28 settembre 2010
Giovedì 30 settembre presentazione del laboratorio di Olodramma a Genova - V° anno
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24 settembre 2010
Programma della nuova stagione "Biodanzando" 2010/11
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13 luglio 2010
Una delle ultime interviste a Rolando Toro creatore della Biodanza e a Franco Sammaciccia
E' disponibile il file audio di un'intervista di Valeria Cazzaniga, gentilmente concessa alla redazione di questo blog, a Franco Sammaciccia, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico delle DBN, nell''ambito del convegno dell'ottobre 2009 presso la sede della Regione Lombardia.
I temi principali sono quelli relativi alla regolamentazione dei percorsi formativi per gli operatori delle varie Discipline Bio Naturali e i relativi ambiti di intervento.
a questo link avevo già trattato dell'argomento e si può accedere alla registrazione video della terza parte del convegno.
La prima e la seconda parte della registrazione integrale del convegno si trovano ai rispettivi collegamenti
Sempre nell'ambito dello stesso convegno Valeria Cazzaniga ha intervistato Rolando Toro
Il testo è tratto dal blog http://spiralieleoni.blogspot.com/search/label/Rolando%20Toro
Nella prima parte è presente la sintesi del suo intervento al convegno e successivamente l'intervista integrale.
Questa una delle sue ultime interviste in cui Toro spiega l’applicazione della biodanza sull’anziano, rilasciata il 24 ottobre 2009 in occasione del convegno: “L’arco della vita: la vecchiaia non è una malattia, del dbn un nuovo orizzonte”, svoltosi a Milano presso il palazzo della Regione, che ha patrocinato l’evento.
Per dbn si intendono le discipline bionaturali, tra le quali rientra anche la Biodanza, definite con apposita legge regionale del 2005.
Secondo Rolando Toro l’idea che l’anziano abbia in corso un processo di deterioramento è discutibile.
Come il giovane contiene potenziali precoci, così l’anziano racchiude in sé potenziali tardivi, che vengono espressi possibilmente in un ambiente stimolante, il cosiddetto “ambiente arricchito” , ovvero “una combinazione di stimolo inanimato e sociale”.
E proprio la Biodanza, secondo Rolando Toro, costituisce un ambiente arricchito e viene tutt’ora utilizzata come strumento di riabilitazione dell’anziano, anche negli ospedali, per far emergere questi potenziali tardivi.
Nella Biodanza, letteralmente “danzare la vita”, i praticanti vengono accompagnati, a suon di musica, a sciogliersi gradualmente nella danza e nel contatto, per cercare di far emergere la propria unicità, in armonia con gli altri e con l'ambiente.
La Biodanza favorisce l’integrarsi nella vita del rapporto tra natura e cultura, e, non ultimo, l’abbandonarsi all'ascolto delle proprie percezioni ed emozioni.
Per comprendere meglio il significato di potenziale tardivo, basta osservare alcuni grandi personaggi della storia, ma anche del nostro presente.
Picasso, per esempio, dipinge I saltimbanchi nella sua età senile, massima opera pittorica della sua vita.
Il genio di Reiner Maria Rilke emerge dopo i 35 anni, mentre Tiziano all’età di 90 anni riesce a dipingere nel “La coronazione di spine”, l’immagine di un Cristo trascendente, illuminato e non già sofferente.
E ancora Einstein esprime nella sua vecchiaia una filosofia con aspetti umani di rilevante e immensa grandezza.
“Il vecchio è meraviglioso” - sostiene con amore Rolando Toro.
La stessa Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, ha scoperto che il cervello è in grado di rinnovarsi, attraverso il fattore di crescita neuronale, ma, affinchè il cervello cresca, è necessario usarlo.
La scoperta ha mostrato un’altra linea interpretativa della visione evolutiva del cervello, prima di allora ritenuto una massa di cellule nervose il cui numero era determinato in ogni individuo, senza la possibilità di rinnovarsi; grazie invece all’uso permanente del cervello in un ambiente arricchito, il sistema nervoso si rinnova.
“La stessa Rita Levi Montalcini ha 100 anni ed è una donna meravigliosa, dotata di sensatezza e grande impegno contro l’ingiustizia” - sostiene Rolando.
Di tale orientamento è la “genomica sociale” di Ernest Rossi, scienziato e analista junghiano, che rinnova la genetica classica Mendeliana, applicandola al comportamento.
In particolari circostanze, i geni modificano il comportamento e questo modifica i geni, come può accadere velocemente nella Biodanza.
Qui l’emozione trova un libero fluire e spesso è molto intensa. Svariate le sfaccettature: allegria, erotismo, tenerezza e stati di regressione.
E’ facile dunque per un anziano, provare l’amore appassionato dell’età giovanile. Secondo Rolando, addirittura, il vecchio è più vicino all’erotismo di quanto non lo sia il giovane.
Ma quali sono dunque questi “potenziali tardivi”? Eccone alcuni: nella vecchiaia la percezione del tempo è breve e per lui ogni istante è prezioso. Come dice Rilke: “nella vita il quotidiano parla a bassa voce con l’eternità”.
Nell’età senile si scoprono la profondità e l’essenzialità, sulle quali magari un giovane non si sofferma.
Secondo Rolando il giovane è formale, il vecchio sa essere trasgressivo.
Il vecchio vede l’anima di una donna giovane, il giovane solo il suo corpo o l’estetica.
Il vecchio conosce la sintesi e non solo i dettagli. E la sintesi è il dono dei saggi e dei filosofi.
E’ un concetto più in linea con il pensiero orientale, che non con quello consumistico occidentale.
Affascinate concetto quello dei potenziali tardivi e l’utilizzo della Biodanza negli anziani, figli, come noi, di una severa educazione vittoriana.
Le domande
“Quali ostacoli ha incontrato nell’insegnamento della Biodanza agli anziani?” chiedo a Rolando.
“Nessuno” - mi risponde – “Gli anziani che la praticano sono migliaia, pressoché in tutti i Paesi. In Spagna, per esempio, solo a Bilbao ci sono 300 anziani appassionati ad essa.”
“Quanto agli ostacoli” – prosegue - in genere gli anziani non pongono muri, vista la progressività molto sottile e delicata che caratterizza la Biodanza. I primi esercizi sono semplicemente quelli di camminare con la musica ed esprimere emozioni con la musica.
Un altro esercizio, sempre iniziale, è quello delle ronde, nel quale la persona inizia a prendere contatto con due persone a destra e a sinistra e la persona sente le sue emozioni senza pregiudizi o paura.
Esistono molti esercizi preparatori, come l’eutonia, nel quale c’è contatto con altro, un’emozione con un altro e un contatto leggero.”
“Esistono poi esercizi” – continua –sulla base musicale della samba, che hanno carattere ludico e le persone pur toccandosi non sentono che stanno avendo un contatto che può essere compromettente. Esistono danze sulla base musicale del walzer in cui tu balli con un’altra persona con un contatto minimo. Nel corso di diverse lezioni l’anziano scopre che gli piace.”
“Forse gli anziani di cultura più mediterranea?”
“No, questo succede in tutto il mondo: in tutta l’America Latina, in Africa, in Gabon, in Nuova Zelanda, in Canada, in ogni luogo e il linguaggio è universale; la dimensione di gruppo ti fa entrare in una complicità. Qui possiamo abbracciarci per salutarci, magari in un’altra occasione non si può, perché questo è il gruppo e questa è la disciplina.
Più avanti può succedere frequentemente, che un uomo si innamori di un’altra donna, lei gli corrisponde, e si abbracciano ancora più forte.”
“Molte terapie” – insiste – si basano sul contatto. Fortunatamente il pregiudizio riguardo al contatto, legato alla religione, più forte 50 anni fa, è stato superato.
Non ci sono ostacoli istituzionali perché lavoriamo all’interno del sistema strutturale della società
Esiste una regola in Biodanza, il feedback, secondo cui esiste una reciprocità nella risposta; mancando il feedback non c’è risposta.”
Poi proviamo a ballare, in una piccola vivencia, uniti come in un normale ballo liscio, ma con la mano che tocca la mia spalla.
“Se c’è musica – spiega – e io comincio a dare un passo e tu non mi segui, io mi fermo.
Se vuoi un contatto che mantenga una certa distanza, l’altro lo rispetta. In questo modo non ci può essere una vittima o un invasore.
“Dalla Chiesa come siete visti?”
“Ci sono reazioni diverse. Abbiamo suore e sacerdoti che fanno Biodanza. Noi non concordiamo con preconcetti e pregiudizi della Chiesa e questo lo chiariamo a tutto il mondo”.
“Quali pregiudizi?”
Che il contatto è pericoloso e peccato.
Magari qualche anno fa…
“In effetti è un preconcetto vecchio. In molte chiese i sacerdoti chiedono che la gente si prenda per mano, forse tra i protestanti e alcuni cattolici.
La carezza e l’abbraccio hanno effetti terapeutici e questo è provato dalla scienza.
Sono stati fatti esperimenti scientifici, sono stati misurati il battito cardiaco, il movimento peristaltico dell’intestino e la circolazione sanguigna.
Se vai col tuo fidanzato a biodanza, puoi fare esercizio di contatto con lui, non sei obbligato, salvo che alcuni innamorati, si danno il permesso.”
“Gli stessi esseri che compartecipano di queste emozioni, al di fuori della sessione di Biodanza come vivono il quotidiano?”
“Noi consideriamo l’umanità malata e piena di paure. La libertà che hai all’interno della classe di biodanza, non è applicabile in strada, perché, se la utilizzi la gente si spaventa. Ma dopo qualche sessione viene spontaneo abbracciare gli esseri intorno a te: figli, amici, marito.
La competizione è un modo di relazionarsi con il patologico.”
La collaborazione è il legame affettivo corretto per Rolando, di celebrazione e stimolo dell’altro.
“Le persone cambiano molto quando fanno biodanza.” – prosegue – “Perché quando arrivano si portano dietro nel loro pensiero tutta questa paura del contatto e i pregiudizi della loro cultura.
Anche nella lotta c’è un contatto, anche nelle arti marziali. E la ritengo sana. Fin da piccoli ci dobbiamo guadagnare il territorio, anche per il rispetto di certe regole morali. La competizione sana fa parte di una capacità superiore e manifesta, non è la manipolazione da parte dei capi, o dei dirigenti di un’azienda.
A noi non interessano sport competitivi, che distruggono e sono contro la vita.”
“Sua figlia fa boxe se non sbaglio?”
“Effettivamente esiste una compresenza. Una cosa non esclude altra. Per esempio la violenza per autoprotezione è legittima. Io sono karateka e non uso il karate. Ma se un giorno mi si presenta una situazione di pericolo, io uso violenza.
“Come ci salutiamo?” Rolando mi congeda con un avvolgente, immancabile…abbraccio, in perfetto stile biodanza.
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07 luglio 2010
Riflessioni sulla coppia
La coppia è un allenamento per imparare ad amare.
(Riflessioni tratte dal libro di Natyan - Il Miracolo di Esistere)
Formare una coppia significa andare a scuola per apprendere il Vero Amore mentre invece le persone si accoppiano credendo già di amarsi...ed è per questo che vivono di risentimenti, recriminazioni e conflitti usando frasi del tipo: "Io ti amo ma tu non mi ami!"
Negli incontri a tema: "La coppia e i segreti dell'altro sesso" capita spesso che le persone, messe davanti alla realtà dei fatti, non si sentano di accettare di riconoscersi incapaci di amare e di ripetere a se stessi e ad altri: "Ma come? Ho fatto tanto per lui (o lei) ?!"
Ma fatto tanto perchè?? Forse per dimostrare a se stessi: "Ecco, ti dimostro che ti amo, così resterai per sempre accanto a me e me ne sarai grato...!"
Che fondamentalmente significa "si è fatto tanto per il proprio bisogno di avere l'altro (l'altra) con sè"....questa (probabilmente..) è la verità e spesso fa male riconoscerla....è inutile fingere ed ingannarsi...
La coppia deve capire che il primo impulso è stato il bisogno non l'Amore.
Una volta insieme...lui e lei devono imparare a trasformare il proprio bisogno in amore puro e disinteressato.
Devono imparare a crescere e imparare ad accettarsi, capirsi, aiutarsi senza aspettative di ritorno. La coppia è un allenamento per imparare ad amare.
Credere che i propri bisogni emotivi siano Amore è un tragico errore che condurrà la coppia a vivere di recriminazioni e di conflitti..
Ognuno desidererà che l'altro diventi a propria immagine e somiglianza...
Ognuno vorrà cambiare l'altro....
Sarà una vera lotta al massacro che alla fine porterà allo stress, al malcontento e all'inevitabile rottura della relazione.
Il guaio è che molto coppie arrivano a chiedere aiuto quando ormai sono "alla frutta"...
Quando sentiamo un rumorino insolito nel rumore della macchina, la portiamo subito dal meccanico per paura che la macchina, prima o poi ci lasci per strada, giusto??
Stranamente...se sentiamo rumori fragorosi e segnali di crisi all'interno dei rapporti di coppia, prima di andare in revisione aspettiamo che "la macchina" sia completamente fusa....
A quel punto cosa possiamo pretendere di rimediare ???????
La coppia dovrebbe mettersi bene in testa che l'Amore non è una cosa che si impara in poco tempo.
Ci vogliono anni di lotte e soprattutto di infinita pazienza.
La spiritualità, la Meditazione, gli incontri di gruppo, le condivisioni con le persone che hanno gli stessi problemi sono molto utili e salutari in questi casi..
Perchè aspettare che l'automobile sia ormai da buttare?
E' triste vedere quanti sforzi facciamo per tenere in ordine gli oggetti esterni e quanto poco facciamo, invece, per tenere in ordine la nostra mente, le relazioni ed i sentimenti interiori....
Se imparate ad amare l'altro nel vero senso della parola sarete capaci di educare al Vero Amore anche i vostri figli.
In secondo luogo potrete cominciare ad amare anche le persone al di là della vostra famiglia e questo vostro Amore si espanderà alla vostra città...
Tutta la vita in realtà è una dura lezione per imparare ad Amare ma pochi di noi sono in grado di accorgersi di questo...
La coppia è il mezzo forse più veloce e sicuro per apprendere le Leggi del Vero Amore.
Dobbiamo però riconoscere che siamo dei principianti, che abbiamo molto da imparare e capire altrimenti la presunzione, l'orgoglio e la superbia ci faranno rimanere di essere già capaci di amare, quando invece stiamo solo cercando di soddisfare i nostri bisogni...
Questo succede nelle coppie come nelle relazioni quotidiane.
A volte diciamo: "Ti amo"e altre volte diciamo "Ti odio, non ti sopporto"...
Questo significa che la nostra mente è instabile.
Al mattino si sveglia di buon umore....a metà giornata è diventata pessimista...e alla sera si è già trasformata in depressione galoppante!!
Come possiamo fare affidamento su una mente così poco stabile e squilibrata?
Da che cosa dipende tutta questa disarmonia?
Siamo succubi e dipendenti.
Se ci procurano qualcosa che ci piace diciamo "Ti amo e ti adoro"....
Se invece ci procurano ferite o dispiaceri diciamo "Ti odio. Da te non ricavo nessuna soddisfazione"
Il problema consiste nel non saperci liberare dal nostro egoismo
Tutte le discordie interpersonali sono dovute al fatto di non saper trasformare il nostro Cuore per mezzo di una Medicina chiamata Spiritualità, che ci consenta di produrre il sentimento dell'altruismo..
Se ci danno siamo felici....se non ci danno soffriamo....
Tante persone, per paura di rimanere sole, accettano umiliazioni, mancanze di rispetto e/o tradimenti da parte del proprio partner solo per paura dell'abbandono e della solitudine...
Si può passare tutta la vita in queste miserevoli condizioni ???
12:12 Scritto in benessere e salute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: amore, benessere, spiritualità, psicologia, cultura, cambiamento, educazione | OKNOtizie |
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05 maggio 2010
Serata di cinEmotion e convivialità a Genova - Domenica 9 maggio
Anche in questa stagione ci sarà un appuntamento con il cinEmotion a Genova, domenica sera alle h. 18.00.
Per un accavallamento di date questa volta non saremo all'Hammam "Le mille e una notte" come ormai eravamo abituati ma al CENTRO AMETISTA di Salita San Matteo, 19/16. In tutti i casi non rinunceremo alla bella abitudine di rendere l'appuntamento anche un momento conviviale e di socializzazione, infatti chi aveva partecipato alle precedenti serate nella primavera scorsa ricorderà che uno spazio della serata era riservata ad un apericena a buffet servito dalla gestione dell'Hammam.
Visto che il Centro Ametista non dispone di cucina saremo noi partecipanti a portare qualcosa di buono da mangiare e da bere per poterlo conidividere durante la pausa per l'aperitivo.
Inoltre il Centro Ametista offre spazi più ampi e oltre alle sedie potremo usufruire di cusicni, coperte e materassini, approfittando di ciò le tecniche che useremo questa volta volta saranno più attive e dinamiche rispetto alle scorse volte per rendere ancor più stimolante il lavoro.
Il tema di questo incontro sarà: IDENTITA' e SENSO DELLA VITA che sicuramente offrirà l'occasione per incontrare se stessi e gli altri in profondità e piacevolezza.
E' richiesta la conferma di partecipazione nei giorni precedenti l'incontro, tutte le altre informazioni pratiche e sulla natura del CINEMOTION si possono trovare a questo link:
http://biodanzando.it/cinEmotion.htm
15:22 Scritto in benessere e salute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cinemotion, genova, benessere, biodiscipline, crescita personale | OKNOtizie |
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