Il paradiso terrestre. Omaggio a Franca Rame

arte,cultura


Dario Fo pubblica questo inedito di Franca Rame in suo ricordo:


Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. Se devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine“.


Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/05/dario_per_franca.html#commenti

L’uomo con la macchina da presa – Dziga Vertov (1929)

l'uomo con la macchina da presa.jpgQuando si parla di cinema digitale è evidente il riferimento agli effetti digitali e virtuali che vanno oltre agli effetti ottici e agli effetti speciali già presenti da sempre nel cinema analogico.
Il paradigma digitale nel cinema assume il significato della creazione di immagini astratte da modificare al pc a proprio piacimento e con modalità espandibili all’infinito proprio come fa il pittore con il pennello sulla tela.

Il dibattito per gli appassionati di cinema verte intorno al fatto che in fondo già a partire da Leonardo si andarono a sviluppare una serie di apparecchi ottici-spettacolari. Pertanto da questo punto di vista si può riscontrare nella ricerca di effetti nel cinema digitale una continuità con il passato.

Tra i tanti precursori di certo si distingue Dziga Vertov, esponente delle avanguardie degli anni ’20, che già nel periodo del cinema muto, ovviamente in bianco e nero, produceva un capolavoro come  “L’uomo con la macchina da presa” del 1929.

Si tratta di un’opera  che anticipa tutte le anime del digitale trasformando una serie di effetti e di tecniche in un nuovo linguaggio.

 

“Io sono il cine-occhio… io mi libero da oggi per sempre dell’immobilità umana, io sono nel movimento incessante, io mi avvicino e mi allontano dagli oggetti, io decifro anche in modo nuovo un mondo a voi sconosciuto”

 


 

 

Un film da gustarsi in un momenti di relax creativo magari durante una festa con amici o da proiettare in locali altenativi con la possibilità di sperimentare altre musiche di sottofondo in accordo con gli stati d’animo che suscita il film, i gusti personali e l’ambientazione…ad esempio con questa colonna sonora me lo sono guardato con gusto

http://www.youtube.com/watch?v=4Qv5PuPtuRA

Rapporto tra le avanguardie storiche del Novecento e il cinema digitale

 

UMBERTO BOCCIONI – VISIONI SIMULTANEE – 1911 

arte,cinemotion,counseling

Utilizzo il linguaggio del cinema come strumento di crescita personale ed esplorazione del Sè in un percorso di cinematerapia in gruppo che ho chiamato Cinemotion.
Partendo da questo interesse posto il testo di un breve studio che ho svolto circa l’eventuale relazione esistente tra le avanguardie storiche del Novecento e il cinema digitale dei nostri tempi.

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Il rapporto tra le avanguardie storiche del primo Novecento e il cinema digitale è da considerarsi senz’altro un tema stimolante se volessimo porci la seguente domanda: il cinema digitale rappresenta una continuità o una discontinuità rispetto al passato e alle altre forme di arte?
Da questo punto di vista possiamo notare come molti movimenti provenienti da altri modelli d’arte si siano rivolti in passato al  cinema con l’intento di restituirgli autonomia.

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Il viaggio non finisce mai

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

Josè Saramago



Isadora Duncan: Danza classica, moderna e Biodanza

Duncan.jpgIsadora Duncan nei primissimi anni del Novecento introduce quella che non sarà solo una tecnica nuova ma una vera rivoluzione ed una concezione radicalmente rinnovata della danza e della vita.
La danza diveniva strumento di unità profonda con la vita e per fare ciò era necessario chiudere con il passato fatto di goffi codici e convenzioni, di faticosissimi e innaturali esercizi sulle punte e alla sbarra.

Come scrive Roger Garaudy:
“La danza all’inizio del XX secolo era divenuta un’arte decorativa disumanizzata come una regina futile e graziosa, imbalsamata nella sua bara di cristallo. Col suo sorriso immobile, i gesti immutabili, il tutù e gli scarpini rosa, era nella situazione della bella addormentata nel bosco, assopita nell’immobilità di cento anni mentre il mondo attorno a lei cambiava vertiginosamente. Quale Principe azzurro sarebbe andato a svegliarla?”

La Duncan riscatta una danza che vuole donare vita alla bellezza di forme delle statue greche liberandole dalla loro rigidità e dal sonno dei musei, riscatta l’armonia del corpo nella sua naturalezza, la nudità, la passione che nasce dall’energia della musica.
Isadora Duncan fu la madre della danza moderna che a sua volta rappresentò il punto di partenza per metodologie e terapie basate sull’espressione naturale del corpo e delle emozioni come la Biodanza e la Danzaterapia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Isadora_Duncan

Ecco alcune delle frasi di Isadora che più mi hanno colpito tra i suoi scritti e le sue interviste.

“Per me la danza è non solo un’arte che permette all’anima umana di esprimersi in movimento, ma è anche la base di tutta una concezione di vita, più flessibile più armonica, più naturale.”

“La prima idea del movimento della danza mi è certamente venuta dal ritmo delle onde……tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo.”

“Sono venuta in Europa per portare una rinascita della religione attraverso la danza, per rivelare la bellezza e la santità del corpo umano attraverso l’espressione dei suoi movimenti e non per divertire dopo cena qualche borghese.”

“La mia anima era un campo di battaglia di cui Apollo e Dioniso, Cristo, Nietzche e Richard Wagner si disputavano il terreno.”

Riferendosi alla Primavera del Botticelli:
“Ne ero innamorata…….rimasi là finchè non vidi effettivamente i fiori dipinti sbocciare, i piedi nudi danzare, i corpi muoversi, fino a che un angelo di gioia non venne a visitarmi e allora pensai: danzerò questa immagine trasmetterò agli altri questo messaggio d’amore, di primavera e di vita che ho ricevuto con tanta emozione. Ed è la mia danza che darà loro quest’estasi.”

“La danza è l’estasi dionisiaca che tutto travolge.”

Riferendosi al balletto classico:
“Ho studiato molto i documenti figurati di tutte le età e di tutti i grandi maestri; non vi ho mai visto rappresentati esseri che camminano sulle estremità delle punte o con un piede al di sopra della testa; queste posizioni brutte e false non esprimono affatto quello stato di delirio dionisiaco che è necessario al danzatore.”

E ancora riferendosi al lavoro alla sbarra:
“Tutto questo allenamento sembrava avere lo scopo di separare completamente i movimenti del corpo da quelli dell’anima…………E’ appunto il contrario di tutte le teorie sulle quali ho fondato la mia scuola in cui il corpo diviene trasparente ed è solo l’interprete dell’anima e dello spirito…….Mi convinsi più che mai che la scuola di balletto imperiale era nemica della natura e dell’arte.
Nessun esercizio dev’essere solo un mezzo per arrivare ad un fine, ma un fine in sé, fine che è quello di fare di ogni giorno della vita un’opera completa e felice”.

Alcuni storici contributi:

 

Viaggio nella Cappella Sistina

cappellasistina01.jpgA questo link è possibile vivere un viaggio virtuale all’interno della Cappella Sistina.

L’ho trovato molto coinvolgente in quanto è possibile cogliere tutti i particolari dell’immenso patrimonio artistico accompagnati da un canto che mi ha molto rilassato e condotto in una sorta di meditazione audiovsiva.

Muovendo il muose ci si può spostare a 360° e con i simboli + – in basso a sinistra si può regolare lo zoom.

http://www.vatican.va/various/cappelle/sistina_vr/index.html