, una lesione di un diritto e che l’Italia non sarebbe mai stata libera, ma sarebbe stata sempre alle dipendenze appunto dei dittatori gerarchi dello Stato straniero teocratico dittatoriale fondamentalista del Vaticano. E così è di fatto: il prof. Calamandrei aveva ragione.

 Ecco perché il sottomesso Parlamento italiano e il sottomesso Governo italiano sono impotenti e indifesi dinanzi alla rimozione del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, come pure sono impotenti e indifesi su moltissimi altri gravissimi aspetti che tutelano e proteggono la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista della Chiesa cattolica, come ad esempio i faraonici finanziamenti regalati dall’Italia ai dittatori gerarchi dello Stato dittatoriale del Vaticano. A conferma di quanto sto asserendo basti sapere che lo Stato Italiano regala ogni anno l’esorbitante cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro allo Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano. La cifra di 9.000 (novemila) milioni di Euro regalati annualmente dall’Italia al Vaticano è stata calcolata in difetto.

 Sarà certo facile alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto alla BCE, Banca Centrale Europea, aprire inchieste informative per sapere a quanto esattamente ammonti la cifra aggiornata e di quanti miliardi di Euro esattamente l’Italia regala al Vaticano ogni anno, del denaro pubblico di tutti i cittadini italiani. Si presume che l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea abbiano molto da dire e da rimarcare sul comportamento anomalo e bizzarro dell’Italia e sul fatto che vengano regalati 9.000 (novemila) milioni di Euro ogni anno, somma che potrebbe essere utilizzata dai Governi italiani per molte altre necessità impellenti, facendo invece, purtroppo, vergognosamente arricchire la dittatoriale casta sacerdotale cattolica-fascista e le gerarchie del già ricchissimo e faraonico Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano e Chiesa cattolica.

 È deprecabile infatti che da un lato l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, concedano con grande sforzo milioni di Euro all’Italia per aiutarla, mentre dall’altro lato l’Italia regali spudoratamente in maniera sconsiderata ed irresponsabile miliardi di Euro ai gerarchi cattolici-fascisti della setta religiosa Chiesa cattolica e Stato del Vaticano.

 Segnalo inoltre e sottolineo in particolare modo alla BCE, Banca Centrale Europea che, all’interno dello Stato Italiano nel cuore della città di Roma, esattamente dentro le mura dello Stato del Vaticano ha sede la più grande banca offshore del mondo. Tale banca si chiama IOR, Istituto Opere Religiose, cioè la banca offshore che appartiene alle gerarchie del Vaticano, sulla quale banca offshore invito caldamente ad aprire approfondite e articolate inchieste finanziarie informative così che la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa dei Diritti dell’Uomo e soprattutto la BCE, Banca Centrale Europea, focalizzino e capiscano bene della tipologia e della qualità delle transazioni bancarie internazionali messe in atto dallo IOR e dal Vaticano, transazioni torbide spesso coperte da mistero.

 Sottolineo questo poiché i vari sottomessi e miserevoli Governi italiani, essendo impotenti, fingono probabilmente di non sapere e di non vedere l’operato dello IOR e del Vaticano. Dinanzi alla banca offshore del Vaticano IOR anche la povera e sottomessa Magistratura italiana probabilmente è impotente nell’agire. Affermo questo poiché quando l’Unione Europea e la BCE, Banca Centrale Europea, decideranno di continuare a staccare assegni di milioni di Euro a favore e in aiuto all’Italia, lo facciano certamente, ma avendo la chiara consapevolezza di come agirà poi l’Italia sul fatto economico di regalare miliardi di Euro alle gerarchie del Vaticano.

 Sottolineo che tutti i Governi italiani, qualsiasi sia il loro colore politico, sono di matrice cattolica o filo-cattolici, cioè affiliati, adepti e asserviti alla setta o congrega della Chiesa cattolica. Lo Stato Italiano ed i Governi italiani sono politicamente concussi con lo Stato straniero dittatoriale del Vaticano in maniera molta profonda e radicata. Quasi tutti i ministri italiani piuttosto che fare gli interessi dei propri cittadini italiani preferiscono spesso esaudire, probabilmente, i voleri e le richieste delle gerarchie sacerdotali del Vaticano. Di conseguenza, quasi tutti i ministri italiani dovrebbero essere probabilmente accusati e incriminati di alto tradimento alla Costituzione della Repubblica Italiana sulla quale hanno giurato fedeltà, mentre al contrario probabilmente prendono ordini e obbediscono ai voleri e alle richieste delle gerarchie cattoliche-fasciste dello straniero Stato dittatoriale del Vaticano. Per altre nazioni europee e non solo europee questa gravissima situazione politica italiana sarebbe inconcepibile, aberrante e inaccettabile e diverrebbe un problema da risolvere con priorità assoluta su tutti gli altri problemi. Per i Governi italiani è cosa del tutto normale.

 Tornando al simbolo religioso-politico del crocifisso, sottolineo che non esiste alcuna legge dello Stato Italiano che induca la direzione di un ospedale pubblico italiano ad obbligare l’imposizione del crocifisso ad un paziente-cittadino ricoverato in ospedale durante la propria degenza e nemmeno esiste alcuna legge dello Stato Italiano che imponga il crocifisso ai propri cittadini all’interno delle altre strutture pubbliche italiane.

 Il diritto di asilo che chiedo al Governo della Svezia è un diritto umano fondamentale definito all’Art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni, diritto di asilo invocabile in rispetto ai principi delle Nazioni Unite.

 Piuttosto che accettare l’imposizione forzata, arrogante, discriminatoria, persecutoria e violenta alla mia visuale e alla mia persona del simbolo religioso-politico e di morte del crocifisso, preferisco andare via dalla mia nazione e dalla mia patria poiché non accetto di essere perseguitato e discriminato. Ritengo di essere obbligato ad andarmene dalla mia Italia essendo purtroppo l’Italia di fatto una nazione colonizzata politicamente e sotto il fortissimo dominio della spietata terrorizzante dittatura e della politica fondamentalista delle gerarchie cattoliche-fasciste dello Stato straniero teocratico dittatoriale del Vaticano che, grazie alla loro colonizzazione politica dell’Italia, possono continuare ad esigere ed ottenere immensi introiti finanziari e smisurato potere a discapito dei cittadini italiani.

 Nessuno può imporre il “crocifisso” della Chiesa cattolica cioè di quella setta “malefica e perniciosa”, per usare le stesse parole di Svetonio, Tacito e Plinio il Giovane, eterna corruttrice e associazione oscurantista e sanguinaria portatrice di orrori e di morte. Chiesa che, nell’arco dei secoli, ha compiuto crociate, sterminando popoli, mettendo in atto genocidi efferati e crimini atroci contro l’Umanità in nome dei suoi Dei, del feticcio chiodato e di assurde superstizioni medievali. Milioni di uomini, donne e bambini sbudellati, sgozzati, bruciati, torturati, annegati, strangolati, impalati, squartati, spellati vivi, fatti a pezzi, facendo carne di porco di intere popolazioni.

 Il simbolo criminale del crocifisso non lo accetto, e mai lo accetterò. Come nessuno può imporre il simbolo criminale della svastica nazista, ancora di più e a maggior ragione, nessuno può imporre il simbolo criminale del crocifisso.

Con alta considerazione.

23 Novembre 2010

 

Ennio Montesi

Lettera geniale inviata a Radio Maria

16741_216261033783_620668783_4111599_2801388_n.jpgIn questi giorni circola questa acuta lettera inviata a Radio Maria, penso sia carino leggerla a farla girare…

Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l’OMOSESSUALITA’ E’ UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levitico, 18,22).
Un ABOMINIO CHE NON PUO’ ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO…
Lettera del 16 maggio 2009
Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.-

Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?-
Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?-
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
– Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
– Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
– Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
– Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
– In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
– Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”

 

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Pregiudizi e false credenze condizionanti – John Locke

A proposito di pregiudizi, idee introiettate senza essere ben masticate e fatte proprie ecco cosa scriveva John Locke (1632-1704) filosofo e padre dell’empirismo.

Molto interessante la sua critica alla ragione umana ed anche l’esaltazione dell’esperienza come unica vera conoscenza dell’uomo, le stesse idee sono secondarie alla sensazione ed alla riflessione ritenuta da Locke una sorta di senso interiore.

 

 

 

Qual è quell’uomo … che non abbia in sé opinioni impiantate dall’educazione … che non debbano essere discusse, ma che siano considerate riverentemente quali modelli di bene e male, vero e falso; quando forse queste opinioni cosi sacre altro non furono che gli oracoli della nursery o gli austeri discorsi tradizionali di coloro che intendono plasmare la nostra infanzia, che sono stati direttamente accolti senza neppure esaminarli?

 

È questo il destino della nostra tenera età, che essendo cosi stata precocemente influenzata, si evolve col tempo, per cosi dire, nella costituzione stessa della mente, che in seguito molto difficilmente riceve una colorazione diversa …

 

Con questi e forse altri mezzi le opinioni vengono a stabilirsi e fissarsi nella mente degli uomini e, siano vere o false, quivi rimangono venendo ritenute quali concrete verità materiali, e pertanto raramente poste in discussione o esaminate da chi in sé le trattiene; e se avviene che siano false, come necessariamente deve essere la maggior parte in quasi ogni uomo, esse deviano completamente l’uomo in tutto il corso dei suoi studi; e sebbene nelle sue letture e nelle sue indagini egli si lusinghi che suo programma è dar forma alla propria comprensione alla luce della reale conoscenza della verità, essa purtuttavia tende e raggiunge nient’altro che la conferma delle opinioni dall’uomo già ricevute …

 

senza esserne consapevoli gli uomini arrecano pregiudizio alla verità, e successivamente si alimentano in genere solo di quelle cose che si confanno al loro viziato umore e lo accrescono…

 

John Locke(1632-1704)

 

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La crisi secondo Albert Einstein


einstein.jpg“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

 La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.


Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare  per superarla.”

 

Albert Einstein

Balle, scuse e libertà

 Ritengo che raccontare balle con disinvoltura sia sinonimo di identità fragile, bassa autostima e paura di vivere la propria vita per quella che è.
 

Stesso parametro vale anche quando si trovano troppo spesso scuse per giustificarsi maldestramente senza affrontare la  responsabilità delle proprie azioni che peraltro sono il frutto di una grandissima conquista sociale e personale e cioè quella della libertà di scegliere ogni momento cosa fare nella propria vita.

Nessuno ci obbliga ad agire in un determinato modo anche quando sembrerebbe vero il contrario, quindi siamo liberi e l’unico prezzo della libertà è la responsabilità di ogni azione che si compie.

In tutti i casi per chi proprio non riuscisse ad essere se stesso senza paura di esporsi ecco un simpatico sito dove trovare tante scuse e balle belle pronte e confezionate per ogni eventualità

www.tuttescuse.it

se non altro un bell’esercizo di fantasia e creatività!