La regolazione affettiva del bambino – Esperimento Still Face

Negli ultimi anni la riceca psicologica ha radicalmente modificato l’immagine del neonato evidenziando come già nelle prime fasi dello sviluppo abbia grande competenza nell’interazione sociale ed emotiva superando quindi le teorie piagettiane che lo relegavano in una sorta di isolamento autistico e anche quelle di Winnicot che lo ponevano in una relazione simbiotica con la mamma.

I risultati della ricerca mostrano come la competenza del bambino sia nella comunicazione che nella regolazione emotiva con il genitore o il caregiver siano innate e preziosi indicatori dello sviluppo socioemotivo.

Un ruolo importante per lo sviluppo lo gioca quindi l’interazione con la mamma ed il processo di regolazione affettiva che si crea con la stessa e che ne consente un adattamento ottimale.

Il fallimento di questo processo di mutua regolazione porta il bambino a sperimentare solo una serie di emozioni, quelle prevalentemente di carattere negativo e non tutta la gamma comprese quelle positive.

Le ricerche di Tronick con l’esperimento chiamato Still Face, o del Volto Immobile, dimostrano come sia importante questo processo di autoregolazione reciproco tra mamma e bambino e come ad esempio una mamma depressa non sarà in grado di far fronte all’aspettativa del bambino mettendo a rischio il suo sviluppo emotivo.

L’esperimento del volto immobile dimostra che quando la mamma sospende la sua relazione con il bambino di pochi mesi non scambiando più sorrisi ed espressioni di imitazione quest’ultimo vivrà un forte stress emotivo, pur continuando a guardarlo negli occhi.

Più che una spiegazione dettagliata dell’esperimento, che si può comunque trovare in letteratura, penso sia molto più chiarificatore un video che lo riporta itegralmente.

 


La regolazione affettiva del bambino – Esperimento Still Faceultima modifica: 2011-09-21T13:15:00+00:00da dioniso61
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