29 maggio 2011
Votiamo per l'acqua pubblica ma poi beviamo l'acqua privata!
Ci stiamo avvicinando al referendum del 12 giugno dove uno dei temi principali sarà quello legato alla possibile privatizzazione dell'acqua potabile.
Certamente si tratta di un tema di grande rilevanza sociale per il destino della risorsa vitale più importante.
La mobilitazione nazionale che invita ad andare a votare è trasversale ed interessa tutti i cittadini aldilà dell'area politica di appartenenza, tante sono le iniziative di questi giorni nelle piazze e tramite web per sensibilizzare quella grande fetta di elettori normalmente restii al voto e ancor più quando si tratta di consultazione referendaria.
Nonostante la mia antica astensione al voto (la mia utopia è che il partito degli astenuti possa superare il cinquanta per cento per mettere in minoranza tutta la classe politica della cosiddetta seconda repubblica) questa volta andrò a votare a favore dell'acqua pubblica.
Devo dire però che nonostante da circa quindici anni a casa beva regolarmente acqua comunale filtrata con carboni attivi (ottima!), quando sono fuori di casa mi compro regolarmente la mia bottiglietta di acqua minerale e di questo mi sento un pò in colpa.
Ho appena sentito le statistiche che dicono che in Italia si consuma mediamente una bottiglietta al giorno di acqua minerale pro capite con un danno ambientale enorme sia per le infinite tonnellate di bottigliette da produrre e smaltire che per il gran numero di Tir che ogni giorno salgono e scendono la penisola per trasportare acqua minerale da un capo all'altro dello Stivale, ricordate l'ormai datato monologo del concittadino Beppe Grillo su questo tema?
Ma oltre al danno ambientale il grande paradosso è che andremo a votare a favore dell'acqua pubblica e poi scegliamo quasi tutti di bere quotidianamente acqua privata contribuendo agli utili degli azionisti della sorgenti private ma soprattutto all'inquinamento.
Allora l'invito è alla consapevolezza degli atti di tutti i giorni, è certamente importante chiedere a gran voce che gli acquedotti rimangano pubblici ma altrettanto è importante iniziare a bere tutti quell'acqua pubblica tanto desiderata.
Dal 12 giungo subito dopo il voto mi impegnerò a bere solo acqua dell’acquedotto e a girare per la strada con la mia bottiglietta da farmi riempire ad ogni bar, se deve essere impegno sociale che lo sia a tutto tondo!
Mi dispiacerebbe molto vedere ad esempio un promotore del referendum il 12 giugno con la bottiglietta dell'acqua minerale privata sul tavolo mentre vengono raccolte le schede per votare a favore dell'acqua pubblica....
22:41 Scritto in Ambiente | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: ambiente, cultura, cambiamento, decrescita | OKNOtizie |
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Commenti
Purtroppo io continuerò a bere quella in bottiglia, considerata la condizione degli acquedotti che non garantiscono la salubrità dell'acqua condotta. I Comuni hanno affidato la gestione ai privati pensando di scaricare, su di loro, anche gli oneri di manutenzione. Oltre naturalmente avere individuato i gestori fra i soliti amici e, per questo, voterò il relativo referendum, perchè l'acqua, ancorchè non perfettamente pura, non deve costituire fonte di arricchimente per individui senza scrupoli. Quindi: SI, SI, e ancora SI.
Scritto da: boati | 30 maggio 2011
Purtroppo io continuerò a bere quella in bottiglia, considerata la condizione degli acquedotti che non garantiscono la salubrità dell'acqua condotta. I Comuni hanno affidato la gestione ai privati pensando di scaricare, su di loro, anche gli oneri di manutenzione. Oltre naturalmente avere individuato i gestori fra i soliti amici e, per questo, voterò il relativo referendum, perchè l'acqua, ancorchè non perfettamente pura, non deve costituire fonte di arricchimente per individui senza scrupoli. Quindi: SI, SI, e ancora SI.
Scritto da: boati | 30 maggio 2011
Il SI per questo referendum è d'obbligo.
Per quanto riguarda la qualità dell'acqua di casa sono d'accordo anche se la mia generazione l'ha sempre bevuta e siamo cresciuti sani e forti :-)
In tutti i casi ora uso il filtro a carboni attivi ed oltre ad essere perfettamente purificata perde anche ogni sapore sgradevole.
Pensa che se metto nel filtro acqua e vino esce solo acqua trasparente e insapore!! Potrei anche metterci acqua piovana da una pozzanghera e sarebbe potabile...
Quando sono invece per la strada compro quella in bottiglietta che pago 1€ in bar/negozio e 1.20€ se mi trovo in una stazione.
La riflessione è che se l'acqua si privatizzasse si presume che diventerebbe il nuovo business mondiale alla stregua del petrolio e giustamente c'è da ribellarsi a questa prospettiva.
Nei fatti però visto che nessuno ci obbliga a farlo alla fine compriamo acqua in bottiglietta pagandola 2€ al litro in bar o 2.40€ alla stazione senza battere ciglio, un prezzo già da ora ben più caro di benzina e gasolio in tempi di prezzi altissimi. Quindi già da ora è un business mondiale ancor più del petrolio ma lo alimentiamo tutti insieme appassionatamente come una cosa ovvia e naturale.
Insomma strano il mondo della mente umana, quando si è lasciati liberi si fanno cose che se fossimo costretti non accetteremmo mai.
Quindi solo un invito alla consapevolezza responsabile di come agiamo normalmente non solo in termini di bottigliette d'acqua.
Scritto da: Riccardo | 31 maggio 2011
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