02 giugno 2010
2 Giugno è davvero la festa della "Cosa Pubblica"?
Ci sono pensieri e punti di vista che possono far discutere per la loro originalità, l'anticoformismo e il timore di un possibile rovesciamento di tante sicurezze acquisite.
Penso che proprio queste voci fuori dal coro debbano essere ascoltate senza pregiudizi per sentire che effetto provocano in ognuno di noi.
Non si tratta più di essere pro o contro Berlusconi o di schierarsi a destra o sinistra, gioco nazionalpopolare ormai sterile che tiene intrappolato il libero pensiero creativo senza risultati per un cambiamento di fondo, qua l'argomento è più ampio, certamente discutibile ma invita a spostartsi un pochino pià in la e vedere le cose da un'altro punto di vista.....potremo parlare di apertura mentale?
Ecco appunto un punto di vista che merita di essere letto.
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"Festa della Repubblica (literally Festival of the Republic or, in English, Republic Day) is celebrated in Italy on the second of June each year. The day commemorates the institutional referendum held by universal suffrage in 1946, in which the Italian people were called to the polls to decide on the form of government, following the Second World War and the fall of Fascism ..."
http://en.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Repubblica
Oggi si ripete per la sessantaquattresima volta la Festa della nostra Repubblica, nel giorno dell'anno in cui il popolo italiano scelse con apposito referendum istituzionale l'ordinamento ed ideale repubblicano dismettendo quelli monarchici.
Pensate, per ben 64 anni l'Italia ha vissuto vantando questo suo ordinamento Repubblicano ed a tutt'oggi non si leva ancora un'altra voce a dire: guardate che non solo l'ambito di Governo viene coinvolto in una Repubblica, ma l'intera Res Publica, tutta la Cosa Pubblica ha da essere regolarmente redistribuita appunto perché di proprietà collettiva.
Come si può esser fieri della democratica periodica restituzione al popolo degli incarichi di Governo e passar sopra al fatto che gli statali, per mera eredità storica, ancora accaparrino a vita gli incarichi della onnipresente, potentissima Funzione Pubblica?
Pensiamo a quanti partiti politici vi sono in Italia. Pensiamo a tutte quelle organizzazioni ed associazioni che dichiarano di volere un mondo migliore. Pensiamo a quanti oggi si ritengono altri, diversi, innovativi, migliori, pieni di virtù. Quanto è vasto questo nostro panorama umano impegnato politicamente e socialmente? Letteralmente milioni di persone. Ebbene com'è che tra tutti questi politici, attivisti e membri, che in certi casi vantano pure una preparazione tecnica di prim'ordine ed un'esperienza pluridecennale, non se ne trova uno impegnata a liberare la Repubblica Italiana da una figura istituzionale che proviene dritto dall'epoca dello Statuto Albertino, da prima che fosse scritta la nostra Costituzione?
La risposta è semplice così come semplice è stato far sì che questo accadesse. Tutte queste persone, voi stessi, noi tutti siamo stati inculcati fin da piccoli proprio dagli statali. L'intero popolo italiano è vissuto e, tranne preziose eccezioni, ancora vive in una atmosfera culturale concepita, sviluppata e diffusa a tappeto dagli statali in quegli asili, scuole ed università finto-pubbliche che ancora sono in loro mano.
In realtà la quasi totalità degli italiani e voi stessi non avete idea di chi e cosa sareste stati e divenuti se al posto della autoritaria, centralistica, impositiva cultura impartitavi dagli statali vi fossero stati forniti gli strumenti intellettuali per percepire da voi stessi il senso delle cose, della vita in generale e liberamente esprimervi di conseguenza. Oggi, chi più chi meno, siamo tutti figli degli statali i quali, per non mettere a repentaglio il dogma del loro posto fisso, hanno costruito una cultura, quindi una società, senza mai nemmeno lontanamente avvicinare quei principi universali che vogliono che il nostro mondo, la nostra vita e la realtà tutta siano dinamiche e mutevoli.
Nei fatti costringendoci a vivere contro natura.
Oggi è la Festa della Repubblica e per la sessantaquattresima volta voi state tacendo. Non vi sono altre voci a dire che la Res Publica appartiene a tutti i cittadini ed ognuno di questi, ognuno di noi, ha il diritto, alla pari con ogni altro avente le necessarie competenze, di condividere i ruoli, poteri e redditi della Funzione Pubblica.
Oggi è la Festa della Repubblica ed ancora una volta voi tutti siete occupati a far qualcos'altro, rendendo vano il sacrificio di quegli ardimentosi che diedero perfino la vita affinché l'Italia divenisse una Repubblica e mai più una dittatura. Mai nessuno di loro avrebbe immaginato che a 64 anni da quella sofferta conquista politica il percorso evolutivo da loro avviato si sarebbe trovato ancora così precipitato nel nulla di un popolo che non s'accorge di nulla.
Ciònondimeno un piccolo seme è germogliato e perfino cresciuto in questa terra arida e dura. Una piccola pianta, ormai forte abbastanza per sopravvivere a lungo senza alimento, fintantoché non giungeranno gli eredi di quei grandi che in varie epoche liberarono se stessi ed i loro cari dagli oppressori, custodisce in sè stessa il prezioso disegno di condivisione, partecipazione e solidarietà che è fondamento della Repubblica.
La Festa della Repubblica, da dodici anni, ogni giorno, si celebra qui:
http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org
Danilo D'Antonio
P.zza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo
tel. 339 5014947
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Commenti
I nostri padri ci hanno regalato con grandi sacrifici quella libertà che noi viviamo tutti i giorni con la Repubblica; la Democrazia non è uno stato che si raggiunge una volta per sempre ma è un'utopia che ci deve pervadere, perchè uno stato democratico non è mai perfetto ma è sempre in divenire
http://francescoprina.blogspot.com/2010/06/democrazia-un-sentimento-che-ci-deve.html
Scritto da: Paolo | 02 giugno 2010
il suo intervento non fa una piega ma mi sembra che usi il linguaggio del politichese...
Quindi entrando nel merito non è ben chiaro se condivide o meno l'idea di Danilo D'antonio. Visto che lei rappresenta una parte politica (linkando un blog politico), ed è intervenuto in merito, sarebbe interessante sentire la sua posizione
Scritto da: Riccardo | 03 giugno 2010
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