26 marzo 2011
Isadora Duncan: Danza classica, moderna e Biodanza
Isadora Duncan nei primissimi anni del Novecento introduce quella che non sarà solo una tecnica nuova ma una vera rivoluzione ed una concezione radicalmente rinnovata della danza e della vita.
La danza diveniva strumento di unità profonda con la vita e per fare ciò era necessario chiudere con il passato fatto di goffi codici e convenzioni, di faticosissimi e innaturali esercizi sulle punte e alla sbarra.
Come scrive Roger Garaudy:
“La danza all’inizio del XX secolo era divenuta un’arte decorativa disumanizzata come una regina futile e graziosa, imbalsamata nella sua bara di cristallo. Col suo sorriso immobile, i gesti immutabili, il tutù e gli scarpini rosa, era nella situazione della bella addormentata nel bosco, assopita nell’immobilità di cento anni mentre il mondo attorno a lei cambiava vertiginosamente. Quale Principe azzurro sarebbe andato a svegliarla?"
La Duncan riscatta una danza che vuole donare vita alla bellezza di forme delle statue greche liberandole dalla loro rigidità e dal sonno dei musei, riscatta l'armonia del corpo nella sua naturalezza, la nudità, la passione che nasce dall'energia della musica.
Isadora Duncan fu la madre della danza moderna che a sua volta rappresentò il punto di partenza per metodologie e terapie basate sull'espressione naturale del corpo e delle emozioni come la Biodanza e la Danzaterapia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Isadora_Duncan
Ecco alcune delle frasi di Isadora che più mi hanno colpito tra i suoi scritti e le sue interviste.
“Per me la danza è non solo un’arte che permette all’anima umana di esprimersi in movimento, ma è anche la base di tutta una concezione di vita, più flessibile più armonica, più naturale.”
“La prima idea del movimento della danza mi è certamente venuta dal ritmo delle onde……tentavo di seguire il loro movimento e di danzare sul loro ritmo.”
“Sono venuta in Europa per portare una rinascita della religione attraverso la danza, per rivelare la bellezza e la santità del corpo umano attraverso l’espressione dei suoi movimenti e non per divertire dopo cena qualche borghese.”
“La mia anima era un campo di battaglia di cui Apollo e Dioniso, Cristo, Nietzche e Richard Wagner si disputavano il terreno.”
Riferendosi alla Primavera del Botticelli:
“Ne ero innamorata…….rimasi là finchè non vidi effettivamente i fiori dipinti sbocciare, i piedi nudi danzare, i corpi muoversi, fino a che un angelo di gioia non venne a visitarmi e allora pensai: danzerò questa immagine trasmetterò agli altri questo messaggio d’amore, di primavera e di vita che ho ricevuto con tanta emozione. Ed è la mia danza che darà loro quest’estasi.”
“La danza è l’estasi dionisiaca che tutto travolge.”
Riferendosi al balletto classico:
“Ho studiato molto i documenti figurati di tutte le età e di tutti i grandi maestri; non vi ho mai visto rappresentati esseri che camminano sulle estremità delle punte o con un piede al di sopra della testa; queste posizioni brutte e false non esprimono affatto quello stato di delirio dionisiaco che è necessario al danzatore.”
E ancora riferendosi al lavoro alla sbarra:
“Tutto questo allenamento sembrava avere lo scopo di separare completamente i movimenti del corpo da quelli dell’anima…………E’ appunto il contrario di tutte le teorie sulle quali ho fondato la mia scuola in cui il corpo diviene trasparente ed è solo l’interprete dell’anima e dello spirito…….Mi convinsi più che mai che la scuola di balletto imperiale era nemica della natura e dell’arte.
Nessun esercizio dev’essere solo un mezzo per arrivare ad un fine, ma un fine in sé, fine che è quello di fare di ogni giorno della vita un’opera completa e felice”.
Alcuni storici contributi:
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29 novembre 2010
Viaggio nella Cappella Sistina
A questo link è possibile vivere un viaggio virtuale all'interno della Cappella Sistina.
L'ho trovato molto coinvolgente in quanto è possibile cogliere tutti i particolari dell'immenso patrimonio artistico accompagnati da un canto che mi ha molto rilassato e condotto in una sorta di meditazione audiovsiva.
Muovendo il muose ci si può spostare a 360° e con i simboli + - in basso a sinistra si può regolare lo zoom.
http://www.vatican.va/various/cappelle/sistina_vr/index.html
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09 maggio 2010
Maratona di racconti all'Adersen Festival di Sestri Levante
La Maratona di Racconti si terrà all’interno della programmazione di Andersen Festival di quest’anno, in programma dal 27 al 30 maggio a Sestri Levante.
Si svolgerà dal pomeriggio di sabato 29 maggio, inaugurata dalla narrazione in Baia del Silenzio delle 19, e si concluderà con l’appuntamento di domenica 30 maggio in Baia.
A parte alcune pause, soprattutto nelle ore notturne, il resto del tempo sarà a disposizione di tutti i partecipanti. Il tema, e le modalità della narrazioni sono liberi, l’argomento può essere inedito o edito.
Tutte le info si possono trovare sul portale www.ariafestival.it nella pagina maratona di racconti, dove si può leggere il regolamento e iscriversi tramite l’apposito modulo
al più presto il programma completo del festival sul portale
www.andersenfestival.it
06 maggio 2010
POR OSMAR - Alejandro Jodorowsky
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08 febbraio 2010
tango mania
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21 gennaio 2010
Il Viaggio da Walter Veltroni a Josè Saramago
Un bel brano tratto dall'ultimo libro di Walter Veltroni
Guardare in su, cercare con gli occhi, esplorare e capire. Giovanni aveva questo desiderio di scoperta da quando era piccolo. Aveva imparato nella vita che solo il viaggio è reale, che i porti, con il loro carattere definitivo, sono miraggi, luoghi inesistenti. Che solo il viaggio della conoscenza rende la vita degna di essere vissuta. La conoscenza dei paesaggi, dei venti, delle albe, del colore del mare, della terra all’orizzonte, delle persone che incontri, dei cuori che ti seducono, dei silenzi improvvisi e delle parole che non ti aspetti. La conoscenza delle tue allegrie delle tue tristezze, del piacere degli altri e delle storie degli altri.
Cerca sempre, cerca ancora, sistema il tuo mezzo perché possa sempre ripartire, non aver paura dei danni delle ferite; viene sempre il giorno in cui si riparano i primi e si chiudono le seconde. Non crederti il centro del mondo, perché il mondo non ha centri o ne ha miliardi.
Non essere mai soddisfatto, non essere mai desolato.
Cerca gli altri, troverai te.
Per molti versi mi ha ricordato quello molto noto di Josè Saramago
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
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22 ottobre 2009
L'Happening e la Biodanza
A cinquant'anni esatti dalla nascita del primo Happening a New York
L’HAPPENING
La data ufficiale della nascita del primo Happening risale al 4 ottobre 1959 a New York e precisamente presso la Reuben Gallery al numero 61 della Quarta Avenue ad opera di Allan Kaprow.
Fu infatti in quell’occasione che veniva per la prima volta usato il temine Happening riferito ad una manifestazione artistica.
Nell’invito di Kaprow, riservato ad un numero di settantacinque partecipanti, si parlava di 18 accadimenti (happening) che sarebbero avvenuti presso la location e alla quale gli invitati avrebbero partecipato attivamente insieme all’artista diventandone simultaneamente spettatori e protagonisti.
In questo genere di espressione artistica, diversa da tutte quelle fino ad allora realizzate, l’autore si ispirava alla vita ricercando una situazione nuova ed avvincente dove le opere d’arte (musica, danza, pittura, scultura…) passavano in secondo piano rispetto all’accadimento nel suo insieme che diventava qualcosa di vivo.
Ogni spettatore inoltre non avrebbe potuto vivere tutto l’happening nella sua interezza considerando il fatto che tutto sarebbe accaduto in tre stanze differenti e simultaneamente, pertanto mentre si viveva qualcosa in una stanza non era possibile fare altrettanto con quello che succedeva in un’altra, al massimo si potevano udire dei suoni da una stanza attigua o intravedere qualcosa.
Inoltre ognuno dei settantacinque invitati avrebbe vissuto un’esperienza personale differente da quella degli altri.
Da allora fino al 1963 una serie infinita di Happening si tennero negli Stati Uniti e nel giugno del 1960 approdarono anche in Europa, il primo si tenne proprio in Italia a Venezia nelle calli della Giudecca ad opera di Jean-Jaques Lebel che ne fu il principale teorico e promotore in Europa.
Sempre più l’orientamento dell’Happening divenne quello di qualcosa che si discostasse dal genere teatrale, come nel caso del Living Theatre, e si avvicinasse ad un nuovo modo di intendere e vivere l’arte in tutte le sue declinazioni insistendo sull’imprevedibilità e irripetibilità di ogni evento.
UN HAPPENING DI BIODANZA
E’ proprio sulla falsariga degli Happening dei primi anni sessanta che intendo sviluppare il laboratorio creativo all’interno di un seminario di Biodanza, utilizzando anche altre forme di arte che a quel tempo non erano ancora possibili e che non anticiperò in questa sede proprio per non togliere il gusto dell’imprevedibilità ai partecipanti.
Lo spirito per certi versi sarà lo stesso pur non parlando di invitati ma di partecipanti attivi ad un seminario che potranno vivere simultaneamente nello stesso luogo e tempo diverse esperienze diventando protagonisti delle proprie e spettatori di altre, seguendo un flusso creativo vitale e armonioso che verrà facilitato da una conduzione mirata a tale scopo.
UN HAPPENING DI BIODANZA & TANGO
come quello che si terrà a Genova il 21 e 22 novembre 2009 avrà la caratteristica di avere come filo conduttore il Tango Argentino inteso come archetipo di passione verso la vita.
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17 novembre 2008
Lucio Fontana in mostra a Genova
Un ottimo servizio sulla mostra di Lucio Fontana fondatore del movimento spazialista attraverso il quale cambiano le regole della prospettiva e della rappresentazione degli spazi
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09 novembre 2008
Bodies Exhibition: arte, provocazione o cattivo gusto?
Le innumerevoli forme d'arte non hanno confini, lo dimostra questa esibizione di scheletri umani trattati e posizionati mentre sono impegnati nelle più svariate attività.
D'impatto molto forte ma decisamente interessente per chi volesse vedere più da vicino un gran numero di scheletri pur non avendo il tempo per frequentare un laboratorio alla facoltà di medicina
http://www.bodiestheexhibition.com/intro.html
http://andataeritorno.blogspot.com/2006/12/bodies-exhibition.html
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